…ne siete proprio sicuri?

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Da qualche tempo circola questa fotografia online, ultimamente l’hanno messa in giro su Facebook i nostri vecchi conoscenti che gestiscono la pagina Amicizia.lorosonoitaliani2top

Mentre su Twitter circola principalmente su profili privati.

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Subito la stessa foto appare anche sui profili delle fazioni politiche che hanno a cuore la difesa degli italiani. Difesa che evidentemente in questo caso non ha funzionato.

Scompongo la foto, ne torno a ricavare 3 scatti singoli e la cerco sul web. Due minuti di lavoro, e appena inserisco la foto principale arrivo qui:

viarivocati

Articolo del 13 gennaio.

Da questa mattina sulle pagine dei social circolano le foto di una famiglia che vive, ormai da una settimana, in macchina a via Rivocati, insieme ai due figlioletti minorenni. Ci siamo recati sul posto e, purtroppo, abbiamo constatato la triste realtà.  Anche loro, non avendo una dimora, si sono visti costretti a trascorrere le notti all’interno della loro auto. Una situazione alquanto drammatica, ancor di più considerando che vi sono due bimbi. La famiglia è disperata, non ha altro posto dove stare, perciò facciamo nuovamente appello ai servizi sociali o a chiunque possa aiutarli, confidando così com’è accaduto ieri per la signora Marcella, che anche questa famiglia trovi presto una sistemazione dignitosa e appropriata per la tutela della loro salute.

Poche informazioni, nessuno ci racconta come mai dall’oggi al domani sono senza un tetto con due bimbi, se sono stati vittima di sfratto l’ufficiale giudiziario fa sempre allertare gli assistenti sociali per trovare una sistemazione per i piccoli, e nel caso di giovane età anche della mamma al seguito. Nessuno ci spiega la mancanza di ruote, lo specchietto a penzoloni… lo stato di abbandono del veicolo lo fa sembrare un rottame da sfasciacarrozze.  Ma confermo, la vettura è in via Rivocati, esattamente in quella posizione, almeno da agosto 2015.

rivocati2015

Siamo al 15 di maggio, Amicizia ha condiviso la foto il 12, quindi perlomeno la foto con dentro la famiglia è vecchiotta. Chissà se la situazione è ancora la stessa.

Stessa testata online di prima:

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Sempre in data 13 gennaio, solo poche ore dopo.

E anche il secondo articolo non svela molto, ma perlomeno ci regala una bella notizia:

Poche ore dopo il nostro articolo sulla famiglia di via Rivocati che, ormai da sette giorni, viveva nella propria auto, sono sopraggiunte le Forze dell’ordine e alcuni incaricati dei servizi sociali. La soluzione proposta alla famiglia è stata quella di dare ospitalità alla madre insieme ai due figli minorenni presso l’Istituto delle Vergini e al padre nell’ex Oasi Francescana. Tuttavia un’altra famiglia conoscente si è fatta avanti, concedendo di ospitare la famiglia di via Rivocati per questa notte, nella propria abitazione. Domani la famiglia è stata convocata presso l’ufficio della dottoressa Misasi per trovare una soluzione definitiva al problema. L’emergenza comunque è scongiurata.

Ma la parte più interessante dell’articolo è quella che viene evidenziata, tutta in grassetto:

Vogliamo sottolineare che, nella nostra verifica di questa mattina, non ci siamo curati minimamente di sapere di che nazionalità fosse la famiglia, da dove provenisse e se fosse stata beneficiaria o no del contributo ai rom, ecc. Non abbiamo chiesto documenti, non tocca a noi farlo. Quello che abbiamo voluto mettere in evidenza è l’emergenza di una famiglia con due bimbi piccoli che non ha dimora e vive in un’auto.

I veri protagonisti sono proprio loro, i piccoli figli. Indipendentemente dal fatto che siano stranieri o no, non è concepibile che trascorrano notti in strada. L’amministrazione ha il dovere di vigilare ed evitare che accada ciò, anche se non sono italiani (come ha fatto questa sera).

