autismo

Un amico mi segnala un qualcosa che non è propriamente bufala, ma trovo che sia un’ottima occasione per fare quella chiarezza che il mio amico chiede da tempo a gran voce.

Il punto di partenza è un articolo apparso su ANSA Salute:

Autismo, le pupille del neonato aiutano a svelare se si ammalerà

Molti di voi avranno già notato il grosso errore di quel titolone, la parola ammalarsi.

Dalla Treccani: “Ammalare v. intr. [der. di male2] Cadere malato, prendere una malattia”. L’autismo non è una malattia che si prende come il raffreddore.

Non serve che faccia molto, l’amico Daniele, persona autistica, che mi ha segnalato la cosa aveva fatto un elenco di tutti i termini usati impropriamente nell’articolo di ANSA Salute:

  • Definire l’autismo “una malattia” significa chiamarci malati. Non siamo malati. L’autismo è una neurodiversità.
  • Dire “ammalarsi di autismo” o “diventare autistici” è incorretto. Si nasce autistici, è stato dimostrato che l’autismo si forma durante la gravidanza.
  • Dire “affetto da autismo” non è corretto, si dice “persona autistica”, “ragazzo/a autistico/a”.
  • Dire “persona con autismo” per un falso politically correct è inutile, oltre che essere dispendioso con le parole, e fa alterare parecchi autistici ad alto funzionamento. È corretto dire “autistico\a”. L’autismo non è un oggetto che ci accompagna. “Persona con autismo, persona con una ventiquattrore, persona col cappello”. Probabilmente non ve ne accorgete, ma è più offensivo dire “persona con autismo” piuttosto che dire “persona autistica”.
  • Dire “colpito da autismo”, l’autismo non colpisce nessuno, non è un TIR, non è un pugno, non è un oggetto contundente. Persona autistica. Semplice e fine.

Capiamoci, non si tratta di questioni di lana caprina, imparare a usare la corretta terminologia, oltre a essere giusto nei confronti dei soggetti autistici, serve anche per fare corretta informazione.

Ogni volta che un giornale dà a intendere che l’autismo sia una malattia che si contrae come influenza e morbillo c’è un ciarlatano che si frega le mani, felice di avere nuovi testi da sfruttare nella sua opera di suggestione per le masse. Titoloni come quello scelto da ANSA aprono davvero le porte ai venditori di fantomatiche cure… bisognerebbe starci attenti.

maicolengel at butac punto it

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