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Ci è stato segnalato qualche giorno fa, ma non ne abbiamo parlato perchè la situazione era in evoluzione e i dettagli erano ancora pochi. Chi ne ha parlato all’inizio ha ovviamente “dimenticato” dei dettagli e in questi giorni alcuni hanno parlato correttamente delle novità, altri li hanno omessi. Andando con ordine la segnalazione iniziale è questa, un nostro vecchio amico, VoxNews l’11 Maggio titola

vox

 

SASSARI – Deborah va a cercare lavoro, e quando dopo due mesi torna a casa, la trova occupata da «circa dieci ‘persone’ che si sono impossessate del mio appartamento ci sono adulti e bambini.
E le fotografie dei figli, i vestiti, i mobili. Ora, è tutto dentro un cassonetto della spazzatura

“Non vogliono andare via, mi hanno minacciato più volte e anche aggredito”, la donna è disperata. Ieri mattina si è fatta dare delle coperte, si è sdraiata nel cortile interno e si è incatenata alla recinzione: «Non mi muoverò da qui fino a quando non potrò riavere la mia casa. Non mangerò né berrò».

La denuncia in questura e alla Procura della Repubblica non è servita a nulla, i magistrati hanno altri impegni: “sembra che tutti abbiano le mani legate se non c’è un provvedimento del magistrato. È un paradosso inaccettabile: a nessuno importa che io dorma all’aperto mentre questi “abusivi” abitano liberamente a casa mia tra le mie poche cose rimaste lì dentro”.

Delle sue cose, molte sono state gettate via: “ho controllato nelle stanze, non c’è quasi più nulla. Ma come può la gente arrivare a tanto? Ho provato a convincere questi nuovi “inquilini” ad andarsene, per tutta risposta sono stata aggredita, mi hanno strattonato e sbattuto contro il muro. Al pronto soccorso mi hanno assegnato venti giorni di cure”.

In serata aspettava una visita dell’assessore alle Politiche abitative nella giunta Ganau, «ma non si è visto nessuno è notte e io ho paura che mi possano fare del male».

E’ notte, sull’Italia.

Triste l’enfasi su “persone”, ma la storia è corretta. Cercando informazioni online si trovano articoli locali a riguardo che confermano la storia, ma, come dicevo, un dettaglio importante è stato omesso. Come sarebbero entrati in casa? La nuova Sardegna approfondisce informandoci che:

In realtà, stando al racconto di Deborah, sembrerebbe che ad aver fatto sparire i suoi effetti personali e parte degli arredi – divano, lavatrice, specchi, quadri, mobile del soggiorno – sia stata una precedente inquilina: «Ho commesso l’errore di ospitare una conoscente in difficoltà mentre io ero a Palermo. Quando sono tornata ho scoperto che era stata cambiata la serratura, che aveva fatto entrare queste altre persone e che erano scomparse le mie cose, non c’è più un mio vestito lì dentro»

È un dettaglio importante. Certo non rende in alcun modo più tollerabile o giustificabile la situazione, ma sembrerebbe che una sua amica abbia “ceduto” l’appartamento agli attuali occupanti, che ora si arrogano il diritto di rimanerci. Ribadisco che questo non migliora la situazione, ma a livello comunicativo cambia la prospettiva e capisco perchè VoxNews si sia “dimenticato” di questo dettaglio. Decido di controllare se ci sono novità e vedo che il 16 Maggio Leggerenotizie.it decide di parlare ancora di Deborah, novità? Nessuna, 5 giorni dopo è esattamente la stessa notizia, stessa conclusione con l’attesa di qualcuno del Comune e nessuna novità. Possibile? E infatti no, novità ci sono e risalgono al giorno prima, quando il Comune di Sassari emette un comunicato riguardo al caso:

IL COMUNE CONTINUA A SEGUIRE IL CASO DI DEBORAH

Il Comune di Sassari sta continuando a seguire il caso di Deborah, la giovane donna di cui la stampa locale si è occupata nei giorni scorsi (si era incatenata davanti all’alloggio popolare che le era stato regolarmente assegnato, poi perso a seguito di una occupazione abusiva).
I competenti uffici dei settori Politiche abitative e Politiche sociali stanno costantemente monitorando la situazione, sia dal punto di vista giudiziario (senza un provvedimento del giudice Deborah non può comunque fare rientro nella sua abitazione) sia dal punto di vista del sostegno alla vita quotidiana.
In attesa dell’esito delle vertenze in cui è coinvolta si è deciso di consentire alla signora di restare ancora per qualche giorno, fino al prossimo 21 maggio, nel residence che attualmente la ospita e di continuare a fornirle i pasti a domicilio.
Deborah è stata informata del fatto che il Comune non potrà continuare ulteriormente a sostenerla nelle attuali forme, anche perché, fortunatamente, è circondata da una adeguata rete familiare. Nel caso in cui non voglia avvalersi della propria rete parentale l’Amministrazione comunale ha comunque messo a sua disposizione un posto presso l’ostello femminile .

