Tanti oggi chiacchierando per strada mi hanno ricordato che è la Festa della donna, e in dieci minuti di chiacchiere da bar ho sentito ripetere almeno due o tre volte la storia per cui la festa sarebbe in onore delle vittime di un incendio in una fabbrica americana dove avrebbero perso la vita diverse operaie.

Quella della Festa della donna è una delle bufale di più vecchia data in circolazione, da ben prima di internet. Per comodità di chi è pigro e non vuole leggere abbiamo anche fatto un video:

I fatti

Sì è vero, il 25 marzo 1911 una fabbrica americana, la Triangle, prese fuoco e morirono centoquarantasei persone; da lì si partì con la riforma delle regole sulla sicurezza sul lavoro. Questo evento è uno di quelli che si vogliono commemorare con la Festa della Donna poiché la maggior parte delle vittime era di sesso femminile, ma nulla ha a che fare con la sua origine. Altre voci parlano della repressione poliziesca di una manifestazione sindacale di operaie avvenuta sempre in USA nel 1857, ma anche qui sbagliano.

Come spiega Rita Charbonnier:

Secondo la leggenda, dunque, alcuni giorni prima dell’8 marzo 1908, le operaie di un’industria tessile di New York che si chiamava “Cotton” (che vuol dire “cotone”: un nome inventato anche con poca fantasia) entrarono in sciopero per protestare contro le disumane condizioni di lavoro alle quali erano sottoposte. Lo sciopero proseguì per giorni finché, l’8 marzo, il proprietario della fabbrica, che si chiamava Johnson (anche qui, spreco di fantasia) chiuse le operaie all’interno bloccando tutte le uscite. Lo stabilimento fu devastato da un incendio e le operaie prigioniere fecero una fine terrificante. Secondo una versione della storia che rasenta il ridicolo e risuona di antiche cacce alle streghe, sarebbe stato lo stesso Johnson ad appiccare il fuoco alla propria fabbrica.

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Leggiamo inoltre su Repubblica:

Avete però la certezza che a scegliere quella data sia stata Clara Zetkin nella Seconda conferenza internazionale socialista del 1910 a Copenaghen? Sbagliato anche questo. Della presunta mozione della Zetkin non c’ è traccia. Eppure, saranno pronti a giurare donne e accaniti lettori di giornali, di quell’episodio esistono fotografie e documentazione: no, possiamo ormai rispondere con certezza, non sono che montaggi, attribuzioni sbagliate, leggerezze di militanti troppo entusiaste.

In conclusione

La festa della donna come la conosciamo oggi (Giornata internazionale della donna, qui in inglese) trae le sue origini dalla Conferenza delle donne socialiste a Copenhagen nel 1910, durante la quale si stabilì di istituire una giornata comune in tutti i paesi dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne, senza però stabilire alcuna data. Alcuni la festeggiavano di domenica, altri in date precise. L’8 marzo 1917 le donne russe si unirono ai rivoluzionari chiedendo la fine della guerra con una grande manifestazione di piazza a San Pietroburgo, questo segnò la caduta dello zarismo, e questo sancì come data l’8 di marzo. In Italia si arrivò a festeggiare la ricorrenza (su iniziativa del PCI che si ispirava appunto al nuovo regime russo) inizialmente nella domenica più vicina all’8 marzo, poi dal 1925 seguendo i dettami di Lenin l’8 marzo stesso.

Dal 1977 l’ONU ha istituito ufficialmente la Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale, invitando tutti gli Stati membri a una giornata di particolare attenzione ai diritti delle donne e al loro ruolo negli sforzi di pace, lasciando però libertà di scelta riguardo alla data, che è stata fissata per l’8 marzo in molti Paesi.

maicolengel at butac.it

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