panecirco

Lola ed io abbiamo una certa affinità nell’andare a scovare le bufale. Capita così che scriviamo in contemporanea sullo stesso argomento. Quanto segue è il risultato di un lavoro “involontario” a quattro mani.

Il sito Pane e Circo (www paneecirco com) è uno dei classici che vanno a destinarsi a chi crede di curare tutto esclusivamente con gli alimenti. Ben inteso: è vero che la salute comincia a tavola, tutti noi sappiamo come l’alimentazione possa allungarti o accorciarti la vita. Ma pensare che TUTTO si curi a tavola è una fissazione che oggi troppa gente ha radicata nel cervello: un rotavirus, una bronchite acuta o un tumore sono malattie che molto difficilmente potranno scomparire solo con l’alimentazione, anche la più corretta possibile.

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Un esempio è il fantomatico sciroppo di miele, aceto, aglio e acqua sbandierato come “10 volte più potente della penicillina”: alla prossima infezione da stafilococchi o streptococchi, provate a usarlo al posto delle medicine e ditemi come va a finire. Per la sua penicillina, Fleming nel 1945 prese il premio Nobel per la medicina, mentre a questi novelli “maghi” bisognerebbe dare il Premio Nobel per la fuffa.
Oggi ci occupiamo di ribollita… No, non QUELLA ribollita, ma della banalissima acqua ribollita.

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Sull’acqua se ne dicono tante (di bufale): che si può magnetizzare, che può essere resa in forma esagonale, che ha una memoria selettiva e adesso anche che non deve essere ribollita.

Tralasciamo l’introduzione e veniamo al succo. Innanzitutto gli amici di Pane e Circo ci spiegano cosa succede all’acqua quando viene bollita una seconda volta:

Quando l’acqua viene portata ad ebollizione la sua composizione chimica cambia. Questa è una cosa positiva poiché i composti volatili evaporano e i gas si dissolvono. Questo è il motivo per cui è sicuro bere l’acqua bollitaNel caso in cui si decida di bollire nuovamente acqua distillata deionizzata, non accadrà nulla. Tuttavia, l’acqua normale contiene gas e minerali disciolti. Se l’acqua viene lasciata bollire troppo a lungo o viene ribollita, i composti chimici si modificano e cambiano in peggio. Bollire l’acqua più volte o lasciare bollire l’acqua per troppo tempo, porta ad un accumulo di sostanze chimiche nocive, che verranno successivamente ingerite nel nostro corpo, anziché sbarazzarci di esse.

Queste sostanze chimiche nocive comprendono generalmente arsenico, nitrati, e fluoruro. Anche i minerali più importanti per la nostra salute possono diventare dannosi quando si accumulano. I sali di calcio per esempio possono portare a calcoli renali e biliari se consumati in grandi quantità.

In parte quanto dice è vero: quando l’acqua arriva alla temperatura di ebollizione (100°C per l’acqua distillata, appena poco sopra per l’acqua potabile vista la presenza di sali minerali in essa disciolti) avviene il passaggio di stato definito come vaporizzazione: da liquido ad aeriforme (gas o vapore).  Eventuali sostanze con volatilità pari a quella dell’acqua e in quest’ultima disciolte vaporizzerebbero ed evaporerebbero assieme al liquido base. Solitamente però dette sostanze hanno una volatilità inferiore a quella dell’acqua (esempio il cloro, che comunque non è una sostanza ma un elemento della tavola periodica degli elementi) che di conseguenza vaporizzano molto prima: infatti il cloro (che vaporizza a -34°C)  inizia la sua separazione dall’acqua già all’uscita del rubinetto, in quanto non più mantenuto in pressione. Ça va sans dire che se durante la prima bollitura dette sostanze non dovessero essere evaporate del tutto, i residui rimasti evaporerebbero con la seconda. Però è ben difficile che nell’acqua potabile, in quanto tale, ci siano composti volatili pericolosi in quantità superiore alla norma. La bollitura dell’acqua quindi, accelera la vaporizzazione degli elementi volatili, infatti per eliminare il cloro non serve farla bollire, in quanto, come abbiamo già visto, esso vaporizza (a pressione ambiente) parecchio sottozero.

Anche la frase successiva in parte è vera. In pratica il discorso dovrebbe stare, secondo l’autore dell’articolo, in questi termini: ogni litro di acqua contiene x sostanze nocive non volatili. Se io faccio evaporare 100 litri di acqua, fino ad ottenerne 1, tali sostanze , nel mio litro di acqua, saranno 100 volte più alte. Bollire la stessa acqua più volte quindi porta a un accumulo delle sostanze non volatili in essa disciolte. Suvvia, non ci vuole un genio a capirlo, è una banalissima concentrazione di sostanze, ma attenzione, la loro quantità totale non cambia. Se inizialmente in un litro di acqua avevo 1 grammo di sostanze non volatili e faccio evaporare mezzo litro di acqua, le sostanze non volatili saranno sempre 1 grammo, non è che raddoppiano magicamente [Maicol, mi presteresti un anellino in oro o in platino che lo sminuzzo in acqua e tra un paio di settimane te ne riporto almeno un paio di kg!!! ho trovato il modo per diventare ricca!!! ndTS].
Le sostanze chimiche che possiamo trovare disciolte nell’acqua sono davvero tante. Limitarsi ad arsenico, nitrati e “fluoruro” (sic!) è molto riduttivo [Fluoruro? Hai detto fluoruro? Ma di cosa stanno parlando? Fluoruro di calcio? Di sodio? Fluoruro di…??? ndLola]. Del fluoro ne abbiamo parlato qui, qui e qui, mentre dell’arsenico nelle acque potabili ne parlammo principalmente qui. Il DL 31/2001 “Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano” stabilisce nell’allegato I parte B anche i limiti di sostanze nocive nell’acqua. Prendiamo ad esempio l’arsenico (As): la tollerabilità è di 10 μg/l. Significa che se la mia acqua ne contiene 9 io posso berla. Nel 2° rapporto semestrale 2015 di Hera (gestore della rete idrica in Emilia Romagna) relativo al II bimestre 2015 (luglio-dicembre) il valore dell’ As è inferiore a 1 μg/l, dieci volte meno del limite stabilito dalla legge.