Quindi mentre alcuni riciclano la storia, perchè mai aggiornarsi?, dicendo che Deborah sia ancora per strada, in realtà è ospitata, dal giorno successivo e almeno fino al 21 (momento in cui sto scrivendo), in un residence con anche il vitto e le verrà riservato almeno un posto all’ostello femminile fino alla soluzione del problema dato che sembra non voler essere ospitata dai parenti. Fare leva sui parenti mi ha fatto stortare un po’ il naso perchè è un po’ come dire che dovrebbe arrangiarsi da sola dato che ha parenti che la possono ospitare, però ribadiamo che almeno non è stata abbandonata. C’è chi ha riportato correttamente la notizia con dettagli aggiornati, quindi non tutti hanno deciso di approfittare della notizia crea-sdegno facile. Il giorno 18 però c’è uno sviluppo: sempre La nuova Sardegna riporta di un suo nuovo incatenamento in una piazza dove era prevista una manifestazione, e la sua amica sostiene di essersene andata in quanto le avevano assegnato un’altra abitazione e che gli attuali occupanti abbiano approfittato dell’appartamento vuoto. Chissà chi ha ragione, ma in realtà l’importante sarebbe che finalmente il giudice faccia sgomberare la casa per restituirla a chi ha il diritto di starci.

C’è una cosa però dell’articolo di Leggerenotizie che mi ha sorpreso. Da nessuna parte si parla in dettaglio di chi siano gli occupanti. Citano come fonte Sardegnaremix, il cui articolo è del 13 Maggio quindi ancora più colpevoli avendo copiato un articolo vecchio senza verificare se ci fossero sviluppi, e neanche qua ci dicono nulla. La nuova Sardegna, che ha scritto 4 volte sulla sua storia, non ne fa menzione  e neanche VoxNews, quindi da dove hanno preso questo dettaglio?

zingheri

 

Sassari: si allontana per ragioni di lavoro e ritrova la sua casa occupata da zingari

Come possiamo speziare un po’  la notizia? Ma ovvio, mettiamoci dentro gli zingari! Mi sembra strano che solo loro parlino di zingari e considerando che la notizia l’hanno riciclata, e la loro fonte non ne parla, mi puzza moltissimo… Cambia qualcosa se la famiglia abusiva sia italiana, zingara o africana? Onestamente no, sono dalla parte del torto da qualsiasi angolazione si guardi questa brutta storia, ma vuoi mettere quanti like e share in più ottieni se sono stati gli zingari? Che tristezza.

Terrò d’occhio ancora la situazione e se ci saranno sviluppi aggiorneremo l’articolo.

Aggiornamento 09/06

Con un po’ di ritardo sugli sviluppi, vi aggiorno sulla situazione.

Fatto sta che l’altro giorno i poliziotti hanno cortesemente ma con fermezza invitato gli occupanti (tra i quali due bambini) a liberare l’alloggio sottoposto a sequestro cautelativo con custodia affidata proprio a Deborah, che ovviamente adesso ne è responsabile. Sarà soltanto l’Area (cioè l’Istituto per le case popolari) a poter chiedere il dissequestro dell’abitazione, che ora come ora resta sprovvista dell’allaccio alla rete elettrica. «Giustizia è fatta – esulta la protagonista di questa storia – anche se non è certo facile vivere in una casa dove non c’è la luce. Per fortuna che tutti i vicini di casa hanno capito la situazione e mi stanno aiutando in tutti i modi».

La polizia il primo di Giugno ha sgomberato l’appartamento e l’ha restituito a Deborah, finalmente. È ancora sotto sequestro, ma è affidato a lei, quindi può tornare ad abitarci. Nemmeno stavolta si dice se fossero zingari o meno, e ora è la famiglia occupante a finire in albergo, temporaneamente.

Ricordatevi di amare col cuore, ma per tutto il resto di usare la testa.

neilperri @ butac.it

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