Sara sta lottando contro il cancro…

maicolengel butac 19 Ott 2018
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Quando vado in giro per conferenze parlo sempre di come si possano fare soldi online, come si guadagni con la pubblicità, e cosa sia il clickbaiting. Purtroppo spesso mi viene fatto notare che solo chi naviga molto i social ha chiaro di cosa stia parlando. Di esempi negli anni la rete ce ne ha regalati tanti. Ma ieri me ne avete segnalato uno che trovo perfetto per rinfrescare l’argomento.

Su una pagina Social da circa 35mila follower appare un post:

Sara sta lottando contro il cancro, e ‘ in fase 4. Vorrebbe un saluto e una CONDIVISIONE. NON SCORRERE SENZA LASCIARE UN MESSAGGIO DI AUGURIO!!!

Accompagnato da una foto dove si vede quella che ovviamente tutti immaginiamo essere Sara, completamente calva. La richiesta nel messaggio è quella d’interagire, l’interazione al post lo rende virale, la viralità permette alla pagina social di crescere. La pagina social è legata a un sito web, ogni volta che porta lettori su quel dominio che secondo AdBlock solo in home page ha 17 inserzioni pubblicitarie. 17. Per ognuna si guadagna qualcosina.

Sara in realtà si chiama utente Reddit neumannr, che 3 anni fa postava la stessa foto di Ultimissima, ma con queste parole:

Last December I noticed a small patch on my head that wasn’t growing hair. I saw a doctor and was diagnosed with alopecia, an auto-immune disorder that attacks my hair follicles. I lost hair in more patches until I lost almost all of my hair. I held onto my long, thin hair for as long as I could until Saturday night, when I let my SO shave my head. I feel strong. I feel beautiful. For the first time in months I look in the mirror and see myself. Women lose their hair for a variety of reasons, and it’s time to start a conversation. Our hair does not define us.

Che tradotto:

Lo scorso dicembre ho notato una piccola chiazza sulla mia testa dove non stavano crescendo i capelli. Ho visto un medico e mi è stata diagnosticata l’alopecia, una malattia autoimmune che attacca i miei follicoli piliferi. Ho perso i capelli in più punti fino a quando ho perso quasi tutti i miei capelli. Mi sono tenuta i miei capelli lunghi e sottili per tutto il tempo che ho potuto fino a sabato sera, quando ho lasciato che il mio partner mi rasasse la testa. Mi sento forte. Mi sento bellissima. Per la prima volta da mesi mi guardo allo specchio e vedo me stessa. Le donne perdono i capelli per una serie di motivi ed è ora di parlarne. I nostri capelli non ci definiscono.

Fare clickbaiting (acchiappaclick) come ha fatto Ultimissima dovrebbe essere sanzionato da Facebook, magari con la sospensione della pagina per qualche giorno. Far capire a questi soggetti che lo sciacallaggio di immagini personali per raccattare visite e interazioni è moralmente vergognoso sarebbe davvero importante.

Ma tanto sappiamo benissimo che chi segue pagine come Ultimissima non legge siti come BUTAC e che chi si cela dietro siti come quello se ne infischia bellamente dell’etica. Magari se (senza commentare o interagire) segnalate il suo post come falso perlomeno viene rimosso da Facebook. Il link, finché non lo eliminano, è qui. Ma sappiamo bene che oggi pubblicano Sara, domani chissà che nuovo soggetto s’inventeranno.

La cosa curiosa è che il sito Ultimissima non regala veri nuovi contenuti dal 19 settembre 2017. Mentre la pagina social a esso correlata continua a macinarne. Perché 35mila follower non sono abbastanza per renderla una pagina interessante sul mercato dei link, ce ne vogliono di più. E basta vedere il genere di contenuti che condividono per capire quanto stiano prendendo sul serio la necessità di più like e interazioni.

Ciao mi chiamo GIANNI e mia madre mi ha detto che nessuno mi saluterà perchè sono “speciale”! Posso avere un ciao da te? (Gianni in realtà è un bambino americano che non ha nulla per cui dover elimosinare dei “ciao”  – nd BUTAC)

Ma ancora più interessante ai fini della spiegazione sul “clickbaiting” è vedere come Ultimissima riesca a fare leggere i suoi articoli:

Quello che vedete qui sopra è il menù a fondo articolo, con link ad altri pezzi che potrebbero interessare. I titoli sono scelti con cura come:

Tragedia Alessandra Amoroso: Il mondo dello spettacolo in lutto per la cantante

Che a uno di passaggio fa pensare che sia morta Alessandra Amoroso, quando invece cliccando si comprende che si parla della morte di sua cugina (non sono andato a verificare se la storia fosse vera o finta, ma è importante l’inganno perpetrato). Questo è clickbaiting, sfruttare titoli che facciano pensare ad altro e che ci spingano  a cliccare il link per vedere cosa sia successo davvero. Ogni click è un soldino, milioni di click milioni di soldini.

Spero di essere stato esauriente.
maicolengel at butac punto it
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