Pizzaballa e la messa della Domenica delle Palme

Una notizia raccontata da tutti i giornali, i quali però si sono dimenticati un dettaglio essenziale...

maicolengel butac 30 Mar 2026
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ARTICOLO AGGIORNATO il 30 MARZO 2026 ALLE ORE 17:22
L’aggiornamento lo trovate in coda

Tanti giornali italiani e tante testate cattoliche hanno riportato con indignazione la notizia che al cardinale Pizzaballa sia stato vietato accedere alla Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Così la notizia raccontata da ANSA il 29 marzo 2026:

Questa mattina, la polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, monsignor Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro, di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre si recavano a celebrare la Messa della Domenica delle Palme. I due sono stati fermati lungo il percorso, mentre si recavano privatamente e senza alcuna connotazione di processione o cerimoniale, e sono stati costretti a tornare indietro”. Lo rende noto il Patriarcato di Gerusalemme. “Questo episodio – spiega la nota – costituisce un grave precedente e manca di rispetto alla sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”.

Ma le cose non stanno esattamente come narrato. O meglio, è vero che Pizzaballa è stato bloccato la mattina della Domenica delle Palme; ma le testate italiane trattano l’episodio come se fosse caduto dal cielo, ignorando che dall’inizio della guerra USA-Israele contro l’Iran, avviata il 28 febbraio, le autorità israeliane hanno vietato l’accesso alla Città Vecchia per ragioni di sicurezza a chiunque non fosse residente o commerciante – restrizioni estese a tutti i luoghi santi, incluso il Muro del Pianto, la moschea di Al-Aqsa e la chiesa del Santo Sepolcro, chiusi dal 6 marzo. Nel caso della moschea è la prima volta dal 1967 che viene chiusa, evidentemente i missili iraniani preoccupano gli israeliani e il loro “iron dome” più di quanto non succedesse con gli attacchi di Hamas.

Quindi oggi non hanno scelto, per cattiveria o altri motivi, di fermare Pizzaballa. La basilica è chiusa da settimane. Le autorità israeliane hanno confermato che tutti i luoghi santi della Città Vecchia di Gerusalemme rimarranno chiusi per motivi di sicurezza, alla luce delle attuali tensioni nella regione. Joseph Hazboun, direttore dell’ufficio CNEWA/Missione Pontificia a Gerusalemme, ha spiegato che la decisione è stata presa come precauzione contro possibili attacchi e per evitare raduni di massa durante un periodo di massima allerta. Tensioni che, ci teniamo a ricordare, sono causate dalla guerra di USA e Israele contro l’Iran.

E non lo fanno tanto per fare dispetto ai cattolici: il 16 marzo scorso ad esempio frammenti di missili balistici lanciati dall’Iran e detriti degli intercettori israeliani sono caduti nell’area dei luoghi santi di Gerusalemme, tra cui alcuni pezzi di metallo che sono finiti nei pressi del Santo Sepolcro. Attualmente non risultano danni alla basilica stessa, ma scegliere di chiuderla è normale prevenzione.

E invece assistiamo al teatrino politico – prevedibile, lasciatemelo dire – con Meloni che dichiara:

Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri – aggiunge -. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa.

E Tajani:

Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione… Ho dato indicazione di convocare domani al ministero degli esteri l’ambasciatore di Israele per avere chiarimenti sulla decisione di impedire al cardinale Pizzaballa la celebrazione della domenica delle Palme.

Peccato non averli visti usare gli stessi toni quando la settimana scorsa, per le celebrazioni della fine del Ramadan, sempre a Gerusalemme si è tenuta chiusa la moschea di Al-Aqsa. Due pesi e due misure, evidentemente.

Il titolo corretto per i nostri quotidiani sarebbe dovuto essere qualcosa del tipo:

Il Cardinale Pizzaballa viene fermato mentre cerca di violare i divieti causati dalla guerra USA/Israele contro l’Iran

Ma ovviamente così non avrebbe indignato le tante persone che si sono sentite colpite nel loro credo religioso.


Aggiornamento 30 marzo – Nel frattempo Netanyahu ha fatto marcia indietro, annunciando che consentirà a Pizzaballa di celebrare i riti pasquali. La polizia israeliana parla di un incontro “produttivo” e di un “quadro condiviso” per le prossime cerimonie. Peccato che la domenica delle Palme sia già passata. Da notare anche che la polizia sostiene di aver comunicato il diniego già sabato, mentre il portavoce del Patriarcato lo nega: un punto che resta in disputa.

Nel frattempo Al-Aqsa resta chiusa.

Nei commenti social all’articolo ci chiedete delucidazioni in merito al limite di 50 persone citato dall’ambasciatore Huckabee su X:

 

Quello che Huckabee però non spiega è che secondo le autorità israeliane il limite è nel caso la location sia posizionata da dove si possa raggiungere un rifugio in tempo. Chiese, sinagoghe e moschee più piccole nella Città Vecchia di Gerusalemme sono aperte per gruppi fino a 50 persone, se si trovano entro una certa distanza da un rifugio.


Non credo di dover aggiungere altro. La prossima volta che qualcuno si indigna selettivamente per la libertà religiosa, saremo qui a ricordargli che quella libertà, per essere tale, deve valere per tutti – missili permettendo.

maicolengel at butac punto it

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