Non solo di Gaza ed ebola si può parlare, e diatti qui si parla anche di Siria… anche se poi, alla fine, arriviamo anche in Israele.

Il Messaggero qualche giorno fa ha lanciato in rete un video che secondo me potevano potevano lasciar stare, ma come ormai vi ricordiamo tutti i giorni per tanti editori siete solo dita che clikkano e visite che si alzano, non veri lettori a cui portare rispetto.

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Il video è di quelli che non andrebbe permesso di mettere online. Non basta un disclaimer di pochissimi secondi per avvertire che si stanno per vedere immagini che potrebbero urtare la suscettibilità di qualcuno – ma tant’è. La rete è libera e gli editori del Messaggero hanno pensato bene che il pubblico sia pronto a questo show. Fosse una testata TV credo l’avrebbero multata in maniera salata. Oltretutto, la fortuna di un servizio su un TG sta nel fatto che, una volta che è passato, è passato. Un pezzo sul web resta a lungo e chiunque può guardarselo. Visite, gente, venghino siori e siore, il massacro dei cristiani, venghino tutti!

C’è subito un primo, piccolo, problema. La fonte che manda in rete il video è Walid Shoebat, uno di quei personaggi così discussi che esistono fiumi di pagine scritte su di lui. Si tratterebbe di un ex terrorista americano-palestinese che avrebbe abbandonato l’Islam per convertirsi alla religione cristiana. Da allora, così sostiene, difende Israele e dona denaro alle vittime cristiane del conflitto… ma.

Ci sono tanti “ma” su questo personaggio. Niente di ciò che ha raccontato è risultato verificabile. Prima, a riprova del suo trascorso come terrorista, sosteneva di aver bombardato una banca israeliana; quando alcune testate hanno provato a verificare la cosa, nessuno ha confermato un attentato in quella filiale. E dire che avrebbe fatto comodo, agli israeliani, sfruttare questo personaggio. Invece ne hanno subito preso le distanze in tanti.
Chissà come mai.
Buffo poi che l’ex terrorista non risulti aver mai fatto un giorno di carcere – sempre a detta sua, perché chi ha cercato info su di lui ha usato il nome sbagliato. Insomma sarebbe un altro caso come quello di Ergun Caner, altro ex musulmano, anche lui ex terrorista secondo i suoi racconti ad inizio carriera… che alla fine è stato smentito e sbugiardato dai blogger di entrambe le fazioni (sia islamici che cristiani).

Capire che il sito zero di quel video è gestito da un personaggio da cui si sono allontanati sia palestinesi che israeliani dovrebbe accendere tante lampadine nella testa di un giornalista. Tantissime, come un albero di natale. Magari fare qualche ricerca sulle fonti potrebbe aiutare… ma no, c’è gente che muore, sono cristiani… vende. Pubblicatelo pure.

Eppure a me quel video suona come qualcosa di propagandistico… non so perché…

Il video, SE PROPRIO DOVETE VEDERLO, lo trovate QUI in qualità migliore rispetto a quello sul Messaggero. A parte questo, guardando il video il primo impatto è forte: colpi di pistola in testa, gente che poi viene abbandonata in una fossa comune o addirittura uccisa in riva ad un fiume (un lago? un mare? non si capisce) dove poi vengono gettati i loro cadaveri. Riguardandolo però mi salta all’occhio una cosa: qui (alla fonte) parlano di Iraq, Mosul per essere precisi. Si parla di 1500 soldati iracheni, non 1500 innocenti (e perché no, cristiani) in Siria.

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Non so. Sarà perché l’esser precisi fa parte della buona informazione, perciò trovo l’errore piuttosto importante. Ancora più importante è notare che su tanti siti altri hanno sviluppato dubbi sul video in questione. C’è chi nota gli stessi volti in scene differenti: ma come, ne avevano 1500 da uccidere e vediamo sempre le stesse facce, le stesse magliette?
C’è chi si domanda come possano dei soldati lasciarsi condurre a morte certa senza nessun tentativo di ribellione; sono in grado di camminare e stare in piedi, nessuno che tenti nemmeno per un secondo una fuga? Certo, è morte certa… ma voi stareste immobili mentre sentite che sparano a quelli a fianco a voi?
Oltretutto, ma come?, il video è girato e diffuso dall’ISIS stessa… e le uniche fonti che trovo sono quelle opposte all’ISIS? Ma allora perché girarlo, se poi lo usano per la guerra mediatica? Di video come questo ne trovo tanti!

Sarà, sia chiaro, non metto in dubbio la gravità di quello che avviene nei territori di guerra, qualunque siano le ragioni. Sono sicuro possano esser avvenuti episodi come quelli qui raffigurati, ma per denunciare la cosa occorre prestare molta attenzione alle fonti, verificarle, cercarne di alternative… non trovandole, la cosa migliore sarebbe lasciar stare “lo scoop” (che oltretutto dopo 8 giorni dalla prima pubblicazione non è poi così scoop) e investigare più a fondo. Magari scoprendo chi sia stato il primo ad aver diffuso la cosa: un americano con la passione per le storie poco verificate, basta portino acqua al suo mulino!, già sbugiardato per altre questioni da suoi supposti”alleati” che ha creato una fondazione cristiana (come tante altre americane) che raccoglie soldi. Per chi? Non si sa. Sicuramente lui ne tiene una bella fetta!

La cosa più deprimente è che chi condivide quei video alla fonte termina ogni articolo con questa frasettina qui:

afterwatching

AFTER WATCHING PLEASE CLICK HERE TO MAKE A DONATION THAT WILL SAVE CHRISTIAN LIVES
(DOPO LA VISIONE, VI PREGO DI CLICCARE QUI PER FARE UNA DONAZIONE CHE SALVERÀ VITE CRISTIANE)

 

A me ricorda certi tele-evangelisti, ma anche alcuni complottari di casa nostra…

Detto ciò, non si tratta di bufala con certezza. Per ora parliamo solo di disinformazione con un po’ di sano pseudogiornalismo: la notizia non viene commentata e spiegata in alcuna maniera, solo un video scioccante senza commenti.