biancheria

Ci segnalano questo “articolo” sul sito del Centro Meteo Italiano:

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Non riesco nemmeno ad arrivare in fondo all’articolo perché la pagina non carica. Il sito però mi sembra pieno di fuffa, perché se ci sono studi l’articolo è stato messo nella categoria Curiosità invece che in Salute? Anche in Salute troviamo titoli acchiappaclick in quantità:

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Non indago oltre perché non voglio regalare visualizzazioni a questo tipo di siti. Chiedo quindi altri lumi a Google e arrivo sul sito Supernotizie.net, dove trovo notizie super come queste:

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…e poi su ReteNews24, che indica come fonte Libero:

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Su tutti e tre i siti (più o meno – l’articolo di Libero riesce a risultare incredibilmente ancora più sciatto degli altri due) leggo:

Mai far asciugare la biancheria in casa. Una ricerca condotta dal professor David Denninga al National Aspergillosis Centre in Manchester, ha evidenziato come questa abitudine sia dannosa per la salute. I panni umidi infatti, come riportato da Libero, contengono ancora molta acqua che permette la proliferazione di un ceppo di batteri, il fungo Aspergillus fumigatus, che se inalato causa gravi danni ai polmoni.

Lo studio ha evidenziato come l’umidità presente sui vestiti favorisce la produzione del fungo Aspergillus fumigatus, pericoloso per le persone con alcune patologie come l’asma o per chi ha un sistema immunitario compromesso come gli ammalati di cancro in cura con la chemioterapia.

Una seconda ricerca, effettuata invece dal Mackintosh School of Architecture di Glasgow, ha accertato invece che in molte abitazioni il livello di umidità è fin troppo elevato, e 1/3 di tale umidità è dovuto proprio ai panni lasciati asciugare in casa.

Ok, dovrei sentirmi rassicurata sulla competenza scientifica di un articolista che crede che funghi e batteri siano la stessa cosa? E perché Libero mette questo articolo nella categoria Lifestyle e non Salute, visto l’allarme lanciato da “la scienza”? Per essere più sicura che ci sia veramente un allarme collegato ai vestiti stesi in casa ad asciugare, cerco il sito dell’Università di Manchester dove lavora il Dr. Denning (senza a, segno abbastanza inequivocabile questo che da parte di chi ha pubblicato l’articoletto non ci sia stato nessun fact checking) e risalgo a questa pagina dedicata all’Aspergillus, che ci dice:

Aspergillosis is caused by breathing in small spores of aspergillus mould. This family of moulds can be found in a wide range of environments including rotting leaves, compost, crops and other plants, and trees. These moulds can also grow inside buildings, in air conditioning and heating systems, insulation material, carpets, pillows and bedding, dust, household plants and ground pepper and spices.

If you inhale an aspergillus mould and have a healthy immune system, your body will usually isolate and destroy the mould before it can spread to your lungs. However, if you have damaged lungs or a weakened immune system, you are more likely to develop aspergillosis after breathing in aspergillus spores.

Praticamente nel primo paragrafo si dice che le spore dell’Aspergillus possono trovare un habitat adatto alla loro proliferazione in diverse situazioni del nostro quotidiano: le possiamo trovare tra le foglie marce in giardino, nei macina spezie, nella polvere, in materiali isolanti, tappeti, cuscini, impianti di aria condizionata… non si fa nessuna menzione dei vestiti, né asciutti né bagnati, e anche se la possibilità che le spore si trovino anche nei vestiti sicuramente esiste, l’Università non la nomina tra gli esempi più comuni.

Nel secondo paragrafo si specifica che per le persone con un sistema immunitario pienamente funzionante non è un rischio essere esposti alle spore dell’Aspergillus, perché il corpo stesso alzerebbe le sue difese contro la diffusione della muffa nei polmoni. Invece persone che hanno basse difese immunitarie o polmoni già danneggiati, le spore possono trovare facile terreno di proliferazione. È il motivo per cui persone con condizioni di salute particolari legate all’apparato respiratorio devono stare particolarmente attente alla presenza in casa di polvere, muffe, umidità e qualsiasi altro microorganismo possa diffondersi nell’aria. Ma di certo queste persone saranno già state avvertite da un medico.

Non ho riferimenti a quale sia di preciso lo studio in cui il Dr. Denning parli specificatamente dei danni dello stendere la biancheria in casa, perché come si legge sul suo Curriculum Vitae sul sito dell’Università di Manchester:

Author of >450 research papers and chapters, mostly on fungal disease, resistance in fungi and treatment of fungal infection.

Dubito comunque che siti di “giornali” che non controllano nemmeno se il dottore dello studio esiste (o si sarebbero accorti che il nome era scritto diversamente) siano andati a cercare quale fosse lo studio di cui parlano.

Nella seconda parte dell’articolo originale, si parla di uno studio del Mackintosh School of Architecture di Glasgow che ha indagato sulle problematiche legate alla struttura interna delle case moderne. In questo studio (del 2012, non ci siamo arrivati proprio in maniera rapida noi giornalistucoli italiani, eh?) si legge in effetti che, per come sono fatte oggi le nostre abitazioni (o almeno quelle scozzesi), stendere i vestiti ad asciugare in casa può provocare rischi legati alla salute:

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Anche qui come riporta poi la BBC (sempre nel 2012, ovviamente):

A total of 75% of households, which were of mixed styles, had moisture levels which could lead to dust mite growth.

There was also a strong association between drying laundry and mould spores.

A particular mould spore known to cause lung infections in people with weakened immune systems was found in 25% of the homes sampled.

Anche qui si parla di rischi per persone con un sistema immunitario debole, ma si pone la questione nel suo giusto contesto, spiegando le percentuali, le condizioni e anche gli altri rischi, come la proliferazione di acari; in pratica, le nostre case sono troppo piccole e non hanno abbastanza ricambio d’aria per poter appendere i vestiti ad asciugare all’interno senza che si presenti alcun rischio di comparsa di acari o muffa, ma chi deve preoccuparsi per la propria salute è chi si trova già in condizioni di salute particolari e saprà – si spera – cosa può farlo stare peggio, perché ha parlato con un medico e non si è affidato a siti acchiappaclick che confidano nella paranoia e ipocondria della gente; posso citare un altro articolo di Centrometeoitaliano (che non ho aperto, dato che non spetta a me diagnosticarmi tutti i tipi di cancro possibili e stare male per una settimana per l’ansia che SICURAMENTE MORIRÒ):

Ecco i 9 sintomi del cancro che spesso ignoriamo

Non riesco a commentare, davvero. Non si fa prevenzione in questo modo.

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Quindi ecco, nessun allarme da parte degli scienziati (anche perché saremo in ritardo di circa 4 anni…) ma solo cose già note ad ogni medico, che vengono sottolineate da uno studio di architettura non esattamente uscito ieri, che mira a capire cosa funziona e cosa no nella struttura delle case moderne per migliorare la qualità di vita di chi ci vive dentro e limitare i danni all’ambiente provocati da una gestione dei consumi non efficiente. Basta leggere tutto l’articolo (punto 2 del vademecum anti-fuffa che abbiamo pubblicato qualche giorno fa) per rendersi conto che l’allarme non esiste; che è meglio stendere i vestiti ad asciugare in casa meno possibile è un semplice accorgimento che qualsiasi persona dotata di buonsenso metterebbe in atto, anche solo per non veder comparire regolarmente fiori di muffa sui soffitti ogni inverno.

noemi at butac punto it

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