Primato Nazionale, con fonte La Verità, il 13 maggio ha pubblicato un articolo dal titolo:

Microsoft lancia update “politicamente corretto”: cambierà automaticamente frasi discriminatorie

Vi riporto poche righe del testo:

Microsoft ha annunciato un nuovo correttore automatico, insieme alla prossima versione di Word: tale update farà sì che, qualora le parole digitate dall’utente vengano percepite dal pc come “non rispettose della diversità sessuale”, verranno cambiate in altre più “politicamente corrette”…

…Si tratta insomma di applicare l’intelligenza artificiale ai fini di evitare la discriminazione sessuale, seguendo in questo senso i dettami della teoria gender: anche nello scrivere un documento privato, insomma, gli utenti che si serviranno di Microsoft avranno puntati su di sé gli occhi della polizia “del pensiero” arcobaleno.

La storia mi ha incuriosito e sono andato a cercarne la fonte, il primo sito che ho trovato è il solito Daily Mail che titolava, il 9 maggio 2019:

Microsoft launches new ‘inclusive’ AI tool that will recommend ways to make your writing more politically correct

La fonte del Daily Mail è Microsoft stessa, ma le cose vanno spiegate per bene.

Sul blog ufficiale di Microsoft in lingua inglese il 6 maggio sono state presentate le novità dei prossimi aggiornamenti in arrivo nel 2019. La parte relativa a WORD spiega che:

A partire dall’autunno, le persone che lavorano usando Word Online alla ricerca di ispirazione e intuizioni su come migliorare il proprio documento saranno in grado di ricevere suggerimenti intelligenti con Ideas, una funzionalità che sta già rendendo le persone più produttive in PowerPoint ed Excel.

“Ecco (Ideas ndr) è il sistema con cui diciamo: ‘Ehi, capiamo la struttura del tuo documento. Possiamo renderlo navigabile, oppure possiamo creare un sommario al posto tuo “, ha spiegato Kirk Gregersen, un partner director del programma di gestione nel gruppo Microsoft Experiences and Devices.

Altri suggerimenti intelligenti includono acronimi raccomandati basati sul loro utilizzo in Microsoft Graph, tempo medio calcolato per leggere il documento, evidenziare l’estrazione, nonché correzioni comuni per errori ortografici e grammaticali e consigli per un linguaggio più conciso e inclusivo come “ufficiale di polizia” invece di “poliziotto”.

Il punto incriminato è quello finale, dove si fa riferimento all’uso di “ufficiale di polizia” invece di “poliziotto”. PN e La Verità, esattamente come il Daily Mail, sfruttano quella frase per dare a intendere ai propri lettori un qualcosa di diverso rispetto a quanto spiegato da Microsoft. Tanto lo sanno, nessuno dei loro lettori andrà a controllare.

Non si sta parlando di un’intelligenza artificiale che prende il controllo del nostro pc per correggere i testi. Ma di un suggeritore che (se ne facciamo richiesta) evidenzia dove sia possibile usare altre parole invece di quelle che abbiamo scelto. Non si tratta però di uno strumento “censorio” per cui indignarci, ma solo di una funzione utile per chi scrive testi in inglese, magari documenti che devono seguire delle linee guida (come capita con quelle dell’Unione Europea).

Si tratta di linee guida che seguono l’idea dell’evitare il sessismo e la discriminazione basata sul genere. Anche in Italia, fin dagli anni Ottanta, abbiamo cominciato un percorso simile. Ad esempio riguardo al termine “signorina”, riporta la sempre utile Accademia della Crusca:

La dissimmetria tra maschile e femminile è stata considerata sessista e, almeno a partire dai primi anni Ottanta, l’uso di signorina per riferirsi a una donna non sposata è stato progressivamente sconsigliato. E di certo la crescita dei rapporti di convivenza e delle maternità al di fuori del matrimonio civile o religioso ha aumentato le ragioni per evitare la parola usando al suo posto signora…

C’è da indignarsi? Non credo, si tratta di uno strumento utile per chi scrive in inglese, nel caso volesse fare documenti meno discriminatori. La parità di genere è un diritto per cui si combatte da tempo. La Verità e Primato Nazionale, come anche il Daily Mail e tutti quelli che gli sono andati dietro, evidentemente ritengono che invece sia da difendere la disparità… contenti loro.

Dopo aver concluso l’articolo l’amico Patrick mi ha segnalato che il blog Terminologia ne aveva già parlato il 20 maggio spiegando tutto per bene, lo trovate qui (quel blog mi è sembrato interessante da seguire e segnalarvi).

maicolengel at butac punto it

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