La malattia X che minaccia l’umanità!

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L’articolo di oggi arriva grazie alla segnalazione di un lettore affezionato, il nostro Signor Carunchio. Titola SputnikNews (giornalismo di qualità):

Umanità minacciata dalla “malattia x”

Che nelle prime righe ci racconta:

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avvertito della comparsa della micidiale “malattia X”, riporta il Daily Star. Come raccontato al tabloid inglese dal direttore del consiglio di ricerca norvegese e consulente scientifico dell’OMS Jon-Arne Rottingen, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha diffuso un avvertimento tra i medici su una nuova malattia epidemica provocata da un agente sconosciuto.

Se cerchiamo come ha fatto Signor Carunchio ci accorgiamo che Sputnik non è l’unica testata ad aver riportato questa notizia. Su BLOGO:

Cos’è la Malattia X e perché per l’OMS è pericolosa più di Ebola e Zika

su Blasting News:

Malattia X: ecco l’epidemia che sta spaventando il mondo

Ma davvero siamo di fronte ad una terribile malattia di cui si sa poco o niente?

Cosa cerco di trasmettervi da anni?

Non fate gli spiritosi, non sto parlando di malattie trasmissibili sessualmente…

…parlo ovviamente dell’amore per le fonti.

Tutti bene o male citano l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS-WHO). Nessuna delle testate qui sopra però la linka direttamente, strano eh…

Sia chiar, l’OMS parla per davvero di questa misteriosa Malattia X, ma spiega perfettamente a cosa sta facendo riferimento:

Disease X represents the knowledge that a serious international epidemic could be caused by a pathogen currently unknown to cause human disease, and so the R&D Blueprint explicitly seeks to enable cross-cutting R&D preparedness that is also relevant for an unknown “Disease X” as far as possible.

Che tradotto:

La malattia X rappresenta la consapevolezza che una grave epidemia internazionale potrebbe essere causata da un agente patogeno, di cui al momento non si è consapevoli che possa causare malattie umane; pertanto il Progetto di ricerca e sviluppo mira esplicitamente a consentire una preparazione trasversale che sia il più possibile rilevante anche per una “malattia X” sconosciuta.

Che tradotto in parole più semplici significa che non esiste una malattia X di alcun genere al momento, ma si ipotizza che possa essere scoperto un agente patogeno finora sconosciuto che possa (proprio perché sconosciuto) causare un’epidemia nel genere umano. Come spiega l’OMS:

Questo strumento cerca di identificare quelle malattie che rappresentano un rischio per la salute pubblica a causa del loro potenziale epidemico e per le quali non esistono o non sono sufficienti le contromisure.

Quindi la malattia X non è altro che un segnaposto per ricordare che oltre a quelli esistenti è possibile che ci siano patogeni ancora sconosciuti che, proprio in quanto sconosciuti, potrebbero essere causa di importanti epidemie. Tenerlo presente è importante se si fa ricerca nel settore.

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Marta Musso su WIRED riassume molto bene la questione:

L’inserimento, da parte dell’Oms, della malattia X nella lista degli agenti più pericolosi, ha come obiettivo quello di spronare i governi e le funzioni pubbliche a prepararsi anche su tipi di minacce inaspettate e trovare eventuali soluzioni: molte epidemie, infatti, si diffondono senza essere annunciate prima e ciò che consente a un agente patogeno di passare da casi isolati a un’epidemia sono sistemi sanitari difettosi.

Blasting News, SputinkNews, Daily Star e gli altri, invece, hanno fatto sensazionalismo. Ma non dobbiamo stupirci, sanno di avere lettori che non hanno alcun interesse ad approfondire e si fidano di notizie alla carlona

maicolengel at butac punto it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.