Il 27 febbraio 2018 svariate testate italiane hanno titolato su uno scandalo rivelato dalla BBC. In alcune zone della Siria, per ricevere aiuti umanitari dall’ONU, le donne sono costrette a subire abusi sessuali.

Gli articoli che ho visto circolare riportano quanto Danielle Spencer ha detto alla BBC, ma come avete intuito ritengo ci sia un’imprecisione importante riportata da tanti. Più di una testata all’inizio accusava dei fatti gli operatori umanitari per poi rimandare al servizio della BBC per approfondimenti.

Ma la BBC non parla di operatori umanitari, spiega abbastanza chiaramente che si tratta di soggetti del posto, facenti parte dei “local councils” consigli locali:

The BBC has learned that women are being sexually exploited by local men delivering aid on behalf of the United Nations and international charities inside Syria.

Humanitarian workers told the BBC that so-called “local councils” in areas such as Dar’a and Queneitra would offer women extra bags of grain and lifts home in return for sex, or they would refuse to give any food at all.

The UN said it was aware of the allegations and had taken action to improve protection against exploitation.

La BBC ha appreso che le donne vengono sfruttate sessualmente da uomini del posto che consegnano aiuti in vece delle Nazioni Unite e altre organizzazioni di beneficenza internazionali in Siria.

Gli operatori umanitari hanno detto alla BBC che i cosiddetti “consigli locali” in aree come Dar’a e Queneitra offrivano alle donne borse di grano extra e passaggi a casa in cambio di sesso, o si rifiutavano di dare del cibo.

Le Nazioni Unite hanno detto di essere a conoscenza delle accuse e di aver intrapreso azioni per migliorare la protezione contro lo sfruttamento.

Come potete vedere sono proprio gli “operatori umanitari” che hanno riportato la vicenda alla BBC, operatori che possono fare poco, però, se non denunciare. I local councils difatti non sono emanazioni dell’ONU ma veri e propri consigli comunali in tempo di guerra che governano alcune aree in mano alle forze che contrastano Assad. Sono proprio quei local councils a volere essere distributori degli aiuti umanitari, senza passare tramite loro difficilmente ci sono aiuti.

Quindi l’ONU è al corrente della situazione e sta cercando di risolverla. Chi si è macchiato di questi crimini non sono operatori umanitari dell’ONU ma soggetti che hanno il potere politico nelle aree occupate.

Non ci voleva moltissimo a verificare i fatti. Eppure così è come ha narrato i fatti SkyTg24:

Violenze sessuali in Siria

Intanto, secondo la Bbc, alcune donne siriane sarebbero state abusate da operatori dell’Onu e di altre ong, che scambiavano cibo e altri aiuti con “favori sessuali”. A svelarlo in un’intervista alla tv britannica, la cooperante Danielle Spencer.

La cosa che mi fa rabbia è che il pezzo della BBC è chiarissimo. Bastava tradurlo e magari avere la curiosità di scoprire qualcosa di più sui local councils.

Il Post ad esempio, che titola in maniera simile, almeno spiega nel suo articolo:

…alcune agenzie umanitarie stanno tollerando lo sfruttamento perché l’utilizzo di operatori terzi e di funzionari locali è l’unico modo per far arrivare gli aiuti in alcune delle zone più pericolose della Siria, dove il personale internazionale non riesce ad entrare.

Questo non toglie nulla all’atrocità del crimine, e non mette l’ONU dalla parte degli innocenti, ma siamo di fronte a situazioni differenti. L’ONU deve rendere conto di come si sta muovendo per prevenire fatti come questi (e lo stesso devono fare le ONG). Ma non mi è ben chiaro come si pensa di risolvere. Le possibilità mi pare siano dare gli aiuti a soggetti a rischio, che poi forse li distribuiscono alla popolazione, o non dare alcun aiuto. Perché credo sia chiaro che l’opzione di attacco per sterminare i cattivi non è prevista, giusto?

L’ONU è li per portare aiuti umanitari, non per prendere parte alla guerra civile.

Non credo serva aggiungere altro, se non: evitiamo d’infangare gli operatori umanitari, per favore.

maicolengel at butac punto it

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