Il sovranismo francese e le bandiere europee
Una modestissima vittoria politica trasformata in un trionfo che sembra presagire la caduta di Bruxelles in poche ore. Ma qualche informazione viene omessa...

I sostenitori del Generale Vannacci stanno facendo molta pubblicità a quanto successo in tre Comuni francesi dove hanno vinto movimenti di estrema destra e dove, durante l’insediamento, sono state rimosse le bandiere dell’Unione Europea.
Titola così il sito populista DcNews di Francesco Camillo Soro:
Francia, il primo atto tutto da godere di tutti i nuovi sindaci sovranisti: rimossa dai balconi dei loro uffici la bandiera di Bruxelles
Ed è tutto vero: Barthès, già deputato RN dell’Aude, ha vinto il ballottaggio di Carcassonne con il 40,40% dei voti e lo stesso giorno dell’insediamento ha rimosso personalmente la bandiera UE dalla facciata dell’Hôtel de Ville, lasciando il tricolore francese e il vessillo della regione Occitania. Lo stesso è avvenuto ad Harnes, dove Anthony Garénaux-Glinkowski ha rimosso sia la bandiera europea sia quella ucraina, e a Cagnes-sur-Mer, dove il nuovo sindaco Bryan Masson ha pubblicato una foto della facciata del municipio senza bandiera UE.
Ma quindi perché parlarne?
Cosa manca?
Beh, a questi post che inneggiano al sovranismo antieuropeista mancano alcuni dettagli che ritengo basilari per comprendere come l’atto di “ribellione” sia paragonabile allo squittio di un topolino: la legge francese “Engagement et proximité” del 2019 stabilisce infatti che l’unica bandiera obbligatoria sulle facciate dei comuni è il tricolore francese. Una proposta di legge per rendere obbligatoria anche la bandiera europea è stata approvata all’Assemblée nationale nel 2023, ma è naufragata al Senato. L’obbligo esiste solo il 9 maggio, Giornata dell’Europa.
I tre sindaci, insomma, non hanno infranto alcuna norma, il loro gesto di ribellione è in realtà assolutamente permesso dalla normativa vigente e non è quindi un atto di ribellione, ma l’applicazione di un diritto sancito dalla Legge.
L’altra cosa interessante è che stiamo parlando di municipalità piuttosto piccole: Carcassonne ha 46mila abitanti, Cagnes-sur-Mer 53mila e Harnes non arriva a 13mila abitanti. Piccole municipalità, di scarsa importanza politica.
Infine una curiosità: Christophe Barthès, neo sindaco di Carcassonne, è anche un agricoltore, agricoltore che ha ricevuto (su sua richiesta) ben 300mila euro di fondi PAC. Lo ha ammesso lui stesso dicendo “sono contadino e prendo i fondi europei, non c’entra nulla con la bandiera”. Riporta L’HuffPost in lingua francese (per comodità tradotto):
Come dimostrano alcuni documenti reperibili online e portati alla luce da diversi utenti di internet, Christophe Barthès non sembra nutrire un profondo odio per le istituzioni europee quando si tratta delle sue finanze. Nello specifico, EARL Barthès, la società a responsabilità limitata operante nel settore agricolo che gestisce, ha ricevuto una somma considerevole nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC) dell’UE.
Nello specifico, come si può vedere qui , tra il 2010 e il 2012 sono stati ricevuti 143.281,22 euro. A questa cifra vanno aggiunti i 147.070 euro ricevuti dalla stessa azienda tra il 2015 e il 2025. Complessivamente, solo in questi periodi, l’azienda agricola gestita da Christophe Barthès ha ricevuto quasi 300.000 euro di sovvenzioni europee.
Sapendo che mancano i dati del 2013 e del 2014 da questa somma considerevole, che Le HuffPost non è (al momento) riuscito a ottenere. D’altra parte, è facile trovare tutti i fondi che l’UE ha stanziato per la città recentemente ottenuta da Christophe Barthès, come ad esempio qui, un piano da 11,7 milioni di euro per l’aeroporto. O qui , più di 3 milioni di euro per il Centro Ospedaliero di Carcassonne. In nome della dimostrazione delle sue convinzioni antieuropee e della coerenza politica, Christophe Barthès rifiuterà in futuro tali finanziamenti? Il suo passato in materia di aiuti europei suggerisce esattamente il contrario.
La coerenza innanzitutto.
Concludendo
Tre comuni, nessuna legge violata, centomila abitanti in tutto e ovviamente non tutti hanno votato per i sovranisti, anzi. Eppure sui social – almeno da come la raccontano i loro sodali – sembra la caduta di Bruxelles. Puro sensazionalismo, con uno scopo ben preciso: fare marketing al libro del Generale Vannacci a cui difatti è dedicata l’ultima parte dell’articolo su DcNews, una vera e propria marchetta pubblicitaria completa di link ad Amazon (il che ci fa dedurre che ai sovranisti di casa nostra piaccia la multinazionale americana).
maicolengel at butac punto it
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