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Ho una discreta memoria e quando ieri ho visto rimbalzare questa interessantissima notizia mi si è acceso un campanello: Le donne col sedere grosso sono più intelligenti e sane, pubblicato su TGCOM24. Ma non diamo loro tutto il merito, altri centomila siti lo hanno scritto, mica solo loro.

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Come dicevo, ho una buona memoria e mi sembrava di aver già sentito sta cretinata tempo fa. Sempre grazie all’ausilio dei nostri strumenti top secret della ACME si scopre che è una bella notizia – e che notizia- riciclata, riciclatissima

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Già riesumata nello scorso Febbraio, è una notizia che ha cominciato a girare in Italia almeno da Ottobre 2013, ma chissà perché avevo la sensazione che ci fosse qualche cosa che non quadrava. Sarà per l’enorme quantità di dettagli forniti? Da TGCOM24

Il grasso che si accumula proprio lì sul fondoschiena, croce e delizia. Molte donne cercano di combatterlo con sessioni sfiancanti di step, altre hanno fatto del lato B abbondante un pass per il successo, come Kim KardashianBeyoncé e Jennifer Lopez. A prescindere dai gusti, per gli scienziati della University of Oxford e del Churchill Hospital, le donne che hanno la tendenza ad accumulare grasso sul sedere e sulle cosce sono più intelligenti e più sane.

Più cervello e più salute – Avere il fondoschiena pronunciato richiede un eccesso di grassi Omega 3. E’ stato provato che questo tipo di lipidi promuovono lo sviluppo del cervello. Ma i vantaggi non si limitano al cervellone.

Chi ha un sedere più grande ha livelli più bassi di colesterolo ed è più propenso a produrre gli ormoni che metabolizzano lo zucchero. La caratteristica forma “a pera” sarebbe, dunque, un’arma in grado di prevenire il diabete. Il grasso concentrato sull’addome, invece, fa male alla salute.

I ricercatori hanno aggiunto: “Le proprietà protettive del grasso corporeo nella parte inferiore del corpo è stata confermata da molti altri studi”. Inoltre, i bambini nati da donne con i fianchi larghi sarebbero intellettualmente superiori rispetto ai bambini delle madri più magre e con meno curve.

Lodevole lo sforzo di linkare il sito dell’università di Oxford e il Churchill Hospital, ma quando è stato fatto questo studio? Dov’è questo studio? Facendo proprio poca fatica, questa news, ovviamente raccontata molto, molto meglio, è di Gennaio 2010, 4 anni e mezzo fa, inizialmente diffusa dalla ABC News e poi riciclata

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Questo è lo “studio” di cui si parla: Gluteofemoral body fat as a determinant of metabolic health, pubblicato sull’International Journal of Obesity di Giugno 2010. Non è altro che una lettura di vari studi precedenti dalle quali hanno ottenuto queste informazioni.

Body fat distribution is an important metabolic and cardiovascular risk factor, because the proportion of abdominal to gluteofemoral body fat correlates with obesity-associated diseases and mortality. Here, we review the evidence and possible mechanisms that support a specific protective role of gluteofemoral body fat. Population studies show that an increased gluteofemoral fat mass is independently associated with a protective lipid and glucose profile, as well as a decrease in cardiovascular and metabolic risk. Studies of adipose tissue physiology in vitro and in vivo confirm distinct properties of the gluteofemoral fat depot with regards to lipolysis and fatty acid uptake: in day-to-day metabolism it appears to be more passive than the abdominal depot and it exerts its protective properties by long-term fatty acid storage. Further, a beneficial adipokine profile is associated with gluteofemoral fat. Leptin and adiponectin levels are positively associated with gluteofemoral fat while the level of inflammatory cytokines is negatively associated. Finally, loss of gluteofemoral fat, as observed in Cushing’s syndrome and lipodystrophy is associated with an increased metabolic and cardiovascular risk. This underlines gluteofemoral fat’s role as a determinant of health by the long-term entrapment of excess fatty acids, thus protecting from the adverse effects associated with ectopic fat deposition.

