Problemi cardiaci in aumento tra i ciclisti?

Non esistono dati al riguardo, ma questo ha mai fermato un giornalista dallo scrivere un articolo?

maicolengel butac 27 Ott 2023
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Sul Fatto Quotidiano, nell’edizione online del 25 ottobre 2023, è apparso un articolo dal titolo:

Morto Mark Groeneveld, colpito da un infarto a 20 anni: problemi cardiaci in aumento tra i ciclisti

L’articolo, senza firma, narra la tragica scomparsa del giovane ciclista per poi elencare una serie di casi simili accaduti negli ultimi anni. Nonostante il tono allusivo dell’articolo, non viene menzionata alcuna correlazione tra problemi cardiaci e vaccinazioni. Il titolo, però, suggerisce una tendenza in aumento di problemi cardiaci tra i ciclisti, indirizzando un messaggio ben preciso a una certa fascia di lettori.

La connotazione del sottotesto è sufficientemente chiara. Ma nonostante questo e il titolo allarmistico, l’articolo include la seguente affermazione:

La morte di un giovane ciclista per problemi cardiaci non è purtroppo una novità. Non esistono studi e statistiche, ma i casi noti sono in aumento.

Una dichiarazione senza basi fattuali, dunque, basata sull’opinione dell’anonimo giornalista che ha redatto l’articolo, il quale lo dichiara candidamente. Anonimo giornalista che grazie alla linea editoriale scelta dal giornale per cui scrive continuerà a pubblicare articoli un tanto al chilo, perché l’informazione per certe testate sembra essere solo un mezzo per guadagnare più visualizzazioni, e quindi denari, senza alcun riguardo per il servizio che viene dato al lettore e le conseguenze che potrebbe provocare.

Per placare la curiosità, è sufficiente effettuare una ricerca su Google con le parole chiave “Cyclist Dead Heart”, restringendo il periodo ad anni pre-pandemici, per scoprire numerosi casi simili a quelli descritti dal Fatto.

Su Deutsche Welle ad esempio c’è un articolo del 2018, dal titolo:

Goolaerts just one of many cyclists to die of heart attack

one of many, cioè uno di tanti. Sì, perché come riportato dalla testata:

…l’elenco dei ciclisti professionisti morti di infarto negli ultimi anni è sorprendentemente lungo…

Nell’articolo si racconta:

Nel 2012, il Dr. James O’Keefe* ha pubblicato uno studio sulla rivista medica americana Mayo Clinic Proceedings, in cui ha dimostrato che gli sport di resistenza spesso portano ad uno stiramento eccessivo permanente del muscolo cardiaco, e questo sottopone il cuore a uno sforzo eccessivo. Con soli 40 maratoneti, triatleti e ciclisti coinvolti nello studio, la dimensione del campione era piuttosto limitata. Tuttavia, sono state rilevate cicatrici nella camera destra del cuore di cinque atleti.

E ancora:

Uno studio del 2017 della Mayo Clinic in Minnesota è giunto alla conclusione che gli uomini bianchi che praticano una quantità estrema di sport per un periodo di anni hanno la tendenza a sviluppare calcificazione prematura delle arterie coronarie. I soggetti estremamente atletici studiati avevano una probabilità ancora maggiore di sviluppare calcificazione dell’arteria coronaria rispetto a quelli che non avevano svolto alcuna attività fisica nel corso degli anni.

Per rimanere in Italia e in ambito sportivo, ma andare indietro ancora di qualche anno, Il Sole 24 Ore raccontava nel 2013:

Salute: 50mila morti improvvise all’anno, sempre più frequenti in sport

“Il fenomeno delle morti improvvise, specie in ambito sportivo e soprattutto tra giovani atleti, e’ sempre piu’ frequente; oltre 50.000 persone all’anno sono colpite in Italia da morte improvvisa, di questi circa 5.000 muoiono improvvisamente in eta’ giovanile a causa di malattie congenite, patologie che spesso rimangono silenti per anni o non vengono diagnosticate in modo tempestivo”.

È importante sottolineare che queste indagini necessitano di approfondimenti, ma evidenziano come già in passato numerosi ciclisti, come tanti altri atleti, purtroppo anche giovani, siano morti a causa di problemi cardiaci, congeniti o provocati dallo sport. Se a oggi non esistono statistiche (come riferito anche dal Fatto Quotidiano) che dimostrino un aumento di questi casi, perché insinuare il contrario?

Sostenere che ci sia un aumento di problemi cardiaci su una popolazione di sportivi sulla base di una propria personale opinione è una cosa che si può fare al bar mentre si beve il caffé, tra amici, ma andrebbe evitata se si è nella posizione di influenzare l’opinione pubblica, come fa un giornalista.

* no, non quello che abbiamo imparato a conoscere sulle nostre pagine…

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