30MILAGRAZIE copy

Quando ho cominciato la mia avventura su BUTAC ero ancora il “pivellino” di turno, la redazione era ancora composta da due persone – tre, contando la “presenza” del buon Paolo – e avevamo la metà dei like di oggi.
La mia collaborazione iniziò con un articolo sull’ADHD: era scialbo e immaturo, patetico nella formulazione, lontanissimo dagli standard. Di lì a poco ricevetti le mie prime critiche, per fortuna non una pioggia, ma c’era qualcosa di diverso. Erano critiche costruttive, ben mirate, avanzate da chi nutriva amore per la corretta informazione. Non c’erano insulti né denigrazioni: solo consigli, suggerimenti, aiuti. Gente che capiva il mio livello e voleva elevarmi al loro.
Da quel giorno le bufale si sono susseguite ogni giorno. Tra alti e bassi, la mia “carriera” di “debunker prezzolato e colluso” ha preso vie che mai avrei considerato prima. Tutto ciò che sapevo era parziale, vittima delle bias e di fallacie logiche personali. Ho tentato di dimostrare questa fallibilità nella percezione nel corso dei miei articoli, cercando anche di intrattenere chi leggeva i miei muri di testo.
Quando ero convinto di essere finalmente migliorato, di non avere più nulla da correggere, c’è sempre stato qualcuno pronto a bacchettarmi e a riportarmi sulla retta via. E così, quando ero convinto che nessuno avrebbe letto le mie parole, è sempre apparso qualcuno pronto a ricambiare il nostro lavoro, come anche il mio.

Ero contento, e sono contento.

I mesi che ho trascorso come sbufalatore e, di recente, come correttore di bozze e proofreader di alcuni articoli, mi hanno permesso di capire il motore e la benzina di questo splendido sito, il più bello del mondo per il sottoscritto: i lettori e i fans su Facebook. BUTAC è una community di persone in carne, ossa e idee; a prescindere dalle loro idee, la maggior parte di loro sono animati dalla voglia di confrontarsi e mettersi in gioco. Discutono per comprendere, non per far soccombere il prossimo. Chiunque si comporta in maniera scorretta viene subito identificato come “un pessimo esempio” da evitare.

BUTAC ha dalla sua una community matura e questa è la più grande soddisfazione che si possa mai avere. Per questo oggi mi faccio piccolo piccolo, mi avvicino a voi con timore reverenziale e vi chiedo un abbraccio. E grazie. Trentamila volte grazie. Perché sbufalare è un cammino lento e difficile, ma siete una buona compagnia e le chiacchiere non vengono mai meno. Se sono cresciuto è stato merito vostro; se BUTAC cresce e matura, lo fa seguendo anche il vostro esempio. Tutti i miei sforzi sono dedicati a voi lettori, passati presenti e futuri.

Grazie a voi, la più bella famiglia allargata che si possa mai desiderare!

Il Ninth


Non ricordo come arrivai su Bufale Un Tanto Al Chilo, forse attraverso Lega Nerd, ma da quel momento diventò una mia fermata fissa quotidiana su Facebook. Nonostante bazzichi su Internet sin dagli albori, non mi sono mai interessato a quello che viene definito il  “complottismo” online. In realtà, da grande fan di The X-Files, collezionista di X Factor e divoratore di libri su antiche civiltà, Annunaki e teorie alternative su Gesù – da cui ha copiato spudoratamente Dan Brown – sono sempre stato aperto a “punti di vista alternativi”, senza però rinunciare a scetticismo e razionalità. Dopo aver divorato Perle Complottiste, ho scoperto quanti cialtroni e persone pericolose esistono sul web: quando Maicolengel mi ha chiesto di provare a scrivere un pezzo per BUTAC, non ho potuto rifiutare.

Da Febbraio ad oggi ho scritto un centinaio di pezzi: alcuni semplici che hanno riscosso un grande successo, altri che hanno richiesto molto lavoro che sono rimasti di nicchia. Basta che anche una sola persona legga per raggiungere il nostro obiettivo, cioè la corretta informazione. Ho ricevuto complimenti, sono stato citato da Wikipedia; ho partecipato ad una serata di informazione sulle bufale, sono stato citato su vari siti di informazione e quotidiani. Grandi soddisfazioni. Ho anche ricevuto anche una discreta quantità d’insulti, ma questo non mi ha mai fermato.

Noi autori dedichiamo molto del nostro tempo libero a Butac e ogni giorno riceviamo messaggi e mail di supporto. Non siamo persone speciali: siamo persone normali come voi lettori, solo un po’ più testarde. Siamo passati da un piccolo blog ad un vero e proprio sito che raccoglie quotidianamente migliaia di persone a visita, riempiendoci di orgoglio.

Grazie a tutti.

Neil


(Il Dottor PA non si aspettava arrivassimo ai 30mila oggi, ed è via per un weekend in montagna. Ma ha lasciato questo scritto per noi! – maicolengel)

“Ho incominciato a scrivere per BUTAC da poco tempo, ma già mi sento legato a filo doppio con i ragazzi che lavorano per creare sempre pezzi attuali e soprattutto che creano una corretta informazione! Ma oggi voglio ringraziare tutti voi, 30000 persone sono una piccola città, una piccola popolazione che ci fa capire ogni giorno la necessità di Dialogo e confronto su mille tematiche differenti. BUTAC sta diventando grande e lo dobbiamo a voi!

Grazie a tutti voi e a presto,

DottPA”