VOLTOFIAMME

Ieri abbiamo avuto un piccolo caso mediatico su Facebook che ha convolto perfino il presidente dell’Ordine dei Giornalisti. Il presidente si è espresso con parole corrette e dure, ma secondo me le ha lanciate da un pulpito troppo alto.

Partiamo dal principio. Il 28 dicembre la piccola testata locale VairanoNews pubblica una cronaca della festa del Falò di San Giovanni ad Ailano, in provincia di Caserta. L’articolo partiva dal resoconto della festa per concludere con un momento sandrogiacobboadamkadmon da “Torino Eso e Terica”: una delle foto del falò mostrerebbe un volto umano tra i fumi. Potete vederla nella foto qui sotto, da VairanoNews.

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Non reputo che riportare una foto del genere sia considerabile “giornalismo”, ma non siamo qui a parlare di questo. Nello stesso giorno, la stessa notizia viene pubblicata da Il Mattino con questa immagine:

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Mi sembra abbastanza chiaro chi delle due testate abbia la foto originale e chi abbia copiato: una ha colori decisi e immagini nitide; l’altra è sfocata, con colori davvero tenui e tagliata male. Si tratta ovviamente della stessa identica foto e solo chi l’ha scattata può dire se l’abbia data ad entrambe le testate o meno. Dall’evidenza dei fatti, però, direi sia chiaro che quella del Mattino possa esser stata copiata da VairanoNews e manipolata per eliminare la scritta, degradata per eliminare la manipolazione e pubblicarla senza citare la fonte. Ma non è finita qui.

L’articolo del Mattino è stato ripreso da Leggo, usando sempre la foto sfocata e malmessa; la redazione di Vairano, com’è logico aspettarsi, si lamenta con la pagina che ha ripubblicato. Peccato che nell’era digitale abbiano scelto il posto sbagliato dove andare a lamentarsi, così hanno taggato la pagina fake di Leggo su Facebook… quella gestita dal nostro troll preferito che ormai conoscerete bene.

ERMES MAIOLICA!

L’occasione fa l’uomo troll. Ermes non ha potuto credere ai suoi occhi: quale occasione migliore per trollare!

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Alla richiesta di venire linkati nel pezzo di Leggo, Ermes risponde sprezzante:

ci dispiace, vince la legge del più forte

Con le facce tese e con le pive nel sacco, la cosa ha iniziato a gonfiarsi finché qualcuno non ha pensato di contattare il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino. Il quale scova l’inghippo e…

LEGGO.IT E LE TRAPPOLE DELLA RETE. Ho pubblicato un post, stamane, che riguarda un comportamento attribuito a Leggo.it
La testata ha riportato quella notizia, scritta – mi assicurano – da un collega della redazione di Caserta de Il Mattino (giornale che fa parte del gruppo Caltagirone, assieme a Messaggero, Gazzettino, Quotidiano di Lecce e Corriere adriatico). Leggo.it ha ricevuto quell’articolo e lo ha ripreso, nell’ambito di una sinergia editoriale. Non ha fatto (né, francamente, doveva fare) indagini.
E questo lo abbiamo ora chiarito (ribadisco che il confronto tra le due notizie pubblicate da www.vairanonews.it e Leggo.it fa emergere chi per primo ha diffuso anche la stessa foto). Quel che sorprende un matusa come me (e non dubito su quanto mi ha assicurato il capo redattore Guglielmo Nappi) è che la testata Leggo.it è COMPLETAMENTE ESTRANEA a quella arrogante risposta. Anzi, è stata anche recentemente vittima di un altro “scherzo” sgradevole, al quale avevano abboccato Le Iene che, citando come fonte Leggo.it, avevano dato la notizia dell’arresto per droga di un noto conduttore televisivo.  Solo che si trattava di una pagina fake. La stessa (forse) dell’arrogante risposta “vince la legge del più forte”. E pensare che proprio ieri, nella conferenza stampa con il presidente del Consiglio, facevo presente a Matteo Renzi che il web “non può diventare una giungla senza regole”.

Intanto vorrei precisare una cosa. Nel post, il Presidente dell’Ordine non chiarisce di chi sia la foto originale, sebbene lui ammetta che il confronto lo renda ovvio. Perché non dire ad alta voce che la foto del Mattino è stata riciclata? Lo troverei giusto nei confronti di chi l’ha pubblicata per primo. Difendere Leggo con quel maiuscolo è onestamente scorretto: Leggo ha copiato da una consociata, che a sua volta aveva copiato da VairanoNews, perlomeno la foto. Passi che non fosse compito di Leggo controllare la fonte, va bene, ma di quelli del Mattino sì, eccome! Potevano segnalare che veniva da un altro sito, cosa che nel pezzo del Mattino non appare; a tutt’oggi, non sono state pubblicate fonti di alcun genere. La foto resta lì, l’articolo pure, nessuno che abbia pensato d’inserire appunto la sorgente della notizia.

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Il pezzo forte della cosa è nella chiosa del presidente:

il web “non può diventare una giungla senza regole”

Perché prendersela col web – quello libero, quello NON iscritto all’ODG – quando tra i suoi iscritti cartacei la “legge della giungla” esiste da anni? Perché prendersela con Ermes Maiolica, personaggio che basta una ricerca di due-secondi-due per trovarselo in tutte le salse, senza bisogno di scomodare giornalisti investigativi? Perché permettere a testate serie, popolate da iscritti all’Ordine, di pubblicare pagine e pagine di notizie non verificate? Leggo, il Mattino e il Messaggero hanno tenuto bordone per anni alle fuffate dell’AGI, Agenzia per la Giustizia in Italia; tutt’ora sono tra quelli che regolarmente pubblicano la fuffa di Lorenzo Croce e le follie targate AIDAA.

Eh no, queste bufale le lasciamo impunite! Lamentiamoci della “giungla” del web, lanciamo i lettori in una battaglia contro i mulini a vento! I problemi sono ben altri, vero? Il sistema giornalistico italiano è in buone acque, ci si può permettere di guardare altrove e puntare il dito sulla pagliuzza nell’occhio altrui? Quella trave oscura molto bene, suppongo!

Fossi nei panni del presidente dell’ODG, penserei prima a regolamentare e punire gli imbecilli che giornalisti già lo sono e lascerei che al web e alle voci libere, senza codice deontologico, ci si pensasse dopo. Voi non trovate?

Ah, per la cronaca, contattato Ermes Maiolica ha rilasciato questa dichiarazione:

 

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questa volta il volto che hanno visto tra le fiamme era il mio.

HAHAHAHAHA!

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