Il Ministero dello sviluppo greco e le truffe online

Ancora sponsorizzate sul trading online, ma stavolta con una particolarità...

maicolengel butac 18 Ott 2023
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Non siamo gli unici ad avere un governo incapace di usare il web in maniera decente. Anche in Grecia evidentemente non sono messi benissimo.

Ci è stata segnalata una pagina Facebook che da agosto 2023 non crea più i normali post che ci si aspetterebbe da un canale di comunicazione istituzionale, la pagina però non è una di quelle che siamo abituati a vedere in queste situazioni, no, si tratta di quella del Ministero dello sviluppo e degli investimenti del governo greco. Pagina che evidentemente era gestita da chi non ha ben chiaro come funziona la rete, e che se la è fatta fregare, magari seguendo uno di quei messaggi falsi che stanno circolando sempre più spesso nell’ultimo periodo.

La pagina, se vi si entra da Facebook, sembra abbastanza normale, non fosse che l’ultimo post risale al 10 agosto 2023, mentre fino a quel giorno la pagina veniva aggiornata con nuovi contenuti quasi quotidianamente. Poi il nulla. Perlomeno sulla pagina. Ma se si entra nella sezione inserzioni pubblicitarie ci si accorge di qualcosa che a una prima occhiata non è così evidente.

Da quando la pagina è stata aperta (il 7 maggio 2018) fino al 10 agosto 2023 non è mai stata pubblicata nessuna inserzione pubblicitaria.

Dal 10 agosto 2023 – giorno in cui evidentemente la pagina è stata rubata – ad oggi, le inserzioni pubblicate sono 480. In 68 giorni 480 post pubblicitari, più di 7 al giorno, da zero che erano.

Le pubblicità sono in tante lingue, dal ceco all’italiano, dal francese al tedesco. Segno che l’intenzione è colpire più persone possibili, in tanti luoghi diversi. Io spero che sia evidente che una pagina che fa 480 inserzioni pubblicitarie in un lasso di tempo così ridotto è una ghiotta risorsa per Facebook, che incassa da ogni sposorizzata dei soldi.

Per farvi capire di che tipo di pubblicità parliamo ve ne ho screenshottate alcune, ma sono sempre la solita fuffa sul trading online.

Quello che è interessante è notare che in questi 68 giorni le pubblicità in italiano riguardano tutte il settore investimenti (i soliti 250 euro che ci faranno diventare ricchissimi). Mentre in altri Paesi c’è più varietà. L’Italia comunque è quella per cui sono stati generate più inserzioni, sono ben 260 che colpiscono il nostro Paese. In spagnolo ad esempio ci sono solo 42 inserzioni, e sono più varie, molte dedicate a rimedi alternativi per la salute.

Ma ci sono anche quelle dedicate al trading:

I toni sono gli stessi che conosciamo bene, per averli trattati tantissime volte.

Nel momento in cui sto scrivendo quest’articolo la pagina ha ben 86 inserzioni attive.

Ovvero nel momento in cui scriviamo questa pagina sta generando incassi per Facebook, immaginate quante ce ne sono sparse nel mondo che fanno la stessa identica cosa. Ma un conto sono le pubblicità di siti di shopping online, un conto sono queste. Questo genere di contenuti, nel 2023, dovrebbe essere facilmente identificabile da un algoritmo, e rifiutato fin da subito.

Ma qui il problema è doppio, perché oltre a una pagina che da mesi diffonde pubblicità truffaldine abbiamo un Ministero greco a cui la pagina è stata sottratta che pare non aver fatto nulla per fermare questo scempio.

Incapacità nell’uso della rete? Menefreghismo? Non possiamo saperlo. Ma resta un problema grave.

maicolengel at butac punto it

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