VITAPOSTMORTEM

Il Corriere della sera nella rubrica Neuro Scienze ieri ha pubblicato un lungo articolo dedicato alle ricerche del Dott. Sam Parnia, ricerche che hanno portato al titolo del loro articolo:

Vita oltre la morte: i dati di uno studio su migliaia di persone

Lo studio è reale, ed è iniziato anni fa, è strano che solo in questi due giorni siano stati pubblicati articoli l’uno fotocopia dell’altro su tantissime testate internazionli. Gli articoli sono davvero tutti uno copia dell’altro, chi taglia qualcosa chi aggiunge qualche immagine suggestiva, ma quale che sia la traduzione tutti riportano le stesse identiche informazioni. Informazioni che in realtà era possibile trovare anche sulla stessa wikipedia. Difatti sembra che sia almeno dal 2003 che Sam Parnia e il suo team lavorino alla cosa, tanto da aver fatto (con la BBC) un documentario intitolato “The day I died” (sempre nel 2003). A guardarlo riporta più o meno le stesse identiche cose, riportate in formato fotocopia su tante testate oggi. La cosa mi lascia interdetto, sono passati 11 anni, le informazioni raccolte non sono cambiate, si tratta di supposizioni basate sui racconti dei resuscitati, nulla di meno scientifico, non esistono test scientifici, non esiste attività cerebrale, non c’è nulla, a parte il racconto dei pazienti.

Mi sembra molto poco per scriverci un intero articolo su NeuroScienze, mi sbaglierò ma mi pare si tratti di una qualche “velina” uscita su qualche agenzia di stampa e ripresa come oro colato da tutti, notizia ghiotta per quanti lettori può attirare, anche se senza alcun vero fondamento scientifico. Ma allora perché inserirla in un contesto serio? Perché non metterla sotto le pagine di religione ad esempio, o istituire una sezione intitolata Curiosità dal mondo. Almeno uno arriva, sa che sta per leggere qualcosa che non ha come fonte il giornalista, sa che non c’è stata fatta alcuna verifica, e magari lo legge comunque, ma senza pensare si tratti di vera scienza.

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Sia chiaro, il Dott. Parnia mi sembra una persona seria, sono sicuro che le interviste che ha fatto coi pazienti sono state riportate nella maniera corretta.

Ma una cosa non viene detta quasi da nessuno degli autori negli articoli fotocopia che ho visto circolare.

In parallelo agli studi di Parnia si sono fatti altri studi, per provare se l’esperienza extracorporea provata dai pazienti di Parnia fosse o meno credibile. Quindi nelle sale operatorie di alcune strutture sono stati messi simboli, disegni, monitor con segnali, visibili solo dall’alto, dal punto di vista che spesso le interviste di Parnia rilevavano come posizione per una Out of Body Experience. Questi simboli/segnali/oggetti erano in posizioni osservabili solo dal soffitto della sala operatoria, ma in 4 anni di test ed interviste NESSUN paziente ha riportato d’averli visti, nessuno di quelli che sostenevano di avere avuto un esperienza extra corporea, la conclusione dello studio pertanto è che si tratti di pazienti che hanno avuto stati di allucinazione, e non esperienze vere di Vita dopo la morte. Quindi in tanti sostenevano di aver visto la sala operatoria dall’alto, mentre venivano operati, ma in realtà nessuno di questi poteva aver avuto veramente quel viaggio(non accorgendosi del segnale messo li apposta per loro), ma solo averlo vissuto in uno stato d’allucinazione.

Non è che Parnia sta per uscire con un nuovo libro/documentario e si è scelto di mettere in circolazione nuove storie anche senza nuovo materiale? Sia chiaro questa è un’ilazione mia, dettata dalla malizia, ma vedere tutti riportare le stesse cose mi ha lasciato un po’ stranito!

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