Io mi sono davvero stufato di questa disinformazione.

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Vedere tante testate giornalistiche titolare così in questi giorni:

Morbillo, è di nuovo allarme

Ed accorgermi che non c’è nessuno tra i tanti giornalisti che faccia il seppur minimo mea culpa mi sta facendo girare le scatole in maniera assurda. Voi direte, e che colpa ne hanno? Io credo che i lettori di vecchia data di Butac conoscano benissimo le ragioni del mio essere arrabbiato. La stragrande maggioranza della responsabilità del calo delle vaccinazioni pediatriche è dovuta proprio alla categoria dei giornalisti (o supposti tali) che da anni ci frantumano gli zebedei raccontandoci di come un tribunale abbia sentenziato sulla correlazione tra vaccini e autismo; di come un medico ribelle la sostenga; di come una famiglia abbia o meno avuto un indennizzo.

Tutti articoli che abbiamo visto girare negli anni, e che sappiamo continueranno a circolare all’infinito, creando solo disinformazione fine a se stessa. Perché smentire, correggere, spiegare non è evidentemente nell’indole di questi soggetti. Alle redazioni non interessa informare il pubblico ma solo vendere la testata.

Sapete cosa mi fa girare la scatole ancora di più? Vedere titoloni così:

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Insegnare la storia? Ma cosa volete insegnare, se non più tardi di cinque giorni fa avete dedicato la seconda pagina del nazionale ad un articolo totalmente bufala e non avete avuto neppure il coraggio di smentire e aggiustare il tiro. Un’insegnante della scuola media, fosse stato un tema di attualità quel compito, l’avrebbe valutato zero per la poca verifica dei fatti in esso raccontati. E invece voi gongolate di fare bene il vostro mestiere, convinti di avere qualcosa da insegnare alle future generazioni.

E invece le uniche cose che siete capaci di insegnare sono la disinformazione, il sensazionalismo, la poca (pochissima) etica e come si fa ad andare a dormire sapendo di non aver fatto il proprio lavoro nella maniera giusta.

Se in Italia vanno di moda le pseudocure, è colpa di testate che ospitano blog sulla salute gestite da ebeti, medici discussi, pseudoguaritori. Se in Italia c’è calo nelle vaccinazioni (pediatriche o meno) è colpa di giornalisti che invece di documentarsi, scrivono sull’onda di scarni comunicati stampa, facendo disinformazione. E sulla coscienza dovrebbero avere, ad esempio, i morti in più dell’anno scorso dovuti al calo delle vaccinazioni anti-influenzali.

Finché le redazioni e gli editori permetteranno questo scempio del mestiere più bello del mondo, cercare di correre ai ripari con articoli come quelli che vengono pubblicati ora sul morbillo non servirà mai a nulla. E così andrà avanti la disinformazione.

Sono ormai quattro anni che demistifico, e ancora non riesco ad accettare questo stato di cose. Chi di voi mi segue dall’inizio sa che l’ironia per me è importante; ecco quell’ironia scompare quando penso a questi soggetti, quando penso che si sentono titolati per insegnare qualcosa ai ragazzini delle medie, quando penso che ci sono tanti genitori che pensano/credono che se è scritto su  un giornale allora sia vero.

Basta vedere cosa è successo oggi. Tutte le testate nazionali hanno passato un video del 2011, sostenendo fosse un video che mostrava l’esplosione all’aeroporto di Bruxelles di stamattina! Tutte le testate nazionali. Nessuno che si sia minimamente preoccupato di andare a verificare, nessuno (eccetto Giornalettismo al momento della stesura di quest’articolo) che abbia speso cinque minuti per fare un controllo.

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Purtroppo i tanti che oggi dicono “vergogna” a questi giornalisti domani torneranno in edicola a ricomprare lo stesso giornale, accenderanno lo stesso TG e continueranno a credere di “venire informati”. Purtroppo non lo siete,  vi viene venduto un prodotto che non ha nulla a che fare col giornalismo ma solo col commercio. Un giornale, un TG, oggi sono solo mezzi per trasmettere e distribuire pubblicità, più vengono visti (poco importa che le notizie siano corrette o meno) più guadagnano. Quindi più sono scorretti, sensazionalistici e immorali più è facile che abbiano successo.

Basta pensare alla bagarre di ieri sul blog di Beppe Grillo dove pur di attirare lettori si è dato ad intendere di avere un video esclusivo dell’incidente del pullman in Spagna. Il video non era nulla di esclusivo, per vederlo occorreva sorbirsi tonnellate di pubblicità disabilitando i vari adblock. Si rincorre la macabra curiosità, il voyeurismo da strage, il sensazionalismo per l’uomo della strada.

Lo so, tra i commenti verranno fuori i soliti a chiedermi: ma non è una bufala, perchè scrivi? Butac è prima di tutto il mio blog, dove mi sento libero di poter scrivere anche questo genere di esternazioni, lo so, mi leggerete in pochi, sono molto più interessanti le fuffate sui festival del supplì o la robaccia politica di cui farei tanto volentieri a meno. Ma non m’interessa, ho perso volentieri questa mezz’ora a sfogarmi, se non serve a voi serve a me.

Deluso da questo giornalismo, fiero di fare (con l’aiuto di un manipolo di eroici autori) corretta informazione da quattro anni, con o senza il supporto dei media.

maicolengel at butac.it

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