No, in Danimarca non c’è la deportazione automatica

Davvero in Danimarca è stato approvato il rimpatrio dei condannati senza alcun appello?

maicolengel butac 19 Mar 2026
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C’è una notizia che sta circolando su svariate piattaforme social, condivisa da profili interessati solo ad inquinare l’informazione. Vi riportiamo il testo come ce l’avete segnalato, ma abbiamo visto che circola con lievi variazioni su diverse piattaforme social:

A partire dal 1 maggio 2026, la Danimarca applicherà una nuova riforma strutturale voluta dal governo di Mette Frederiksen. La legislazione prevede la deportazione automatica per i cittadini non danesi condannati ad almeno 1 anno di carcere incondizionato. I dati del Ministero dell’Integrazione indicano che negli ultimi 5 anni ben 315 criminali extracomunitari con condanne superiori a 12 mesi non sono stati espulsi. Il piano include anche braccialetti elettronici e la riapertura di un’ambasciata a Damasco. Questa decisione governativa scavalca le valutazioni individuali previste dalle direttive europee, aprendo un inevitabile scontro legale con le istituzioni. L’iniziativa danese stabilisce un precedente storico per il continente europeo, ridefinendo in modo radicale i confini del diritto d’asilo internazionale. #danimarca #sicurezza #giustizia #europa #diritti #fblifestyle

Siamo di fronte a un classico caso di malinformazione, ovvero di informazione manipolata in malafede per creare un danno.

La notizia ha un fondamento di verità, si tratta infatti di una linea politica coerente con l’approccio restrittivo già adottato da Copenhagen negli ultimi anni. L’attuale governo danese a fine gennaio 2026 ha annunciato l’intenzione di espellere dal Paese gli stranieri che subiscano condanne superiori a un anno di carcere.

Dove il racconto viene distorto

Il governo danese ha parlato di espulsione in linea di principio, non automatica. Una differenza tutt’altro che formale.

In Danimarca, come nel resto dell’Unione Europea, le espulsioni devono comunque rispettare:

  • il diritto alla vita familiare
  • il principio di proporzionalità
  • le convenzioni internazionali sui diritti umani

Questo significa che una valutazione caso per caso resta obbligatoria.

Per capirci meglio: il governo dice che andrebbero espulsi, conscio che la legislazione dell’Unione Europea attualmente non permette di farlo, non in maniera automatica, non così facilmente. Il governo pertanto vuole spingere per cambiare l’interpretazione delle regole europee, ma ad oggi queste regole non sono state magicamente bypassate. Quindi dal 1 maggio non cambierà nulla, anche perché la parte falsa della notizia è che sia stata fatta una riforma strutturale. Quelle riportate sono dichiarazioni politiche. Di vero c’è che, nella riunione dei ministri della Giustizia del Consiglio d’Europa del 10 dicembre 2025, una maggioranza di Paesi (27 su 46), guidati proprio da Danimarca e Italia, ha sottoscritto una dichiarazione congiunta in cui si chiede di rivedere l’applicazione della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo in materia di migrazione.

Il punto centrale della richiesta è semplice: secondo questi governi, l’attuale interpretazione della Convenzione rende troppo difficile espellere cittadini stranieri condannati per reati gravi, e andrebbe quindi “riequilibrata” per dare più spazio agli Stati.

Nessuna nuova legge

Quello che però è evidentemente poco chiaro è che non è stata presentata alcuna riforma o nuova legge in merito alle espulsioni, si è solo aperto un dibattito sul tema. Dibattito che in un futuro potrà portare a delle modifiche dell’attuale legge. Ma ad oggi nessuna novità; dare a intendere che in altri Paesi invece siano applicate norme che da noi non sussistono – magari “aprendo un inevitabile scontro legale con le istituzioni”, scontro che farebbe comodo ai molti che vogliono un’UE meno coesa, e quindi più debole – serve proprio a inquinare il pozzo, un sistema per parlare alle pance dell’elettorato facendogli credere cose non vere, che possono portare a decisioni sbagliate.

Zexel

Questo è il nome della pagina Facebook e del profilo Instagram che hanno realizzato l’immagine che vedete in apertura di articolo e pubblicato il post in questione. Una pagina da 252mila follower su FB e 150mila su Instagram, che realizza contenuti online anche per abbonati. Una pagina che evidentemente ha specifici interessi nell’avvelenamento del pozzo, a chi giova?

Non crediamo di poter aggiungere altro.

redazione at butac punto it

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