Il Po e il dissing tra Bonelli e Castelli

Il Po è in secca perché qualche anno fa la Regione Emilia-Romagna non ha approvato il progetto delle traverse mobili? Abbiamo cercato di approfondire la questione

maicolengel butac 17 Ago 2026
article-post
Aggiungi Butac tra le tue fonti preferite su Google

Ci avete segnalato la bagarre di questi giorni: la questione Po.

C’è un video – a noi l’avete segnalato dalla bacheca di Silver Nervuti, ma circola un po’ ovunque – dove vediamo un montaggio di cose. Prima abbiamo un siparietto di Bonelli, portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, seduto come se fosse in spiaggia, per mostrare a tutti quanto il Po sia in secca.

Nel resto del video, che potremmo definire un dissing di Castelli a Bonelli, sentiamo l’ex ministro della Giustizia (e viceministro dei Trasporti e delle infrastrutture) sostenere che la responsabilità dell’attuale siccità sia dovuta al no della Regione Emilia-Romagna a un progetto che era stato fatto a lui e che lui aveva girato alle Regioni quando era ancora in carica, anni fa.

Cosa c’è di vero?

La parte con Bonelli che mostra il Po in secca è tutta vera, non è un siparietto comico purtroppo: al 6 agosto la portata a Cremona era di 193 m³/s contro una media storica di 602, circa il 68% in meno rispetto alla normalità. Il 13 agosto l’Autorità di bacino classificava Cremona e Borgoforte in “siccità estrema”; a Pontelagoscuro scorrevano 233 m³/s, ben sotto la soglia di 450 necessaria a contrastare l’intrusione salina.

Ed è vero che in Italia perdiamo circa 3,4 miliardi di metri cubi d’acqua ogni anno, quasi la metà dell’acqua che immettiamo nella rete idrica. Il quantitativo perso è teoricamente sufficiente a dare da bere a 43 milioni di persone. Non c’è però un collegamento con la siccità del Po: le perdite di cui parliamo sono riferite agli acquedotti e all’acqua potabile distribuita. Non equivalgono automaticamente ad acqua recuperabile per il Po o per irrigare i campi; il dato è vero, ma l’accostamento è semplicistico (e purtroppo ormai ci siamo abituati a questo modo di fare un filino sensazionalista).

Anche il progetto raccontato da Castelli è reale: nel 2009 AIPO studiò quattro traverse mobili, con conche di navigazione e centrali idroelettriche, tra Cremona e il Mantovano. La stima iniziale era di circa 1,34 miliardi di euro e il project financing avrebbe dovuto ripagare l’investimento con l’energia prodotta. In realtà sulla questione project financing – quello che Castelli definisce gloriosamente un “costo zero” – già nel 2009 si era espresso Marco Ponti, professore ordinario di Politica dei trasporti al Politecnico di Milano, che al Corriere aveva detto:

All’inizio, anche a me era sembrata una nuova leva importante. Ma a oggi, abbiamo visto che non sempre dà i risultati sperati: comprime la concorrenza e spesso si trasforma in una sorta di prestito mascherato dei privati al pubblico. Ma ai politici piace moltissimo perché consente di dire che una certa opera è a costo zero.

Appunto: ai politici sensazionalizzare le cose piace sempre molto. Ponti aveva espresso anche altri dubbi che potete approfondire nel link al Corriere poco sopra.

Ma andiamo oltre e vediamo se, come sostiene Castelli, l’opera sia naufragata per colpa di un no della Regione Emilia-Romagna.

Castelli racconta che avrebbe avuto contatti informali con i presidenti regionali e sostiene che Vasco Errani gli avrebbe risposto negativamente. Ma una veloce ricerca dei fatti ci racconta una storia decisamente diversa.

Nel 2012 partì infatti lo studio europeo 365 Po River System, che era diretta prosecuzione e approfondimento del progetto del 2009. Studio che fu finanziato dall’Unione europea, dalla Lombardia, dal Veneto e proprio dall’Emilia-Romagna, che vi mise 500.000 euro (più della Lombardia da cui viene Castelli).

