No, The Lancet non ha smontato il Green pass

Spoiler: lo "studio" in questione è una lettera alla redazione

maicolengel butac 28 Gen 2022
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Ci avete segnalato un articolo apparso su L’Antidiplomatico, dal titolo:

The Lancet smonta (definitivamente) il presupposto del Green Pass con questo studio

L’articolo, pubblicato il 27 gennaio 2022 a firma Agata Iacono riporta, con link, quello che dall’autrice viene definito:

…uno studio pubblicato dalla più prestigiosa rivista al mondo The Lancet a dimostrarlo: le politiche portate avanti fino ad oggi da vari governi, per combattere la Pandemia, sono fallimentari.

Cliccando sul link si arriva sulla pagina del Lancet indicata, e la prima cosa che noto è la dicitura sopra quello che Iacono ha definito “studio”: CORRESPONDANCE. Quindi la definizione “studio” è assolutamente impropria, quello che stiamo leggendo e che sta ovviamente diventando virale negli ambiti no green pass non è uno studio bensì una lettera. Come spiega il Lancet stesso, tutto quanto pubblicato sotto la dicitura “correspondance” si può definire:

Le riflessioni dei nostri lettori sui contenuti pubblicati nelle riviste di Lancet o su altri argomenti di interesse generale per i nostri lettori. Queste lettere normalmente non sono sottoposte esternamente a revisione paritaria.

Quindi siamo di fronte a una breve lettera alla redazione, scritta da un medico americano, che riporta delle osservazioni basate principalmente su uno studio britannico di cui avevamo già parlato in precedenza. L’avevamo trattato quando l’aveva cavalcato il turbofilosofo Diego Fusaro. Lo studio britannico diceva a grandi linee quanto riportato nella lettera su The Lancet, ma spiegava molto chiaramente che faceva riferimento alle breakthrough infections:

…fully vaccinated individuals with breakthrough infections have peak viral load similar to unvaccinated cases and can efficiently transmit infection…

E cosa sono queste “breakthrough infections”? Si tratta di una specifica definizione che viene completamente ignorata sia dall’autore della lettera al Lancet che da Iacono, come riportavamo a novembre (riassumendo da una lettera pubblicata sempre sul Lancet):

Le breakthrough infections sono appunto quelle che avvengono in quel 0,05% di vaccinati. Sono le infezioni che colpiscono una nicchia dei vaccinati. Quindi quando il Lancet ci dice che il livello di contagiosità è lo stesso che nei non vaccinati, si sta comunque riferendo al livello di contagiosità in quella nicchia di soggetti, non alla generica popolazione dei vaccinati. Ma è un’informazione che non è chiara a tanti. Forse anche perché, mentre in inglese ci sono articoli che spiegano questa cosa in maniera chiara e scientifica e altri che, come noi, cercano il più possibile di semplificarla, purtroppo non ho trovato la stessa attenzione nei tanti siti italiani che si occupano di medicina, dando forse per scontato che i lettori sappiano sempre a cosa si faccia riferimento.

Quindi possiamo dire che il green pass, in quella nicchia di vaccinati che sono suscettibili alle breakthrough infections, non è di particolare utilità, sono individui vaccinati ma in grado di contagiare gli altri, ed è il motivo per cui vanno comunque sempre prese le precauzioni che abbiamo imparato negli ultimi due anni: mascherine, distanziamento, lavaggio delle mani frequente, isolamento se si hanno sintomi.


Lo so, l’esperienza personale non conta, ma sono vaccinato completo con dose booster, il resto della mia famiglia non è riuscito a completare il ciclo vaccinale o a fare la dose booster in tempi utili. Da quando è ricominciata la scuola la Covid è tornata a trovarci, si sono positivizzati tutti, e io pur con super green pass avevo scelto di stare in quarantena con loro. Ci sono stato per una settimana, non mi sono limitato con baci e abbracci, ma dopo una settimana ero ancora negativo, come lo sono anche ora che ormai sono passati altri dieci giorni. Pur vivendo a stretto contatto non c’è stata alcuna breakthrough infection.


Non credo di dover aggiungere altro, solo un appunto veloce: il fact-checking che avete appena letto non è una difesa del Green pass senza se e senza ma, bensì un articolo su imprecisioni che a mio avviso inficiano l’affidabilità di una testata.

maicolengel at butac punto it

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