ReattivoNews e l’aggressione sul bus a Parma (del 2017)

maicolengel butac 3 Set 2018
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Potremmo chiamare quest’articolo “guida alla misinformazione”, perché siamo di fronte all’esempio perfetto. Mi avete segnalato quest’articolo:

Parma, la furia degli immigrati. Linciato l’autista dell’autobus

La notizia appare su ReattivoNews, che con questo genere di contenuti merita di entrare in black list insieme a tutte le sue diramazioni (www.reattivonews .com, divieto.reattivonews .com, sputtaniamotutti.reattivonews .com, collegato alla pagina Facebook Sputtaniamotutti.com che non corrisponde a un sito ma condivide solo notizie provenienti dalla piovra di ReattivoNews e altri contenuti a sostegno dei 5 stelle e di Matteo Salvini).

Il metodo lo abbiamo già visto usare da CatenaUmana che a quanto pare ha fatto scuola: notizie raccontate in maniera faziosa, tanti meme e un unico scopo, creare più indignazione possibile. Adesso l’indignazione pare rivolta a dare sostegno incondizionato al governo, governo che fino a oggi non si è dissociato in nessun modo da questo nuovo modo di fare “informazione”.

L’articolo appare datato 31 agosto 2018, fonte? Il Giornale, del 30 agosto 2017. Giusto un anno fa, notizia freschissima, giusto?

Rigirare una notizia con titolone acchiappaclick, dopo un anno dalla sua origine, come se fosse una news, è di per sé un sistema per aumentare il traffico sui propri canali senza fare sforzo alcuno. Che lo facciano siti di gossip e blog vari è un conto, che lo facciano “testate registrate” mi lascia sempre un filo esterrefatto.

Ma il problema non è finito qui. Vedete, l’articolo iniziale del Giornale era un filo sensazionalistico, si parlava di linciaggio da parte del gruppo, ma una semplice verifica dei fatti rivelava che c’era un solo testimone, l’autista con il suo video fatto dal cellulare, che mostrava solo l’aggressione verbale, successiva a quella fisica da lui denunciata. Come si è arrivati a quel punto? Nessuna testata del 30 agosto ce lo raccontava. Le indagini erano nelle mani degli inquirenti.

Il 31 agosto però NextQuotidiano aggiungeva qualche elemento, oltre alla testimonianza dell’autista infatti ne esiste un’altra:

Secondo uno dei ragazzi presenti durante l’accaduto a scatenare la rabbia dei giovani di colore è stata quanto accaduto il 28 agosto. Un’inutile provocazione da parte del conducente, secondo loro. Lunedì – racconta uno di loro l’autobus è arrivato in stazione e non ha rallentato anche se uno dei ragazzi era in mezzo alla strada e stava attraversando per raggiungere il gruppo. «Lui l’ha visto ed ha accelerato, lo stava per beccare ma noi l’abbiamo tirato via. Poi l’autista si è messo a ridere. Il ragazzo è corso verso di lui e l’autista si è messo a ridere». Secondo i ragazzi quindi G.B. avrebbe volutamente tentato di investire uno di loro perché infastidito dalla loro presenza. Un gesto che il gruppo ha visto come una provocazione. L’azienda del trasporto pubblico ha avviato un’indagine interna per chiarire eventuali responsabilità a carico del suo dipendente..

L’autista viene indagato anch’esso.
Ma ovviamente nessuna delle testate che hanno cavalcato la notizia iniziale ha titolato:

Aggressione di Parma, prima delle botte l’autista aveva tentato di investire il 19enne

Nessuno, anzi, tutti quelli che hanno scelto di raccontare l’evoluzione della vicenda hanno scelto la strada dell’indignazione massima, definendo la vicenda come una beffa. Dei fatti poi si perde completamente traccia. A oggi non è possibile risalire a come sia finita la storia, e nessuna testata che l’ha seguita inizialmente ci è più tornata sopra. Cosa che mi fa pensare che nella chiusura indagini non vi fosse più modo di cavalcare l’indignazione.

Un sito – ricordiamo testata giornalistica registrata – che decida di riparlarne può farlo, anche a distanza di tempo, ma magari raccontando tutto quanto detto finora e dando conto di tutti gli eventi. Estrapolarne il sensazionalismo iniziale senza gli aggiornamenti successivi serve solo a gettare benzina sul fuoco. Non è così che si fa informazione, ma pare che sia un’abitudine diffusa. Non per niente continuo ad attendere aggiornamenti sui fatti di Battipaglia… come mi piacerebbe vedere l’evolversi dei fatti di Partinico.

Non credo serva aggiungere altro.
maicolengel at butac punto it
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