Ma quindi?

Lo studio in realtà ha portato a un diverso tipo di opera rispetto a quella inizialmente progettata, nel PDF di cui sopra potete leggere che AIPO spiegava:

A seguito delle risultanze degli studi del Progetto Po 365 […] si è concordato di dare attuazione alla sistemazione del fiume a corrente libera con opere di regolazione dell’alveo di magra.

Quindi si è data attuazione a un progetto differente, che ha preferito di lasciare la corrente libera, in quanto comporta opere più leggere e modulabili e non avrebbe trasformato 120 km di fiume in una serie di bacini. Il progetto che prevedeva le traverse (sempre come spiegato nel PDF) avrebbe richiesto valutazioni molto più complesse per gli effetti su sedimenti, habitat, fauna ittica, qualità delle acque, falde e aree golenali.

Poi c’è il problema economico, come già avanzato dal prof. Ponti nel 2009. Quello che Castelli chiamava costo zero si basava sull’ipotesi che le centrali idroelettriche avrebbero ripagato tutto. Nel 2015, invece, il costo delle traverse, nello studio più approfonditio sulla fattibilità, era già salito da 1,34 a 2,5 miliardi e l’ipotizzata autosostenibilità aveva un orizzonte di circa trent’anni. Il “costo zero per lo Stato” citato oggi da Castelli era insomma una previsione, non denaro già offerto da privati.

Ma poi…

La cosa che Castelli nel suo dissing a Bonelli non spiega, però, è che queste traverse non avrebbero influito su quelle che sono le cause dell’attuale siccità. I quattro sbarramenti non avrebbero in alcun modo impedito l’attuale magra. Siamo nel terreno della semplice malinformazione, dove un politico, volutamente, confonde il livello dell’acqua con la quantità d’acqua disponibile.

Concludendo

Purtroppo chi segue soggetti come Castelli (o, se per quello, Silver Nervuti) non ha sufficiente spirito critico e voglia di approfondire per andare a fondo delle questioni. Noi speriamo di aver aiutato gli altri, quelli che indipendentemente dalla propria fede politica sono interessati ai fatti, quelli verificabili.

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!

Un altro modo per sostenerci è acquistare uno dei libri consigliati sulla nostra pagina Amazon, la trovi qui.

BUTAC vi aspetta anche su Telegram con il canale con tutti gli aggiornamenti.

Ci è stato segnalato un post che circola sui social, questo il testo: L’alternativa all’auto elettrica è l’auto a benzina! Ti spiego. BMW e Toyota hanno trovato un’alternativa all’auto elettrica: una nuova benzina rinnovabile al 100% e che inquina poco. Così, mentre tutti si impegnano a produrre batterie per auto elettriche che durano di più […]

maicolengel butac | 14 ago 2026

C’è un post che ho visto condividere anche da miei contatti – alcuni l’hanno epurato delle parti più”scomode” – un post che ritengo sia materiale per un veloce fact-checking (anche se il post è decisamente lungo) e alcune considerazioni. Ve lo riporto per intero nella sua forma originale: Tutto offende i musulmani nelle nostre città. Dopo il […]

maicolengel butac | 12 ago 2026

In tanti, nelle scorse settimane, ci avete chiesto di scrivere un articolo su quanto sta succedendo ad Anthony Fauci: il 5 agosto 2026, infatti, la Senate Homeland Security and Governmental Affairs Committee ha votato per mettere Anthony Fauci in contempt of Congress e per segnalare il caso al Dipartimento di Giustizia. Il motivo: durante l’audizione […]

maicolengel butac | 11 ago 2026

Lo so, che barba che noia, parliamo ancora dell’11 settembre? Ma stavolta l’immagine con relativa notizia che ci avete mandato non l’avevamo mai incontrata, e ho deciso che andava aggiunta al lunghissimo elenco di articoli sull’attentato del 2001. Vi riporto il testo allegato all’immagine, per chi avesse problemi a leggerlo: Il 10 settembre il Pentagono […]

maicolengel butac | 10 ago 2026