Oggi facciamo in fretta, grazie all’aiuto del nostro medico di redazione che è specializzando all’ultimo anno di anestesia, quindi direi sia titolato per aiutarci a trattare la notizia che è passata su tanti giornali.

Paziente operato al cuore sotto ipnosi, è la prima volta. “Non ho mai sentito dolore. È stato persino bello”

Questo qui sopra è il titolo scelto da il Fatto Quotidiano il 10 gennaio per raccontarci di un’operazione al cuore. Ma occorre leggere l’articolo con attenzione per capire le cose nella maniera corretta, evitando i sensazionalismi sfruttati dal titolo. Perché l’unica parte che spiega le cose nella maniera corretta è questa:

Grazie all’ipnosi durante l’intervento è possibile ridurre drasticamente l’utilizzo di farmaci anestetici e analgesici e rendere la procedura ancor più tollerata.

Che spiega chiaramente che l’ipnosi non può sostituire l’anestesia, ma solo ridurne, quando possibile, l’uso.

Ablazione, non cuore aperto

L’intervento in questione, come ci spiega il dott. Pietro Arina, è un intervento percutaneo.  Molto differente dagli interventi a cuore aperto. Si è trattato di un’ablazione della fibrillazione atriale. Si tratta di un’operazione che si fa normalmente in sedazione, non in anestesia. Come ci spiega Wiki:

Con il termine di sedazione si indica, in medicina uno stato di alterazione parziale della coscienza in cui il paziente non perde completamente la nozione di sé, anche se in parte ne è deficitario. La sedazione può essere indotta con molti farmaci ipnotici od ansiolitici ed è utile per l’esecuzione di manovre chirurgiche poco cruente e dalla durata limitata.

Quindi, per capirci, è un tipo di procedura dove si utilizzano già bassi dosaggi di farmaci anestetici rispetto all’anestesia generale; titolare come se fossimo di fronte a un grande traguardo scientifico è fare clickbait, purtroppo questa è una cosa a cui siamo sempre più abituati, ma, a mio avviso, andrebbe punita dall’Ordine dei Giornalisti.

Si evidenzia inoltre che in questo tipo di operazioni vanno seguite precise linee guida, le prime sono quelle della Società italiana Anestesia Analgesia Rianimazione Terapia Intensiva (SIAARTI), ovviamente in combinazione con quelle del Ministero e dell’ospedale dove si sta operando.

Ve l’avevo detto che avremmo fatto in fretta, no?

Giusto per non dimenticarlo, avevamo già parlato di sensazionalismo sul tema ipnosi in camera operatoria, verrebbe quasi da pensare che qualcuno sia interessato al fatto che queste notizie escano così sui giornali. Chissà chi potrebbe avere interessi in merito.

maicolengel at butac punto it con l’aiuto e la consulenza del dott. Pietro Arina

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