INCUBO e le foto dei bimbi

Un opinabile tentativo di spiegare ai genitori perché è importante la pvicay dei propri figli sul web

maicolengel butac 27 Mar 2017
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Oggi non parliamo di una bufala, ma tra segnalazioni, articoli di blog e tag su gruppi delle mamme mi sembra necessario parlare di Incubo, la pagina Facebook che sta scatenando guerre sui social.

Per chi non ha figli forse è il caso di dare fin da subito qualche spiegazione. Incubo è una pagina Facebook che da qualche tempo prende le foto postate pubblicamente su bacheche di genitori e le condivide sulla propria. Il nome Incubo è voluto, ma la pagina non fa nulla di illegale o errato secondo la policy di Facebook, come spiegava l’amico Diego Cajelli:

La condivisione di un contenuto pubblico, con l’iconcina del mondo per intenderci, è alla base del funzionamento di Facebook. Non aggiungendoci alcun commento offensivo, la semplice condivisione non costituisce una violazione delle norme del social network e tantomeno non può configurarsi come un reato.

Incubo lo fa per cercare di sensibilizzare su un problema (a mio avviso, come papà, grave) che invece viene preso alla leggera da tanti, troppi, genitori. Su BUTAC avevamo già parlato di foto dei bimbi online, e avevamo già subito critiche da mamme ben contente di mandarci a spendere: noi non eravamo degni di commentare la loro scelta di pubblicare foto dei loro piccoli ovunque.

Incubo a differenza nostra non perde tempo a scrivere fiumi di parole, condivide contenuti legali senza commentarli in alcuna maniera, lasciando solo la foto con la descrizione che le è stata data in prima istanza. È da attaccare per questo? Sì, se siete analfabeti digitali e non avete compreso come funziona la rete sarete propensi ad attaccare Incubo. Se invece siete utenti di livello avanzato forse avete capito perché Incubo agisce così.

Come spiegava Diego:

Incubo condivide foto di minori che altri pubblicano senza alcun filtro con lo scopo di sensibilizzare gli utenti sulla fine che possono fare quelle immagini. In più, parliamoci chiaro, un contenuto pubblico posso scaricarmelo dove mi pare e chi lo ha pubblicato non lo saprà mai.

Le mamme purtroppo anche stavolta stanno reagendo nella maniera sbagliata. Incubo sta solo mostrando loro che le foto in questione sono libere per tutti, e che nessuno può attaccarli per averle condivise. Le mamme invece che capire e modificare le impostazioni della privacy delle loro bacheche insistono, anzi, aprono a loro volta una pagina social che attacca Incubo, lo scopo? Arrivare a così tante segnalazioni da farla chiudere.

Lo capite che in questo c’è qualcosa di profondamente sbagliato? Spero di sì, perché altrimenti i nostri tentativi di aiutarvi continuamente nella vita online sono totalmente inutili.

Ovviamente una delle mamme più esaltate della segnalazione alle Iene è una che ha come immagine profilo la foto di suo figlio, scaricabile e condivisibile da tutti, e che nel profilo ha poche foto pubbliche, nessuna sua, tutte del figlio neonato. Io conto che quel bambino da grande rinsavisca e faccia causa alla madre per non aver tutelato la sua privacy in alcuna maniera. So che non succederà, genitori così digitalmente analfabeti non saranno mai in grado di trasmettere al figlio una cultura diversa. Se non intervengono la scuola e il Ministero dell’Istruzione per arginare questo fenomeno siamo destinati a peggiorare, ogni anno che passa.

Una delle cose che mi (ci) fa più sorridere sono quei commentatori che intimano a Incubo di rimuovere la condivisione delle foto dei loro bimbi dalla pagina, non capendo che sono loro stessi che possono (e dovrebbero) farlo, semplicemente andando a cambiare le impostazioni di privacy dei loro profili.

Ma l’Italia evidentemente non è un Paese pronto per la rete, siamo indietro, davvero indietro, analfabeti digitali in un’epoca di alfabetizzazione di massa proprio per merito della rete. E poi andiamo a chiamare le Iene.

Continuiamo così, facciamoci del male.
maicolengel at butac punto it
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