Mosca

L’asse Roma Mosca

Come avevo previsto passato il referendum ecco arrivare l’onda lunga della disinformazione, un riscaldamento pre-campagna elettorale, che è già cominciata, anche se ancora non è detto quando e come si andrà a votare. Non sempre disinformare significa sfornare bufale o manipolare i fatti, basta anche solo un titolo forte, seguito da un articolo in buona parte corretto, per distorcere la percezione della realtà.

L’Espresso ci ha regalato una notizia di quelle con i fuochi d’artificio:

Mosca: ‘Renzi? Meglio di Salvini e 5 Stelle’. Così il Cremlino cambia strategia

La bomba!

Da mesi erano in tanti a sostenere che dietro ai movimenti antirenziani ci fossero sostenitori del presidente russo, sta’ a vedere che si stavano tutti sbagliando.  Oltretutto a pubblicare la notizia è L’Espresso, non BlastingNews o TzeTze, roba grossa, settimanale storico.

Vediamo cosa ci raccontano insieme:

“Apprezziamo molto il ruolo che ha avuto”, dice il portavoce di Putin. E il giornale governativo: “Meglio il pragmatismo degli slogan populisti”. Ritiro delle sanzioni “più difficile” con un’Italia “ferma” o instabile. Il politologo Solovei: «Mosca potrebbe cambiare strategie “per prevenire future proteste”, perché nel Paese cresce l’insoddisfazione»

Le fonti, come si intuisce, sono svariate, ma il titolo è uno solo, l’unica maniera per fare le verifiche dovute è leggere tutto l’articolo per riportare chi dice cosa e che affidabilità abbia.

Dmitry Peskov

RT è la fonte più affidabile in circolazione, e ieri alle 15:16 pubblicava l’articolo che trovate qui, ve ne riporto le citazioni tradotte via Google:

Il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, ha detto che non ha ritenuto possibile valutare il referendum in Italia, ma ha osservato che il Cremlino ha apprezzato il ruolo del Primo Ministro Matteo Renzi, in collaborazione tra Roma e Mosca. “Il referendum – è esclusivamente un affare interno di Italia. Non possiamo e non vogliamo dare alcuna stima a questo proposito, “- ha detto Peskov. Tuttavia, l’addetto stampa ha detto che il primo ministro italiano Matteo Renzi “era un sostenitore di un dialogo costruttivo attiva al più alto livello tra i due paesi”.
Quindi possiamo confermare che Peskov, secondo fonte russa, ha fatto quelle affermazioni. Ma non si schiera in alcuna maniera a favore o sfavore di Renzi. È abbastanza normale esprimersi così tra capi di Stato di Paesi in buoni rapporti, nonostante tutto. Ma non vedo un particolare sostegno al premier italiano. Voi sì?

Le opinioni di un giornalista non valgono come il parere statale

“La vittoria del no non è una buona cosa per la Russia, scrive la Komsomolskaya Pravda, il quotidiano più letto nel Paese. “Matteo Renzi non ci ha mai fatto giuramenti di fedeltà né dichiarazioni d’amore, ma se [vincendo il referendum] avesse aumentato il suo potere [in Italia e in Europa], dato il suo pragmatismo, nei rapporti con noi si sarebbe ispirato alla convenienza economica e politica, piuttosto che a slogan populisti”

Questo ci riporta L’Espresso, ed è sicuramente vero che la Komsomolskaya sia una testata molto letta in Russia, è un b7bf75677a26fc21389a9c614b111c35tabloid più sullo stile del Daily Mail. Non fate il facile errore, non è la Pravda. È vero che per anni è stato l’organo ufficiale dell’Unione comunista della gioventù (Komsomol), ma come spiega anche L’Espresso è da tempo che è indipendente, e dal 2008 è controllata da una società che fa capo alla GazProm, sostenitori di Putin, ma questo non certifica l’affidabilità dei loro articoli.

Sulla Komsomolskaya online non trovo l’articolo, ma sono sicuro che è solo colpa della mia non conoscenza del russo, o forse è stata pubblicata solo nella versione cartacea. Ma non è una testata di cui mi fiderei tanto, oltretutto quelle riportate non sono citazioni, ma solo opinioni dell’articolista, continuo a non vedere nulla che supporti il titolone e l’impressione generale che ha dato alla maggioranza dei lettori.

