La narrativa de “Il cancro si può curare ma non conviene”

Se esistesse una cura realmente efficace e universale per il cancro, non solo verrebbe utilizzata, ma rappresenterebbe il più grande successo scientifico, politico ed economico degli ultimi decenni...

maicolengel butac 16 Gen 2026
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Ci avete segnalato un video che arriva da TeleColor, un video della durata di un’ora e trentasei minuti in cui la conduttrice, la pubblicista Antonella Baronio Pizzamiglio, intervista il dottor Giuseppe Di Bella, classe 1941, specializzato in Otorinolaringoiatria e Stomatologia, figlio del più noto professor Luigi Di Bella, creatore della famosa terapia di Bella per “curare il cancro”.

Titolo del servizio, andato in onda il 22 dicembre 2025:

Il cancro si può curare ma non conviene

Ed è subito complottismo privo di alcun fondamento scientifico. Un titolo così non è neppure una tesi sviluppabile, ma solo un slogan, privo di alcun senso. Della materia abbiamo parlato più volte, ma non ci stanchiamo mai di combattere le pseudoscienze.

Perché vedete, la credenza che esista una cura per “il cancro” ma che ce la nascondano per motivi economici legati alle industrie farmaceutiche è una di quelle bufale portate avanti da chi ci vuole perennemente spaventati, e quindi più suggestionabili a quelle pseudocure che con costanza queste stesse persone ci propinano. Ma il problema, per chi ne capisce realmente della materia, è evidente fin dal titolo, perché parlare di “cancro” come se fosse un’unica malattia significa creare una semplificazione estrema che non ha nulla di scientifico, ma che è perfetta per costruire le narrazioni suggestive tanto care a chi vende rimedi magici.

Il cancro non è una patologia sola, ma un insieme vastissimo di malattie diverse per origine, sviluppo, risposta alle terapie e prognosi. Esistono tumori che oggi vengono curati con percentuali di successo elevatissime, altri che possono essere tenuti sotto controllo per anni, altri ancora che restano purtroppo difficili da trattare. Ridurre tutto a “il cancro si può curare” è un sistema che serve solo a confondere lo spettatore.

L’altro campanello d’allarme è appunto quel “si può curare ma non conviene”, un’ipotesi pseudoscientifica senza nessun fondamento reale. Se esistesse una cura realmente efficace e universale, non solo verrebbe utilizzata, ma rappresenterebbe il più grande successo scientifico, politico ed economico degli ultimi decenni. Nessuna azienda farmaceutica rinuncerebbe a brevettarla, nessuno Stato rinuncerebbe a ridurre i costi sanitari legati a terapie lunghe e complesse, nessun medico o ricercatore avrebbe interesse a negarla ai propri pazienti. L’idea che una cura non sarebbe conveniente ignora completamente il funzionamento reale della ricerca scientifica e dei sistemi sanitari, sia pubblici che privati. Si tratta di una strategia comunicativa ben collaudata, che colpisce nel segno dando al cittadino nemici da combattere: Big Pharma, l’OMS, i medici che insistono con terapie di comprovata efficacia.

E tutto questo ci viene detto intervistando un esperto di malattie dei denti, figlio di uno che sosteneva di avere una cura per il cancro che è stata definita inefficace più di venticinque anni fa. Come riportato nel 2022 su Il Mulino da Elisabetta Lalumera:

Il 13 novembre 1998 l’Istituto superiore di sanità comunicò ufficialmente i risultati del trial multicentrico cosiddetto di fase 2 (senza gruppo di controllo) comprendente 11 diversi studi. Dei 386 pazienti con vari tipi di tumore in stadio avanzato trattati con il Mdb e monitorati per esiti di tossicità e remissione della malattia, nessuno ottenne una completa remissione e 3 mostrarono piccole riduzioni della massa tumorale; mentre si verificarono effetti indesiderati soprattutto nei pazienti con tumori del sangue. Con un tasso di risposta dello 0,8% e una tossicità non trascurabile, si concluse che il Mdb fosse inefficace e non tale da giustificare una sperimentazione ulteriore…

Il Metodo di Bella, per come viene trattato in trasmissioni come quella in oggetto, non è più un protocollo scientifico rigoroso con dietro seria ricerca scientifica, ma è più un simbolo identitario che viene sfruttato come prova di verità scomode messe a tacere. Il tutto senza uno straccio di prova (dal 1998).

Per questo motivo su BUTAC non smetteremo di denunciare trasmissioni come quella di Telecolor e giornalisti che non fanno il proprio mestiere nella maniera corretta, diventando megafoni di pseudoscienze e complottismi. Perché queste storie non sono basate solo su opinioni discutibili, ma sono anche pericolose, perché parlano a un pubblico ben preciso, composto perlopiù da persone fragili, spaventate, in cerca di risposte alle loro paure. Alimentare la narrazione che esistano cure ma che non ce lo dicano significa insinuare dubbi nei percorsi terapeutici reali, spingendo i malati verso trattamenti alternativi che non hanno alcun vero riscontro scientifico ma che, anzi, possono risultare pericolosi e velocizzare il peggioramento delle proprie condizioni di salute.

Per non farci mancare nulla vi riporto anche un breve estratto (il grassetto è mio) di un comunicato stampa dell’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia, che potete leggere nella sua interezza qui:

E’ attuale l’autorevole, conclusivo giudizio dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) che conferma la cancellazione della MDB come trattamento applicabile nei pazienti con malattie neoplastiche in Italia. E’ interessante osservare comunque come negli ultimi anni il Dr Giuseppe Di Bella e associati abbiano cercato sostegno pubblicando un certo numero di lavori su casistiche di malattie neoplastiche o su casi singoli che avrebbero avuto risposte favorevoli alla MDB. Questi lavori hanno però caratteristiche comuni che ne svelano la vacuità scientifica, annullandone il valore probatorio: tutti sono pubblicati su Neuro Endocrinol Lett, una rivista con un impact factor di 0.932, una percentuale di lavori accettati dell’80%, e con la presenza di Giuseppe Di Bella nel comitato editoriale; tutti sono retrospettivi e non comparativi; in molti mancano o non sono documentate la diagnosi o la risposta al trattamento.

Non è vero che il cancro si può curare ma non conviene, quello che non conviene a certa gente è raccontare i fatti per come stanno veramente.

maicolengel at butac punto it

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