ricercatoreTERRORISTA

Questa notizia che in poche ore ha fatto il giro della rete italiana è da spiegare bene, perché i titoloni usati da tantissime testate hanno reso la storia un po’ più interessante di quel che è:

Ricercatore italiano scambiato per terrorista e fatto scendere dall’aereo a causa di un’equazione

Ma d’altronde come commentava un nostro lettore su Facebook (che mi ha segnalato per primo la questione, a poche ore dalla sua pubblicazione, spiegandola lui stesso, grazie Giovanni!):

È una bufala. Nel senso che le cose sono andate ben diversamente da come narrato. Un’ansiosa signora che sedeva accanto al professore ha pretestuosamente detto a una hostess di star male. La hostess ha fermato il volo e l’ha fatta scendere. A terra la signora ha smesso di simulare, ha detto i suoi sospetti sul passeggero suo vicino che, sentito, ha spiegato chi era e che stava scrivendo. Esito: due ore ritardo; professore prosegue volo; signora resta a terra. Detta così però la notizia non avrebbe interessato, in Italia, nemmeno i lettori dell’Eco delle valli!!

Non ci sarebbe molto altro da dire, come riportava Giovanni la storia è spiegata bene sul Washington Post, che titola:

Ivy League economist ethnically profiled, interrogated for doing math on American Airlines flight

Se volete leggere tutta la storia andate là, a me fa piacere tradurvi solo la conclusione, che trovo purtroppo perfetta:

Menzio for his part says he was “treated respectfully throughout,” though he remains baffled and frustrated by a “broken system that does not collect information efficiently.” He is troubled by the ignorance of his fellow passenger, as well as “A security protocol that is too rigid–in the sense that once the whistle is blown everything stops without checks–and relies on the input of people who may be completely clueless. ”

Rising xenophobia stoked by the presidential campaign, he suggested, may soon make things worse for people who happen to look a little other-ish. “What might prevent an epidemic of paranoia? It is hard not to recognize in this incident, the ethos of [Donald] Trumps voting base,” he wrote.

In this true parable of 2016 I see another worrisome lesson, albeit one also possibly relevant to Trump’s appeal: That in America today, the only thing more terrifying than foreigners is…math.

Che, tradotto:

Menzio da parte sua dice di essere stato “trattato con rispetto durante i controlli,” anche se rimane sconcertato e frustrato da un “sistema non funzionante che raccoglie le informazioni in maniera inefficiente.” Si è detto turbato dall’ignoranza della sua compagna di viaggio, così come da “un protocollo di sicurezza troppo rigido, nel senso che una volta viene lanciato un allarme si ferma tutto senza controlli – e fa affidamento sul contributo di persone che possono essere totalmente senza indizi. ”

L’aumento della xenofobia viene alimentato dalla campagna presidenziale, ha suggerito, potrebbe presto peggiorare le cose per le persone chi appare un po’ diverso“Che cosa potrebbe impedire un’epidemia di paranoia? È difficile non riconoscere in questo incidente il carattere della base degli elettori di [Donald] Trump”.

In questa vera e propria parabola del 2016 vedo un’altra lezione preoccupante, oltre a quella basata sull’appeal di Trump:

In America oggi, l’unica cosa più terrificante dello straniero è… la matematica.

Non ho letto TUTTI gli articoli che hanno raccontato la storia in Italia, so che ho letto su più testate titoloni sensazionalistici, quando in realtà come commentava Giovanni la notizia di per sé aveva davvero poca attrattiva se raccontata in maniera corretta:

Ricercatore italiano viene indicato come possibile soggetto pericoloso da una vicina di volo, dopo i dovuti controlli lei resta a terra lui riparte

e invece…

ricercatore

L’avreste letta e fatta circolare, altrimenti?

Se per ogni passeggero che subisce un controllo più lungo della norma sulla base di un sospetto dovessimo scrivere un articolo andrebbero pubblicate testate ad hoc dedicate all’argomento. La storia era curiosa, il fatto che la vicina di volo non fosse capace di distinguere tra calcoli matematici e lingue straniere fa sorridere, come fanno riflettere le considerazioni di Menzio sul ritorno di una certa xenofobia. Ma la notizia per quel che è avrebbe attirato davvero pochi lettori, suvvia, siamo onesti.

maicolengel at butac.it

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