Gli autori, supportati da studi precedenti e che spiego in maniera grezzissima, concludono che è meglio avere accumuli di grasso nella parte inferiore del corpo – zona fianchi e glutei – piuttosto che nella zona addominale. Il grasso addominale è “più attivo metabolicamente” e influenza negativamente il nostro organismo mentre il grasso accumulato nella parte inferiore non ha questo tipo di effetti. Riassumendo in maniera ancora più semplice, chi ha un accumulo di grasso nella parte inferiore del corpo è in sostanza sano quanto una persona in forma, potenzialmente agevolate da questa sorta di “cuscinetto” per alcune problematiche cardiovascolari. Interessante certo, ma è una notizia così interessante considerando che non possiamo decidere dove accumulare il grasso nel nostro corpo? Alcune medicine per il diabete sembrano avere questo tipo di effetto e magari un giorno si potrà “spostare” il grasso in eccesso in zone differenti del corpo con dei farmaci, ma forse sarebbe meglio semplicemente cercare di non ingrassare.

Ma manca qualcosa, dov’è la parte sulla intelligenza? Nulla, non cercate, non c’è. Sul fatto che siano più sane si può argomentare. Possiamo dire che le donne dotate di sedere e fianchi grossi si possono considerare sane e non sono esposti agli stessi effetti negativi associati al “classico” sovrappeso e obesità, e magari avranno meno possibilità di incappare in alcuni disturbi, perciò se siete in queste condizioni sforzarsi a dimagrire è più una questione estetica che di salute.

Questa è la conclusione dello studio

Body fat distribution is a major determinant of metabolic health and gluteofemoral adipose tissue exerts specific functional properties that are associated with an improved metabolic and cardiovascular risk profile

Così è molto meno entusiasmante e acchiappia click la notizia, non trovate? Ma c’era ancora una parte che mi lasciava perplesso

 Inoltre, i bambini nati da donne con i fianchi larghi sarebbero intellettualmente superiori rispetto ai bambini delle madri più magre e con meno curve.

Appurato che lo studio citato, diciamo così, non fa cenno alcuno a questa cosa decido di cercare ancora, convinto che non possono essersi inventati così di sana pianta quest’altra informazione. Con mio grande piacere scopro che questa informazione è ancora più vecchia

culo4Altra ventata di freschezza, studio del 2007. Già che il titolo dello studio si conclude con un punto di domanda mi fa un po’ strano, ma lo studio è serio e potete leggerlo al link precedente. Studi come questi sono inevitabilmente limitati in quanto è impossibile valutare tutti i fattori che influenzano l’intelligenza e lo sviluppo cognitivo di un neonato (oltre che della madre). Infatti

However, while controlling for family income and the mother’s and father’s education reduces the effect of WHR on the child’s cognitive ability, there is still a significant residual effect, supporting the view that women with low WHRs provide both genes and materials (essential fatty acids) for neurodevelopment

Cioè che una volta che si aggiungono fattori come l’educazione del padre e della madre e la situazione economica della famiglia, gli effetti del rapporto vita/fianchi sulla intelligenza dei figli si riduce moltissimo, anche se sostengono essere ancora “significante”. Ovviamente questi fattori influenzano anche l’intelligenza della madre. L’idea è che la presenza di questa riserva di grassi sia utile allo sviluppo cognitivo delle madri e a disposizione dei bambini durante la gravidanza. Non sono molto convinto su questo tipo di studio considerando anche che i dati raccolti utilizzati per lo studio non sono di prima mano, ma vengono da sondaggi effettuati dal 1988 al 1994. Non sono in grado di giudicare la bontà dello studio, ma a me sembra un po’ un castello di carte buono giusto per fare un articolo di gossip. Considerando anche che oggi, escludendo i paesi più poveri, le madri in gravidanza possono avere facile accesso a tutti i cibi ricchi di Omega-3 che vogliono, sempre se è questo che influenza lo sviluppo cognitivo, il rapporto vita/fianchi è davvero così importante? Alla fine dello studio manca la certezza sul perché, problema non da poco.

Quello che abbiamo scoperto grazie a questa notizia è dove è locato il cervello di tanti giornalisti. Come trovare una scusa per pubblicare foto di fondoschiena abbondanti? Basta prendere vecchie notizie che parlano di natiche, frullare e servire ai lettori sempre più affamati di notizie spazzatura. E di fondoschiena.

Ricordatevi di amare col cuore, ma per tutto il resto di usare la testa.

neilperri @ butac.it

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