Pfizer Papers, class action e populismo

Sfruttare e alimentare le paure della gente per spingerla a partecipare a una class action "con una modica somma di sole 250 euro"...

maicolengel butac 4 Ago 2025
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Sulla pagina Facebook di Bianca Laura Granato il 30 luglio 2025 è apparso questo post:

Gli Pfizer Papers resi pubblici attraverso la scrittrice inglese Naomi Wolf portano alla luce la verità orrenda che invano abbiamo sempre cercato di diffondere, per mettere in guardia la gente dalla pratica sconsiderata di vaccinazioni super consigliate ma rigorosamente sperimentali, già però note per essere inefficaci e tutt’altro che sicure.
La cosa triste è che non siamo stati creduti, nonostante l’evidenza.
Ora c’è la possibilità per tutti coloro che sono cascati nella trappola di almeno una dose Pfizer con una modica somma di sole 250 euro di partecipare alla class action promossa dal comitato Class action vaccino Covid 19.

E noi già dalla prima riga vorremmo dire che vedere un’insegnante che scrive “GLI pfizer papers” ci fa rabbrividire. Come diciamo “i Pink Floyd”, “i Beatles” o “i Rolling Stones”, anche qui andava appunto detto (o scritto) i Pfizer papers. Sia chiaro, magari Granato fa parte di quegli italiani dotati di scarsa cultura che dicono GLI Rolling Stones, il problema appunto è che ha una cattedra di scuola secondaria superiore. Euro, inoltre, ci risulta essere maschile, quindi la concordanza in “sole 250 euro” è sbagliata. Ah, sempre per voler mettere i puntini sulle i: Naomi Wolf è una scrittrice americana, non inglese; fossimo in classe la professoressa Granato prenderebbe un’insufficienza, tra errori grammaticali e di geolocalizzazione.

Ma passiamo al resto del testo, perché siamo di fronte a un concentrato di retorica complottista che va analizzato nel suo complesso.

La portatrice della verità (orrenda)

Citare Naomi Wolf come “portatrice della verità” quando in realtà è appunto una scrittrice, senza alcuna esperienza in ambito medico, nota tra l’altro per aver diffuso svariate teorie del complotto sul COVID-19, i vaccini e, per non farsi mancare nulla, anche il 5G, è dimostrazione di non essere interessata ai fatti, ma solo al populismo. Oltretutto le sue affermazioni di Wolf sui Pfizer papers sono state ampiamente smentite da medici, scienziati e fact-checkers, tutte categorie odiate per partito preso da Granato e dai suoi follower (l’importante sarebbe che se lo ricordassero la prossima volta che usano uno smartphone o hanno bisogno di un medico).

I Pfizer Papers

Ce ne siamo già occupati poco tempo fa, i documenti a cui si fa riferimento non sono una rivelazione di alcunché, ma fanno parte della documentazione richiesta alla FDA per l’approvazione del vaccino e sono pubblicati online non perché qualche gola profonda li abbia scovati, bensì per una questione di trasparenza da parte di FDA e Pfizer. Wolf e i suoi accoliti (Granato inclusa) li hanno reinterpretati a modo loro, senza avere le competenze per farlo, travisando i dati e dichiarando cose che i documenti non dicono affatto.

La class action

In Italia una vera class action (causa collettiva) si avvia attraverso canali legali certificati, non tramite volantini online o gruppi Telegram. Abbiamo già visto avvocati all’estero agire in maniera simile e poi fuggire con la cassa. Sfruttare e alimentare le paure della gente per spingerla a pagare per iniziative di questo genere è oltremodo sbagliato. Ma davvero nessuno si ricorda di Fuellmich? Eppure è solo ad aprile 2025 che è stato condannato a tre anni e nove mesi per appropriazione indebita: i soldi da lui raccolti dovevano appunto servire per una class action.

Non crediamo di dover aggiungere altro.

redazione@butac.it

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