Maxim Usin o Maxim Yushin

No, la bufala non è il nome del giornalista, anche se mi domando come mai non si vada mai a verificare come è riportato sui siti che si stanno citando, sono loro la fonte, tanto vale essere coerenti, no? Veniamo alle parole di Yushin che ci riporta L’Espresso:

“La fine del governo Renzi non è una buona notizia per noi, come si potrebbe pensare dai primi commenti a caldo”, ha detto riferendosi all’esito del referendum Maxim Usin, esperto di politica estera del quotidiano Kommersant. “I deputati della Duma hanno un modo di vedere piuttosto primitivo: dividono tra amici e nemici a seconda che siano o meno dalla parte della Merkel e dell’Ue, e Germania e Ue certamente sostenevano Renzi. Ma è una reazione assolutamente sbagliata […]: abbiamo perso un partner affidabile e comprensibile, pronto ad ascoltare le nostre argomentazioni”, spiega. Secondo Usin, il populismo per l’Europa è un “rischio”. Intanto – aggiunge – la prospettiva di un’Italia “ferma” con un governo tecnico, o comunque finalizzato solo a fare una legge elettorale per andare anticipatamente alle urne, rende più probabile una riconferma delle sanzioni economiche contro la Russia.

Allora, io il pezzo di Yushin l’ho trovato, l’ho tradotto con più strumenti, ma il termine populismo non lo trovo da nessuna parte. Tutto il resto è corretto, l’unica cosa che manca sono le considerazioni finali di Yushin, che spiega che quello che dovrebbe spaventare di più i russi è il possibile governo tecnico, di nessun peso europeo e meno finalizzato alle politiche estere. L’Espresso si scorda anche di citare questa frase che ritengo invece molto importante:

È Renzi che in occasione del recente vertice UE in realtà ha posto il veto ai piani di Parigi e Berlino per discutere l’introduzione di nuove sanzioni anti-russi a causa della situazione in Aleppo. Non il primo ministro ungherese Viktor Orban, non i capi della Grecia ortodossa e Cipro, che sono visti come partner privilegiati della Russia nell’Unione europea, il capo del governo italiano ha assicurato personalmente che la questione non era nemmeno all’ordine del giorno.

Tutto il resto riportato è corretto, Yushin difende Renzi, o meglio il suo operato nei confronti della Russia, a differenza di quelli che la Russia ritiene paesi più alleati. Ma non è uno schieramento governativo, solo il punto di vista di un osservatore politico. Punto di vista oltretutto condivisibile se invece che farsi guidare dalla pancia ci si affidasse alla razionalità.

Concludendo

Il resto dell’articolo de L’Espresso è meno interessante, sono considerazioni giornalistiche non rilevanti dal punto di vista dell’analisi delle fonti. Analisi che pertanto termina qui, non accontenta nessuno, lo so, perché non è quello che deve fare. Fare verifica dei fatti non significa portare acqua a questo o a quel mulino, ma solo cercare di riportarvi i fatti, in questo caso non possiamo urlare alla bufala, le dichiarazioni non sono errate (se si eccettua quel richiamo al populismo di cui non ho trovato traccia), ma vanno viste nel contesto. L’Espresso, a parte il titolone un po’ sensazionalistico, offre tutti gli strumenti al lettore (eccetto i link, dannate strategie commerciali) per comprendere dove sia il peso di ciascuna affermazione, cita le testate, riporta i nomi. Solo che il lettore medio in realtà non legge più, guarda a fatica le didascalie alle foto, i grafici se sono fatti coi disegnini, il titolo è l’unica cosa che gli resterà in mente. E da lì ad affermare che Putin ha detto che Renzi è meglio di Salvini o dei 5Stelle ce ne passa di acqua sotto ai ponti.

Detto ciò, in realtà, pubblicamente, Mosca non ha mai denigrato Renzi, gli è stato riconosciuto un ruolo decisivo come riportato, non c’è un cambio di strategia, è solo l’impressione italiana, data anche da immagini come la seguente, che hanno circolato virali sul web a sostenerla.

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Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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