Isolare le potenziali vittime…

Le tattiche della disinformazione vol.3 - Un piccolo approfondimento sui metodi che i disinformatori utilizzano per portare le proprie vittime fuori dal web

maicolengel butac 1 Lug 2024
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Oggi non tratto una bufala. Mentre scrivo è domenica mattina e ho appena passato un’ora e mezza della mia vita ad ascoltare le parole di un soggetto che sostiene di essere un medico sospeso dall’Ordine dei Medici di Torino (ma senza presentarsi mai con nome e cognome), che tiene conferenze di vario genere in una struttura che pare nata apposta per diffondere disinformazione. Non farò nomi, è abbastanza chiaro che si tratta di soggetti particolarmente permalosi e BUTAC ne ha un po’ piene le scatole di subire denunce, difendersi pagando dei legali e venire assolto. Ma tanto non è importante fare nomi, perché oggi non voglio trattare una bufala, ma raccontarvi appunto quanto ho visto e sentito in quest’ora e mezza.

Non ho idea di quanta gente ascolti queste “conferenze”, perché è abbastanza chiaro che oltre alla diffusione dal vivo sono rilanciate su tantissime piattaforme social. A cercare questi video ci sono finito dopo che un lettore ci aveva lanciato una segnalazione su X, indicandoci una conferenza in cui si sarebbe parlato di (le maiuscole sono come nel volantino, a caso):

  • Malori improvvisi
  • la Gestione dell’Evento Avverso
  • 5G: misurazioni dei Cellulari e Valutazioni
  • Rischi legati all’uso dei Router

Non ho seguito l’evento specifico ma ho cercato alcuni dei partecipanti e la sede in cui la conferenza si sarebbe tenuta, e ho scoperto un numero di video impressionante, tutti sullo stesso tono, tutti infarciti di allarmismo contro vaccini, 5G, wi-fi, fascicolo sanitario elettronico e chi più ne ha più ne metta.

Le foto degli eventi mostrano tanti anziani tra il pubblico: ci sta, gli eventi si tengono in quello che pare un centro anziani, ma la cosa che mi ha spinto a scrivere questo breve articolo è il modus operandi, che ancora non avevo visto in un evento dal vivo.

Il “conferenziere”, dopo un’introduzione di una ventina di minuti che pare fatta apposta per allarmare i partecipanti all’evento (gli ingredienti vanno dal cattivo 5G alla potatura di alberi secolari per dare spazio ai satelliti allo scopo di controllarci, dalle scie chimiche alla falsa pandemia) si passa a un lungo momento che in altra occasione avrei definito cringe.

Su un monitor a fianco del palco vengono mostrati (e raccontati dal conferenziere) i nomi di gruppi di chat WhatsApp dove è possibile riunirsi online. Gruppi di ogni genere, da quelli dove si parla di reazioni avverse a quelli dedicati alle scie chimiche, vengono mostrati i nomi specifici di questi gruppi e la loro immagine profilo in modo che sia impossibile sbagliare. Il messaggio è chiaro: quelli sono i gruppi a cui bisogna iscriversi, evitandone altri; in quei gruppi è possibile dire quello che si vuole, perché gli altri membri la pensano come noi. Fossero solo gruppi dal sapore complottista uno potrebbe dire “Eh vabbè, ma se la vanno a cercare”. Il problema però è che insieme ai gruppi più chiaramente complottisti ne troviamo altri che di complottista non hanno niente, dal “Salotto banche del tempo” al “Salotto dei nottambuli”, da “Cucina e benessere” a “Amici dei Cani e Gatti”, sono tanti, troppi, dall’aspetto innocente, dal nome innocuo.

Gruppi in cui poi è possibile invitare altri amici, magari non polarizzati come siamo noi – ma è ovvio che se invito il mio amico Gianni in un gruppo da 500 persone dove tutti la pensano alla stessa maniera su una determinata tematica la possibilità che anche lui cominci a convincersi che la narrazione che vi circola all’interno sia quella più aderente alla realtà è alta. Sia chiaro, quelli riportati qui sopra sono gruppi da pochissimi utenti, sempre meno di mille, nicchie, ma è anche così che si controlla al meglio cosa viene detto e come viene detto, creando delle community magari piccole, ma molto coese.

Ripeto, la platea a questi eventi è composta perlopiù da anziani, che grazie a queste indicazioni si isoleranno in echo chamber specifiche dove verranno indottrinati da soggetti come questo conferenziere. Viviamo in un Paese dove la popolazione anziana è la maggioranza, dove questo genere di indottrinamento è pericoloso: si generano mostri nella mente di persone che invece andrebbero aiutate, a cui andrebbero spiegate le cose nella maniera corretta, rispondendo a dubbi e domande, e non allarmandoli e dando loro a intendere cose che non sono.

Ho due genitori over 80, per fortuna non sono soggetti che frequentano questo genere di spazi sociali, se lo fossero sarei davvero preoccupato per il tipo di disinformazione che rischiano di incontrare sul loro cammino.

Se avete parenti che frequentano incontri pubblici su tematiche di questo genere magari qualche volta accompagnateli, il modus operandi di chi disinforma è simile su tutto il territorio, e per isolare le loro potenziali vittime cercano sempre di più di allontanarle dal web e rinchiuderle in spazi dove l’informazione che arriva sia controllata da loro. Basta pensare a quelle iniziative stile social network italiano o a quelli che hanno persino aperto una TV o un quotidiano

maicolengel at butac punto it

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