La foto che commuove il web

Clickbait vecchio di 7 anni

maicolengel butac 2 Feb 2023
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Imparare a fare ricerche serve anche a evitare di cascare nella condivisione di materiale non verificato.

Il post di cui stiamo parlando è stato pubblicato sulla pagina Facebook del dottor Michele Cassetta, medico chirurgo e giornalista che il 31 gennaio 2023 ha pubblicato una foto accompagnata da questo testo:

UMANITÀ
Lavori in un ospedale californiano.
Arriva un ragazzo diciannovenne.
In gravi condizioni.
Fai di tutto.
Ma non riesci a salvargli la vita.
Esci di notte.
Ti inginocchi.
Ti appoggi a un muretto.
Piangi da solo.
Disperato.
Qualcuno ti fotografa.
Furtivo.
Nessuno sa il tuo nome.
Non importa.
La foto fa il giro del mondo.
Parla a tutti di cosa significhi fare il medico.
Uno scatto vale più di mille discorsi inutili.
Di mille budget da inseguire.
Ti voglio bene, Collega.

La foto è questa, sommata alle parole qui sopra è sicuramente molto d’impatto:

Il problema è che questa foto circola dal 2015, senza che esista nulla che ne dimostri l’autenticità. La foto viene da un post su Reddit (da cui ora è stata rimossa) che era diventato virale nel 2015, ma lo stesso autore del post, interrogato dai giornalisti americani all’epoca, non ha sapure dire altro. Come dimostra uno dei commenti lasciati dall’autore del post originale su Reddit:

“I have no idea what hospital this was taken at, who the doctor is, or what happened to the patient, and you can’t tell from the picture,” Moore wrote on Reddit. “If anyone could, I would not have posted it; I thought it was simply a powerful picture worth sharing.”

L’autore del post oltretutto ha rimosso sia la foto che il suo profilo da Reddit poco tempo dopo che il post era diventato virale, rendendo ancora più dubbia l’origine dell’immagine. Di conseguenza il racconto risulta non verificabile, chi vediamo nella foto potrebbe essere materialmente chiunque, l’unica cosa che sappiamo è che indossa un camice o qualcosa che sembra tale. Ciò non toglie nulla alle parole usate dal dottor Cassetta ma, come ripetiamo da anni, condividere foto o testi senza averne verificato l’autenticità è un errore che contribuisce all’information disorder in cui siamo immersi fino al collo.

Lo so che arriverà qualcuno a dire che visto che nemmeno noi possiamo confermare o smentire la foto allora quest’articolo è inutile, e probabilmente non avrà torto, ma il concetto è sempre lo stesso: sensibilizzare il più possibile sul problema del disturbo dell’informazione dovrebbe servire a evitare condivisioni simili in futuro.

redazione at butac punto it

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