Mi avete segnalato un post contro Mario Monti che risale al 2012 e che ancora gira, grazie a pagine e siti a mio avviso più legate alla criminalità organizzata che a partiti politici (o forse a entrambi).

L’immagine che circola è questa:

La Calabria non deve produrre. I Calabresi devono consumare i prodotti del Nord.

Il testo che accompagna l’immagine è questo, ma l’ho vista girare anche solo come foto senza testo in aggiunta, o come link a un articolo su un sito che non ritengo utile allegare.

Il governo padano di Mario Monti, così come il primo governatore della Banca d’Italia Carlo Bombrini a proposito del Mezzogiorno, dice che la Calabria non deve produrre e non deve dare fastidio alla libera commercializzazione dei prodotti del nord. Secondo il governo Monti, la legge regionale contiene delle disposizioni che, nel favorire la commercializzazione dei prodotti regionali a Km 0, ostacolerebbero la libera circolazione delle merci in contrasto con i principi comunitari. Per questo, il Consiglio dei Ministri ha deliberato l’impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale di alcuni provvedimenti normativi prodotti dalla Regione Calabria. La storia, a distanza di 151 anni si ripete. Il colonialismo non è finito.

Non esiste traccia di una dichiarazione simile di Mario Monti, ma è evidente come siano in tanti a crederci, oggi come nel 2012. Purtroppo è la dimostrazione pratica di come con la disinformazione e le notizie false sia possibile (e a volte facilissimo) manipolare le preferenze dei propri follower.

Sotto ai post con la faccia di Monti si leggono epiteti di vario genere dedicati al senatore, da chi gli augura vita breve a chi suggerisce che per accorciargliela si potrebbe usare la forca.

Giusto per approfondire la storia, il meme con la faccia di Monti ha cominciato a circolare dopo che nel 2012 il governo si era lamentato di preferenze nell’attribuzione di appalti regionali (si faceva riferimento alla Puglia e non alla Calabria ma poco cambia) che andavano in contrasto con altre normative. La narrazione fatta da quelli contrari a quanto riportato dal governo Monti era delle più semplicistiche, ma la sentenza 292 del 2013 della Corte Costituzionale spiegava le cose per bene. Nessuno vietava il km 0, ma deve essere giustificato (dal punto di vista degli appalti) non solo sulla base della preferenza di prodotto regionale, bensì anche su una vera convenienza per la Regione stessa e i suoi cittadini. Quando invece per come la cosa veniva messa in pratica in Puglia all’epoca sembrava si favorissero gli amici degli amici…

Ma ovvio che ai cittadini questo è meglio non farlo sapere, e dare a intendere che Mario Monti avesse detto la frase del meme.

Io mi domando sempre più spesso come potremo risolvere quest’immenso problema legato all’information disorder, quando è evidente che a nessuno dei politici interessi davvero provare a porre un rimedio.

maicolengel at butac punto it

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