Li-Meng Yan e il virus creato in laboratorio

maicolengel butac 14 Set 2020
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Su Libero Quotidiano il 13 settembre 2020 è apparso un articolo che titola:

Coronavirus creato in laboratorio a Wuhan, la denuncia in diretta tv della dottoressa Li-Meng Yan: “Il governo sapeva e ha nascosto tutto”

 

Nel testo dell’articolo ci viene spiegato che la dottoressa Li-Meng avrebbe rilasciato un’intervista al talk show britannico Loose Women sul canale Itv, dove appunto racconta che il virus Sars-Cov2 è il risultato di un esperimento di laboratorio di cui il governo cinese sapeva tutto. Prove? Nessuna, se non la sua parola.

La dottoressa Li-Meng Yan è da aprile 2020 che racconta le stesse identiche cose, nulla di nuovo sotto al sole, se non che ora le ha dette in un video in un talk show di nessuna affidabilità, molto simile a quelli condotti da svariati soggetti nel nostro Paese dove si dà spazio a qualsivoglia folle teoria, basta che faccia audience, guarda caso ad aprile la dottoressa aveva parlato a Fox News. Una scienziata che voglia davvero fare dichiarazioni di questo genere, una vera scienziata, non va in una trasmissione di gossip e curiosità dell’ora di pranzo. Trasmissione che ha probabilmente pagato per il suo intervento. Una vera scienziata che voglia fare una seria denuncia la fa pubblicando un paper scientifico dove dimostra quanto sostiene. Basta un po’ di spirito critico per rendersene conto. Spirito critico che manca alla redazione di Libero Quotidiano, come ai giornalisti di Fox News, che dopo un’iniziale “scoop” hanno smesso completamente di parlare della dottoressa.

Per non parlare di siti come I Nuovi Vespri, che il giorno prima di LQ avevano titolato con eleganza:

COVID-19: la scienziata di Hong Kong Li-Meng Yan sputtana la Cina e l’OMS

Siamo di fronte a soggetti che non hanno il benché minimo interesse a informare i propri lettori, sono lì solo per due cose: avvelenare il pozzo e fare clickbait, acchiappaclick.

Li-Meng Yan anche a luglio sosteneva le stesse identiche cose, senza aver mai portato uno straccio di prova che sia uno. Esiste una pagina creata su Wikipedia, che fa intendere sia una scienziata seria e rinomata. Curioso che la stessa pagina sia stata aperta sempre a luglio 2020, e che sia costantemente corretta e cambiata, visto il numero di soggetti che, senza fonti attendibili, la manipolano costantemente.

In tutte le bio online si sostiene che la dottoressa lavorasse per la Hong Kong School of Public Health, peccato che nello staff dell’università il suo nome non sia mai riportato. Nemmeno nelle tante versioni dello staff presenti su WebArchive si trova traccia del suo nome. (EDIT delle 09:33) Il che porta a supporre che sia una studentessa o una dottoranda o post-doc (come fatto giustamente notare dall’amico – e autore di BUTAC – Prof. Elia Marin) di qualche genere (visto che non neghiamo la sua esistenza ma solo la sua professionalità), che oggi non ha più alcun ruolo all’interno dell’Università di Hong Kong.

Oltretutto, come già ripetuto, si tratta delle stesse cose che la dottoressa racconta, senza fonti, da luglio 2020, ha davvero senso darle ulteriore visibilità visto che di prove nuove non ne ha portate? A mio avviso no, e l’Ordine dei Giornalisti dovrebbe chiedere conto delle testate registrate che spacciano la notizia senza inquadrarla nella maniera corretta. Ma lo sappiamo bene, l’OdG interviene in casi eccezionali, per il resto è un Ordine nato e sfruttato per difendere i giornalisti, non per difendere i lettori. La corretta informazione nel nostro Paese non è difesa da nessuno, nemmeno dai vari governi che abbiamo avuto negli ultimi anni. Tutti buoni a istituire commissioni, dove qualcuno probabilmente si è pure messo in tasca due soldini, senza che alla fine dei conti nessuno abbia mai veramente fatto niente di concreto.

Il giornalista di Libero Quotidiano nemmeno ci ha provato a verificare i fatti. Lo stesso vale per i redattori de I Nuovi vespri. Sono gente interessata solo a inquinare il pozzo. Soggetti che dovrebbero essere sanzionati dalle autorità per i modi con cui operano nel campo dell’informazione. Ma ormai ci siamo abituati, la nostra è una costante battaglia contro i mulini a vento. Inutile, se non a sensibilizzare gli animi di quei quattro gatti che ci seguono con affetto. Sperando che tra di loro ci sia almeno qualche insegnante, dotato di spirito critico, che si metta una mano sul cuore e cerchi disperatamente di fare quello che serve, perlomeno con gli alunni che segue. A tal proposito, abbiamo aperto un gruppo Facebook per dare una mano, per quanto possiamo, agli insegnanti, anche solo per fornire un posto dove riunirsi e scambiarsi risorse per insegnare lo spirito critico e il fact-checking nelle loro classi.

Non credo di poter aggiungere altro.
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