In una società civile ed avanzata nessuno può essere escluso, tutti siamo essere umani e chi di competenza ha il dovere d’intervenire e togliere dalla strada due minorenni.

Il fatto che si siano sentiti in dovere di scrivere quanto sopra, pur non raccontandoci tutta la storia ci dà qualche indizio. Evidentemente alla prima uscita sono arrivate critiche alla testata, spiegando come la famiglia fosse di stranieri, rom per la precisione, che avevano probabilmente usufruito di un contributo monetario dal Comune e che erano comunque rimasti in una situazione precaria a dispetto degli aiuti ricevuti.

Sia chiaro, concordo con la difesa assunta da iacchite. com anche se ritengo che fare giornalismo e informazione avrebbe obbligato ad informarsi della situazione al 100% prima di pubblicare il primo articolo, per raccontarla nella maniera giusta ai propri lettori, e magari rendersi conto se si è di fronte a dei poveretti da aiutare o solo a due bambini da salvare da genitori non in grado di provvedere al meglio per il loro futuro. Mi fa sorridere che a situazione risolta, alcuni, usando il Leitmotiv “Questi sono italiani” diffonda la foto di una famiglia di rom, che di solito non riscontrano appieno le loro simpatie.

Non credo serva aggiungere altro, chi di voi ha amici che insistono nel condividere questa roba: eliminate, fate epurazione, ghettizzate, lasciate che se le dicano e cantino fra loro. Volete fare in fretta? Verificate se sono tra gli oltre 364mila analfabeti funzionali che continuano a seguire la pagina Amicizia anche dopo gli appelli fatti. La foto ad oggi ha oltre 88mila condivisioni. Siamo d’accordo, non era una bufala al 100% (sempre che non si riesca a rivelare che in realtà i signori rom della macchina fossero solo in cerca di altri soldi e aiuto a sbafo, cosa su cui non posso mettere la mano sul fuoco) e prima del 12 maggio, data in cui l’ha messa in giro Amicizia, era stata postata anche da altre parti, come dimostra l’attenta commentatrice di una pagina antibufala:

rivocatifacebook
“Questa é una famiglia Italiana di Cosenza che é costretta a vivere in macchina perché lo stato gli ha preso la casa. Condividete grazie!” Sulla pagina Tricolore che fa propaganda “Italia agli italiani” ci sono queste foto, oggi condivise a più non posso.come è possibile che non si accorgano che questa famiglia di italiano non ha nulla?nel frattempo inveiscono contro gli stranieri!…questa notizia è di inizio anno, la famiglia ha trovato già da gennaio una sistemazione.

La frustrazione è davvero grande quando ci si accorge che la pagina Tricolore si è ben guardata dal cancellare il post, spiegare i fatti, no, a distanza di mesi da quando l’hanno postata la foto è ancora lì,

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con oltre 44mila condivisioni, e il 2 marzo gli stessi admin pubblicano questo commento sotto la foto:

Abbiamo ricevuto molti messaggi di generosità verso questa famiglia. C’è giunta notizia che la famiglia in questione é stata aiutata dal comune di Cosenza. Attualmente la famiglia vive sotto un tetto e i bambini frequentano l’asilo.

Senza minimamente correggere alcuna affermazione sulla provenienza della famiglia o su eventuali dubbi sui fatti.

Io spero che tra i messaggi di generosità non gli siano stati inviati anche denari, perché questi sono fuffari.

Riassumendo, non fidatevi della pagina facebook Amicizia, non fidatevi di Tricolore, non fidatevi di nessuno dei vostri amici che segua una delle due, perlomeno in quanto a condivisioni… poi magari nella vita sono ottime persone, ma la loro capacità di discernere tra fuffa e fonti verificate è nulla. Finché fanno i commercianti, gli artigiani, gli operai non credo sia grave, il problema è quando tra questi soggetti vediamo insegnanti, professionisti della politica, medici ecc, ecc. questi posson far danni, anche gravi.

Sogno un futuro dove nelle scuole si insegni come fare una verifica base di una notizia, non è un corso difficile, e son sicuro che sarebbe un aiuto immenso per le generazioni future.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac.it

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