Vediamo allora di capire cosa sono i nitrati e i sali di calcio.

Lo ione (NO3) proviene dalla dissociazione completa dell’acido nitrico HNO3 o dei nitrati quando sono sciolti in acqua. Ciò avviene secondo la seguente formula:

HNO3 + H2O → H3O+ +  (NO3)

Poiché l’acido nitrico è un acido forte, lo ione nitrato presenta soltanto ridottissime proprietà basiche. Per questo motivo i suoi sali (i nitrati), con metalli alcalino-terrosi e di transizione, sono tutti idrosolubili e hanno spesso pH acido in soluzione acquosa. I nitrati sono naturalmente contenuti nell’acqua; la loro concentrazione dipende da numerosi fattori, tra cui anche (ma non solo) le attività umane. Sono associati però principalmente al consumo di carne, sia perché presenti nella carne lavorata (salumi in primis) come conservanti, sia perché utilizzati come antiossidanti. Sui rischi correlati alla presenza di nitrati nelle acque l’AIRC ha già ampiamente risposto alcuni anni or sono.

Sali di calcio e rischio di calcolosi: vanno fatte alcune precisazioni. Innanzitutto il rischio se esiste è legato ai calcoli renali e non a quelli biliari, infatti il 75-80% dei calcoli della colecisti presentano colesterolo come componente base (“calcoli colesterinici”); solo nel 20% dei casi i calcoli sono formati prevalentemente da carbonati e fosfati di calcio, soprattutto bilirubinato di calcio e per meno del 30% da colesterolo (“calcoli pigmentari”).
Bere acque ricche in sali minerali (cioè con un residuo fisso superiore a 1500mg/L) o calciche (cioè contenenti una quantità di calcio superiore a 150mg/L) a lungo andare e se si è predisposti può causare nefrolitiasi. Dico se si è predisposti perché, se fosse una certezza, nel centro-sud Italia avremmo tutta la popolazione che soffre di calcolosi renale! Le due più famose acque effervescenti naturali hanno livelli di calcio tra i 170 e i 350 mg/L circa.

La seconda parte dell’articolo ribadisce quali sono i rischi dell’acqua ribollita, tirando in ballo anche la ghiandola pineale e il fatto che sia uno dei più grandi segreti nascosti all’umanità; del resto stiamo leggendo un articolo su un sito che si chiama Pane e Circo. Talmente tanto segreta che:

Il primo riferimento alla ghiandola pineale si trova in Galeno (2° secolo d.C.)

E alla fine eccolo, il consiglio su come evitare i danni dell’acqua ribollita:

Un modo per combattere questo è attraverso l’osmosi inversa o la distillazione dell’acqua. Quest’ultima opzione è sicuramente più economica.

Geniale! L’osmosi inversa

è il processo in cui si forza il passaggio delle molecole di solvente dalla soluzione più concentrata alla soluzione meno concentrata ottenuto applicando alla soluzione più concentrata una pressione maggiore della pressione osmotica. In pratica, l’osmosi inversa viene realizzata con una membrana che trattiene il soluto da una parte impedendone il passaggio e permette di ricavare il solvente puro dall’altra. Questo fenomeno non è spontaneo e richiede il compimento di un lavoro meccanico pari a quello necessario per annullare l’effetto della pressione osmotica.

Questo processo non è propriamente economico, a partire dall’impianto che devo installare in casa. Infatti come si vede i prezzi oscillano da poche decine di euro per un impianto dedicato agli acquari fino al migliaio di euro per gli impianti migliori. E mi sono limitata ad una banale ricerca su Google. Aprendo il link del primo depuratore si possono vedere anche le prestazioni: tra il 98 e il 99% di qualsiasi elemento/composto viene eliminato. Con buona pace del mio portafoglio e della mia sete perché dopo aver tolto tutto DEVO rimetterne una parte: l’acqua ottenuta non toglie la sete, non disseta proprio!

L’acqua demineralizzata (alias deionizzata, distillata, demi ecc ecc) per il nostro organismo è inutile, se non dannosa.

Concludiamo con una constatazione: un sito che per farti leggere i contenuti elemosina “like” srufianando i visitatori con un “a noi ci piaci” senza sapere se chi legge la pagina sia il più simpatico del mondo o il peggior gaglioffo in circolazione, ci sembra un po’ come accattonare consensi. E considerate le fesserie che scrive ci chiediamo se non dovrebbe cambiare il nome del dominio da “Pane e Circo” a solo “Circo”: è questo infatti il luogo dove secondo noi dovrebbero lavorare gli autori, e non come domatori o saltimbanco!Panecirco

Se noi ti piacciamo, tu a noi non ci piaci! C’è un bottone da premere per questo?

Lola Fox & Thunderstruck

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