Le proteste contro la 12414 in Ucraina

Legittime proteste democratiche fatte passare come le prime avvisaglie della "fine di Zelensky"

maicolengel butac 28 Lug 2025
article-post

Ci sono stati segnalati svariati contenuti online come questa immagine che vedete qui sopra.

Lo screenshot in oggetto viene da un video realizzato dal profilo di disinformazione Bugger.Network1 – profilo chiaramente gestito da chi ha un preciso tornaconto nella disinformazione pro-Cremlino e anti UE – che ha preso un video della pagina Visit.Odesa e ci ha aggiunto sopra queste frasi:

MILIONI DI PERSONE IN TUTTE LE PIAZZE DELL’UCRAINA. NESSUNO LAVORA, NESSUNO TORNA A CASA FINCHÉ ZELENSKY NON SE NE VA

MENTRE LE TV ITALIANE PARLANO DEL TEMPO GLI ITALIANI DORMONO

LA FINE DI ZELENSKY

IL MAIDAN È INIZIATO IERI SERA, DOPO CHE ZELENSKY HA TOLTO L’INDIPENDENZA DEI GIUDICI COPIANDO IL MODELLO MELONI, PER SALVARE I CORROTTI E DARE POTERE ALLE BANCHE OCCIDENTALI. CON LA LEGGE N° 12414. L’ITALIA HA FATTO SCUOLA DI DITTATURA.

La pagina Bugger.Network1 ha realizzato svariati contenuti simili in poco più di tre giorni, e già questo dovrebbe farci capire che hanno una specifica agenda da seguire, poco importa che siano direttamente pagati dalla Russia o siano solo sovranisti disinformatori che sperano nel crollo dell’Ucraina ora, e dell’Unione Europea poi.

Ma a noi quello che interessa sono i fatti, quindi cerchiamo di analizzarli punto per punto.

Milioni di persone in tutte le piazze dell’Ucraina

Falso. Le proteste contro la legge 12414 ci sono state davvero, ma i manifestanti erano qualche migliaio in totale, in 17 città (Kiev, Odessa, Leopoli ecc.), non “milioni”; non ci sono piazze occupate stabilmente o mobilitazioni paragonabili a un Maidan; la partecipazione è stata significativa ma assolutamente pacifica, spontanea e limitata nel tempo (22–25 luglio 2025).

Nessuno lavora, nessuno torna a casa finché Zelensky non se ne va

Falso e sensazionalista. Non ci sono stati scioperi generali né mobilitazioni permanenti, i cittadini hanno protestato in orari limitati attenendosi alle regole vigenti causa guerra in corso, spesso andando a manifestare dopo l’orario di lavoro e non hanno chiesto le dimissioni di Zelensky; darlo a intendere significa mentire intenzionalmente.

La fine di Zelensky

Falso. Nessuno degli osservatori neutrali ha parlato di crisi della presidenza Zelensky, e lo stesso presidente, grazie alle proteste, ha deciso di rivedere la legge in questione proponendo una nuova legge. Si tratta di un comportamento in risposta alle proteste della società, non di un crollo “del regime” come qualcuno vorrebbe farvi credere.

Ha tolto l’indipendenza dei giudici copiando il modello Meloni

Falso. La legge 12414 ha ridotto l’autonomia delle agenzie anticorruzione nate dopo il 2013, ma non ha nulla a che vedere con il sistema giudiziario italiano né con Giorgia Meloni; l’accostamento serve unicamente a rafforzare sentimenti antigovernativi anche nel nostro Paese.

Per salvare i corrotti e dare potere alle banche occidentali

Complottismo. Non risulta affatto che la ridotta autonomia delle agenzie anticorruzione sia stata voluta da banche o “poteri occidentali”, anzi la stessa Commissaria europea per l’allargamento Marta Kos il 22 luglio ha espresso preoccupazione in merito a questa legge:

Lo smantellamento delle principali garanzie a tutela dell’indipendenza della NABU rappresenta un grave passo indietro. Organismi indipendenti come la NABU e la SAPO sono essenziali per il percorso dell’Ucraina verso l’UE. Lo Stato di diritto rimane al centro dei negoziati di adesione all’UE.

Detto ciò, si tratta ormai di notizia vecchia visto che lo stesso presidente Zelensky ha già messo in via di approvazione una nuova legge per ripristinare l’indipendenza delle agenzie anticorruzione cercando di evitare ingerenze russe – che erano poi il principale motivo dell’approvazione di quella parte della legge 12414.

Chi continua a diffondere queste narrazioni ha specifici obiettivi:

  • Colpire Zelensky e indebolirne il governo
  • Colpire l’Italia e l’Unione Europea accostandole a politiche autoritarie
  • Creare un’illusione di sollevazione popolare contro un fantomatico regime, quando invece siamo di fronte a una legittima protesta democratica.

Siamo di fronte a nostro avviso a un classico caso di guerra informativa, promosso probabilmente da reti vicine al Cremlino e ai rossobruni europei.

Non credo di poter aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!

Un altro modo per sostenerci è acquistare uno dei libri consigliati sulla nostra pagina Amazon, la trovi qui.

BUTAC vi aspetta anche su Telegram con il canale con tutti gli aggiornamenti e il gruppo di discussione, segnalazione e quattro chiacchiere con la nostra community.

Ho comperato l’ultimo libro di Alessandro Orsini, dal titolo promettente: DISINFORMAZIONE La manipolazione dell’opinione pubblica nelle democrazie occidentali L’ho comprato perché volevo leggerlo e fare per BUTAC una disamina degli argomenti trattati. Ma arrivato a pagina 15 mi sono dovuto subito fermare, perché ho incrociato questa frase: Scoppiata la guerra in Ucraina, il 24 febbraio […]

maicolengel butac | 12 mar 2026

L’8 marzo Roberto Vannacci ha pubblicato sui suoi profili social un post dai toni sensazionalistici che collegava “cessi d’oro, yacht di lusso e serate con prostitute” ai soldi destinati all’Ucraina. Il pretesto era un articolo de Il Messaggero del 7 marzo dal titolo: Ucraina, l’Ungheria sequestra milioni di euro e lingotti d’oro da due portavalori […]

maicolengel butac | 10 mar 2026

Più volte su BUTAC abbiamo parlato di espianto di organi e leggende urbane, ma di questa vecchia storia non ci eravamo mai occupati, riteniamo utile farlo ora visto che viene ritirata fuori da alcuni profili social grazie al clamore mediatico esploso dopo la vicenda del povero Domenico. La storia sui social sta circolando così (ve […]

maicolengel butac | 09 mar 2026

Il 3 marzo 2026 il Corriere della Sera ha pubblicato un’intervista esclusiva a Zelensky, intervista che riporta svariati dettagli sulla guerra e sulla situazione del Paese. Il Corriere nell’intervista fa alcune cose che onestamente non mi hanno convinto del tutto: la prima che mi ha molto infastidito è l’uso di Kiev invece che Kyiv a […]

maicolengel butac | 04 mar 2026