VAX – Quo Vadis?

maicolengel butac 17 Nov 2021
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Ci mettiamo davvero pochissimo a trattare questa storia. C’è un video di una conferenza che si è tenuta a Bolzano, il 10 novembre 2021. Conferenza di cui era stata data notizia sulla RAI regionale già qualche settimana fa, organizzata dal capogruppo di Enzian Josef Unterholzner. Enzian è il gruppo consiliare di Bolzano aperto dallo stesso Unterholzner dopo che ha mollato il Team K con il quale era stato eletto in consiglio comunale.

Della conferenza si era già parlato qualche settimana fa, quando un servizio del TG3 era circolato online con un evidente taglio manipolativo. Il servizio raccontava la conferenza stampa indetta da Unterholzner per presentare uno studio, realizzato da alcuni patologi tedeschi, che avrebbe dimostrato i danni fatti dai vaccini contro COVID-19. Ora la conferenza stampa di inizio ottobre si è trasformata in una vera e propria conferenza dal titolo “VAX – QUO VADIS?”, e tanti canali noti per la disinformazione seriale ne stanno parlando.

Invece che citare uno di questi disinformatori seriali sfrutto il post di un comune utente social che su Facebook riportava:

Una conferenza per gli addetti ai lavori ma per la semplicità di linguaggio indirizzata a tutti. ASCOLTO MI INFORMO E FACCIO UNA SCELTA CONSAPEVOLE… ….NON DELEGHIAMO MAI A NESSUNO LA RESPONSABILITÀ DELKLA NOSTRA VITA SOLO PER POTER SCROLLARCI DI DOSSO UNA RESPONSABILITÀ NOSTRA, PENSANDO DI NON ESSERE IN GRADO DI FARE LA SCELTA GIUSTA.

Perché vi ho detto che ci mettiamo poco? Perché di tutta questo abbiamo già parlato. Vedete, lo studio sulle autopsie che è stato ripreso dalla conferenza del 10 novembre risale a settembre. E non è uno studio “per addetti ai lavori”, ma per ignoranti in materia. Gli addetti ai lavori, quelli tedeschi e anche quelli austriaci, già a settembre avevano preso le distanze da Burkhardt.

Noi ne avevamo parlato il 29 settembre, spiegando che:

Il team Deutschen Obduktionsregisters für Covid-19 Infektionen ha appunto spiegato a Correctiv che i criteri di selezione dei casi trattati non sono chiari in alcuna maniera, e che il metodo di valutazione è incomprensibile visto che mancano completamente i dati sulle malattie pregresse dei pazienti deceduti. Insomma, siamo di fronte a fuffa al quadrato, che sta circolando in Italia in maniera sempre più virale grazie a gruppi Telegram dove l’ignoranza in materie mediche regna sovrana.

A fonte di quanto affermavo avevo riportato Welt, quotidiano tedesco, e Correctiv, sito di fact-checking sempre tedesco. Entrambi avevano contattato le associazioni di categoria (anatomopatologi) per chiedere pareri su questo studio, e la risposta era stata univoca: lo studio non segue il metodo scientifico, i dati vengono presentati senza un filo logico, tanti ne mancano, al punto che non è nemmeno chiaro se tutti i pazienti siano stati vaccinati o meno.

E anche la RAI qualche giorno dopo che il servizio del TG3 era stato tagliato e fatto circolare sui social ha dovuto pubblicare un comunicato per smentire quanto veniva fatto circolare:

Il nostro servizio, consultabile all’indirizzo https://bit.ly/3BsR0tY è stato manipolato e tagliato in rete in modo da alterarne il significato e accreditare la ricerca come affidabile (cfr: www.youtube.com/watch?v=kfsW665ZNTU).La cosa è stata immediatamente segnalata ai provider che ospitano i contenuti (non commentabili).

Questo il taglio effettuato rispetto al servizio originale: Al di là del campione esiguo e poco rappresentativo, a smontare queste tesi provvede il sito di debunking tedesco der Volksverpetzer, che bolla come “fake” i dati della “Pathologie konferenz”. Pollice verso anche dalla Società tedesca di patologia, secondo la quale “i dati non sono scientificamente fondati”.

Come sia possibile che Josef Unterholzner abbia comunque scelto di organizzare la conferenza dando voce a un patologo smentito dalle sue associazioni di categoria a me risulta incomprensibile. Come è incomprensibile perché tanti siti con vasto seguito stiano dando risalto alla conferenza, senza mai spiegare che le associazioni di categoria hanno preso le distanze e smentito il dottor Burkhardt. L’unico motivo plausibile è che questo sia un consapevole avvelenamento del pozzo, ma a questo punto onestamente non capisco perché nessuno intervenga a sanzionare chi lo effettua e invece i querelati – che rischiano di pagare caro il cercare di fare corretta informazione – siamo sempre più spesso noi fact-checker.

Non credo di poter aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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