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Da quando gli inserzionisti pagano un tot a clic, molti siti hanno pensato di tentare facili guadagni pubblicando cose di ogni genere, soprattutto notizie inventate. Poco importa se poi tu lettore capisci che ciò che hai letto è una barzelletta: intanto hai cliccato e lo farai anche la prossima volta, tentato di nuovo da titoli ammiccanti e sparati accalappia clic.

E il gestore fa denari.

Naturalmente non ci sono solo coloro che si inventano di sana pianta le notizie (ultimamente bisogna stare attenti a pubblicare bufale, perché son già partite denunce e diffide e sono anche già arrivate le prime condanne) ma c’è anche chi pubblica una notizia vera che non è… una notizia.

Se vi dicessi infatti che mia zia ha terminato il dentifricio e ne ha comperato uno nuovo, credo che ve ne freghi molto poco. Peggio, se mettessi un link con scritto questo fatto.

 

Ma se ad esempio, scrivessi “Shokcante fatto ad una 70enne in tarda serata” voi tutti cliccherete incuriositi, leggerete e io guadagnerò i vostri clic. Salvo poi che mi mandiate a… quel paese (evito altri famosissimi e indicibili luoghi ben peggiori) dopo averne letto i dettagli.

Ma l’esempio che ho fatto non è un caso inesistente, perché quotidianamente siti come “Youreporter” pubblicano notizie verosimili.

 

Mio padre ha fatto il ferroviere a Bologna tra il 1961 e il 1992 e come potete immaginare, da lui ne ho sentite di ogni. A parte i dettagli sulle stragi ferroviarie bolognesi (Italicus 1974, Stazione Centrale 11980, Rapido904 1984),  erano le “quotidianità” quelle che voglio qua sottolineare: tranciare la catenaria con il trolley (cioè danneggiare il cavo di alta tensione che alimenta i locomotori elettrici), deragliare con qualche carro (merci) in manovra su uno scambio a mano, o un ceppo (ganascia del freno) che si bloccava, erano cose talmente normali quanto per un vigile urbano fare una multa per un divieto di sosta.

 

In uno dei film di Paolo Villaggio, c’è una scena in cui egli, clandestino aggrappato al sottoscocca di una vettura (carrozza ferroviaria passeggeri), riceve una martellata dal manovale verificatore che martellava le ruote. Commedia a parte, perché una volta c’era questa figura che martellava le ruote dei vagoni fermi in stazione? Perché i freni erano due ganasce che stringevano la ruota e se una di esse (le ganasce) si bloccava, ovvero la ruota rimaneva frenata, il suono della martellata alla ruota non era un metallico “dinng” (di ruota “libera”) ma un floscio “ton” (di ruota bloccata). Tuttavia a volte, il blocco di una ganascia, soprattutto nei carri merci, meno controllati delle vetture passeggeri, avveniva in viaggio e allora si iniziava a vedere una scia di fumo provenire dalla ruota bloccata quindi surriscaldata assieme ai ceppi, segno dell’inconveniente in atto.

Questi problemi tecnici (assieme ovviamente a tantissimi altri) erano talmente all’ordine del giorno che per un ferroviere era una cosa normale. Come avere una lampadina bruciata.

Si, una volta….

Per un ferroviere !

Ma non oggi, per certi editori on line a caccia di scoop e notiziole varie per riempire il proprio sito e per aumentarne i clic.

Come ad esempio il sito citato qui

 

notizianonenotizia

 

dove quasi certamente una ganascia bloccata (o pistoncino se i freni sono a disco) si è surriscaldata provocando un po’ di fumo e un po’ di puzza, la stessa che potete sentire in A1 tra Bologna e Firenze, dopo il valico, in discesa verso Barberino e in coda a qualche tir molto carico che spinge troppo coi freni e troppo poco col freno a motore. Puzze sostanzialmente normali per tutti i meccanici e chi ha a che fare con automezzi. Ferrovieri compresi, dei quali nessuno si è mai allarmato per un problemino del genere. Anche perché ogni singola ruota di ogni vettura o carro è frenante, per cui anche se una perde l’efficienza, rimangono funzionanti tutte le altre e la perdita di frenata dell’intero convoglio è totalmente trascurabile.

Nella paginetta su Youreporter invece si parla del fatto come di un dramma,  del caos a bordo e si da una notizia che di fatto, alla luce di quanto detto, non è una notizia più di quella su mia zia che ha terminato il dentifricio ed è dovuta andata a comperare un altro.

Leggiamone il titolo:

Scompiglio sul treno regionale veloce 2285

Scompiglio? C’è più scompiglio (e incazzatura) a bordo quando a luglio, con 37°C l’aria condizionata non funziona.

Leggiamo il contenuto

Oggi 18.07.2012 il treno regionale veloce 2285 partito da Milano Centrale e diretto a Bologna Centrale all’altezza della stazione di Piacenza ha dovuto fermare la sua corsa per alcuni minuti a causa di un surriscaldamento dell’impianto frenante di una carrozza. Una nuvola di fumo ha invaso la carrozza e i passeggeri allarmati sono stati fatti spostare su un altro vagone.

 Dal video si può vedere la nuvoletta di fumo uscire da una delle ruote del carrello della vettura ma non certo invadere la vettura, perché in tal caso il fumo sarebbe uscito dai finestrini aperti. In realtà a bordo qualcuno ha ripreso il fatto col telefonino ed ha mandato il file al Youreporter che ne ha fatto una notiziona. E a volte, incredibile ma vero, alcuni video di questo sito dai contenuti sparati sensazionalmente senza poi esservi un effettivo correlato interesse al fatto, sono giunti sugli schermi TV di network nazionali.

Mentre voi fate quindi le opportune riflessioni su come si fa notizia su certi siti web (e non solo) io corro da mia zia col telefonino pronto: vuoi mai che abbia terminato il dentifricio ?

Lola Fox

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