Su Terra Real Time, pagina social, è stato diffuso un articolo ripreso da un blog che si chiama Video Reporter. L’articolo titola:

Stati Uniti – Rimosse antenne 5G vicino ad una scuola,dopo che 4 studenti si ammalano di cancro

In realtà si tratta di 5 righe allegate a un video che viene dagli Stati Uniti, pochissimo testo che ci racconta:

Negli Stati Uniti la nuova tecnologia 5G è operativa da tempo ,e gia’ cominciano a sentirsi i primi effetti delle irradiazioni elettromagnetiche sulla salute umana.A Ripon in California sono state rimosse le antenne telefoniche dopo che quattro studenti di una scuola si sono ammalati di cancro.

Partiamo col dire che ai bambini a cui si fa riferimento è stato diagnosticato il cancro negli ultimi quattro anni, ed è una bugia sostenere che il 5g in USA sia una tecnologia operativa già da tempo. Le aree in cui è in funzione sono poche e quasi tutte attivate nel 2019. L’affermazione riportata pertanto è pura disinformazione. A Ripon, negli ultimi 4 anni, non c’erano antenne per il 5g, dove verranno installate è allo studio solo ora.

Quello che è vero è che ci siano alcune mamme che hanno incolpato le antenne per la rete cellulare, ma le suddette antenne non sono state rimosse: la scuola e l’amministrazione comunale hanno fatto dei rilievi che hanno confermato che i livelli di emissioni sono dentro ai limiti imposti e che quindi quelle antenne non presentano nessun pericolo per gli studenti della scuola vicina. Le mamme si sono rivolte anche ad altri laboratori per fare le stesse analisi, laboratori che hanno rilevato numeri diversi, ma comunque dentro ai limiti imposti. Le antenne sono rimaste dov’erano. Solo un’antenna è stata spenta, la più vicina alla scuola, dopo le proteste dei genitori, ma passato qualche mese la questione è tornata alla ribalta visto che non si è stati in grado di portare alcuna prova che la colpa delle patologie riscontrate nei bimbi fosse della rete cellulare.

L’acqua?

Le mamme hanno accusato l’acqua della loro zona come possibile causa del cancro che ha colpito i loro bambini.

After at least 7 children diagnosed with cancer, parents eye chemical in city’s water

Anche qui senza prove dirette, ma solo sospetti basati sul fatto che in uno dei serbatoi d’acqua della città sono state trovate tracce di trichloroethylene: anche in questo caso la concentrazione del composto chimico trovato era al di sotto dei limiti imposti per la sicurezza. Ma poco conta, quel serbatoio è stato comunque chiuso, per evitare ulteriori polemiche.

L’aria?

Siccome è noto che il tricloroetilene, se presente nel terreno, può evaporare e mischiarsi all’aria che respiriamo, ora le stesse mamme si sono mosse per richiedere ulteriori controlli sulla qualità dell’aria di Ripon, convinte che possa essere quella la causa della malattia nei loro bimbi, ma anche di questo per ora non c’è alcuna prova.

Quello che è sicuro è che alcuni bimbi hanno avuto dei tumori, di diverso tipo, che li hanno costretti a fare operazioni chirurgiche e diverse terapie per curarsi. Non avendo i dati statistici della zona sull’incidenza dei tumori (nessun giornale tra quelli americani che ne hanno parlato ha fatto quella ricerca, perché lo pseudogiornalismo esiste ovunque) non posso pronunciarmi molto in merito. Ma ho fatto io qualche ricerca: nella contea di San Joaquin dove è sita la cittadina di Ripon si stimano circa 18 casi di tumori in ragazzi sotto ai 19 anni d’età ogni anno. Sette casi in quattro anni non sono statisticamente rilevanti per affermare che ci siano problemi legati alle antenne per le reti cellulari. Sostenere il contrario è disinformare.

Quello che possiamo dire è che i giornali americani, quelli seri, non hanno parlato di 5g. Non ci sono evidenze di alcun genere che siano state le antenne per la telefonia mobile a causare le patologie nei bambini, e non è neppure detto ci siano cause legate all’inquinamento ambientale. Noi abbiamo parlato molte volte di 5g, invece, e potete trovare tutti gli articoli qui.

Un grazie va all’amica Isamar per la segnalazione 😉

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!