Ci è stato segnalato un recente post su Facebook dove si dà una notizia sulla regione Emilia Romagna:

LE BELLE NOTIZIE da diffondere.

Preservativi maschili e femminili, pillole, spirali, anelli, pillole del giorno dopo, impianti sottocutanei.
Da un mese in Emilia Romagna la contraccezione è gratuita per tutti gli under 26, purché residenti e iscritti al servizio sanitario nazionale, ma non lo sa quasi nessuno.
“E’ una misura epocale – dice il responsabile dei consultori di Bologna Claudio Veronesi – che si rivolge ad una platea molto ampia e si estende anche alle donne fino a 45 anni disoccupate o con esenzioni di lavoratrici colpite dalla crisi”.
Per la prima volta in tutta la regione la contraccezione è gratuita.

Ammetto che questo post era capitato anche nel mio feed, ma non ci avevo fatto caso – probabilmente qualche mio contatto aveva messo il like al post – e ci chiedono di verificare. Ricordandovi che Google è vostro amico, possiamo subito dire che si tratta di notizia vera.

Nulla di nuovo

L’idea era stata lanciata nell’arco dello scorso anno e sarebbe dovuta entrare in vigore dal primo gennaio 2018. Il post su Facebook non è altro che le prime righe dell’articolo di Repubblica dove si dà notizia dell’avvio e dei primi risultati dell’iniziativa della regione Emilia Romagna:

Se n’era parlato alla fine dell’anno scorso, quando l’assessore alla Sanità Sergio Venturi illustrò la delibera, poi più nulla. Invece il progetto è partito a gennaio, e da maggio è operativo. Il risultato è che in poco più di un mese al Poliambulatorio Roncati, dove c’è lo spazio giovani del distretto cittadino, hanno già fatto richiesta di contraccettivi gratis 103 donne: per la stragrande maggioranza ragazzine tra i 14 e i 19 anni, quasi tutte italiane, alle quali si aggiungono una decina di donne tra i 20 e 26 anni. Quasi tutte hanno chiesto la pillola. Un provvedimento «destinato ad assumere dimensioni sempre maggiori», per Veronesi. Che spiega: «Abbiamo aperto 12 nuovi spazi e inaugurato servizi dedicati ai giovani adulti: ragazzi e ragazze fino ai 34 anni, che non li avevano. Finora la “pillola” viene distribuita in consultorio, dopo la visita ginecologica, ma tra qualche mese speriamo che le ragazze possano ritirarla anche nelle farmacie ospedaliere».

Una delibera

La delibera è consultabile a questo link, e credo che la giornalista di Repubblica non l’abbia letta, in quanto la delibera dice esplicitamente che partiva dal primo gennaio – non capisco il “poi più nulla” – e spiega perché si sia deciso di distribuire i contraccettivi:

Nonostante il calo del numero delle IVG sia costante nel tempo, i tassi di abortività risultano maggiori nelle classi di età 20-24 anni, 25-29 anni e 30-34 anni. Inoltre la quota di donne residenti che hanno già avuto una o più precedenti esperienze di IVG nell’anno 2016 è stata del 31,0% e quella di donne residenti che risulta avere almeno un figlio è stata del 63,4%.
L’interruzione di gravidanza è un intervento che comporta rischi, anche se ridotti, per la salute riproduttiva futura della donna ed è pertanto prioritario mettere in campo tutte le azioni per ridurre il fenomeno.
Tra queste azioni l’opportunità di accesso facilitato alla consulenza contraccettiva in spazi dedicati, non giudicanti, con professionisti formati e la disponibilità di metodi contraccettivi gratuiti sono risultate essere le più efficaci a ridurre le gravidanze inaspettate.

Prevenire è meglio che combattere

L’idea di fondo è che se si danno gli strumenti per evitare di arrivare alle situazioni dove si sceglie di abortire si possa effettivamente ridurre il numero di aborti – meno gravidanze indesiderate –> meno aborti – soprattutto in quella fascia di età dove il rischio è maggiore.

Se il provvedimento avrà effetti positivi, cioè la riduzione del numero di interruzioni di gravidanza, lo vedremo nei mesi a venire. Certo che se quando postate notizie vere metteste anche i link agli articoli sarebbe cosa buona e giusta, soprattutto quando si copiaincolla direttamente.

Ricordatevi di amare col cuore, ma per tutto il resto di usare la testa.

neilperri @ butac.it

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