Sei russa? Non ti vendo l’acqua

Qualche considerazione sull'ultimo video diventato virale sui social, quello della signora russa a cui non viene venduta l'acqua all'aeroporto

maicolengel butac 20 Feb 2024
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C’è un video che sta circolando in rete, ve lo linko su YouTube, ma non vorrei dargli ulteriore visibilità. Vi riporto la trascrizione – realizzata in automatico e quindi senza punteggiatura – di quanto ci viene raccontato nel suddetto video:

Ciao ragazzi Questa la dovete sapere potete anche diffonderla se volete Io mi trovo a Fiumicino Adesso non so come farvelo vedere ma sono veramente a Fiumicino Fiumicino aeroporto volevo comprarmi un’acqua perché qui fa un po’ calduccio vado alla cassa con quest’acqua la ragazza mi chiede come la prassi vuole di darle la carta di imbarco e io dico pago in contanti va bene la collega seduta a fianco sente questo discorso e dice Aspetta aspetta chiedi se Ah mi fa lei va a Yerevan? dico sì Aspetta aspetta chiedi se la signorina c’ha il passaporto Russo mi fa C‘ha il passaporto Russo? dico Sì glielo devo far vedere? No no Mi dispiace ma io non posso venderle l’acqua dico Scusi mi dispiace non posso venderle l’acqua dico e perché Ah perché ha il passaporto Russo Cioè dico Mi scusi per quale motivo dico capisco che se questa è la regola non l’avete inventata voi ma Potete darmi almeno qualche indizio dove l’avete presa il numero della legge o cosa la collega con una faccia un po’ così Vada a leggere sul sito del Ministero degli Esteri c’è scritto tutto Dico quindi non posso prendere l’acqua? No non può prendere proprio niente Non possiamo vendere nulla dico cioè mi scusi ma mi sembra una cosa un po’ assurda no? Io c’ho il permesso di soggiorno in Italia io 10 anni che pago le tasse in Italia. Mi dispiace c’è il passaporto Russo non le possiamo vendere né l’acqua né nessun’altra cosa che vede qui. e dico Ma perché dico io ho gli stessi diritti degli italiani perché sono qui da da da più di 10 anni? Per quello che avete fatto! e io qui guardate ragazzi cioè è vero che l’eguaglianza è per tutti ma c’è sempre qualcuno più uguale degli altri Quindi io sono scioccata dico Quindi io a Roma non posso comprarmi un’acqua perché sono russa ma cioè Ditemi voi io non so neanche come commentarlo.

Anche io non so come commentare il video.

La prima cosa da dire è che un video dove una persona sostiene una cosa senza portare una singola prova che la dimostri è di per sé un video che non andrebbe mai e poi mai diffuso. Perché, senza prove che le cose siano andate come raccontato, automaticamente il video diventa diffamante nei confronti dei dipendenti dell’aeroporto di Fiumicino. Ovviamente non esiste una legge che vieta di vendere prodotti a chi ha un passaporto russo, se davvero ci sono persone che pensano che ci sia una legge del genere sono in errore.

La seconda cosa da dire però è che, pur ritenendo molto strano quanto raccontato – un dipendente che rifiuta di servire un cliente rischia il licenziamento con validi motivi -, episodi di intolleranza possono capitare, anche in un Paese come il nostro. Non parlo di razzismo a cui purtroppo siamo abituati qui su BUTAC, ma di vera e propria intolleranza verso questa o quell’altra nazionalità, verso questa o quell’altra confessione religiosa.

Stiamo diventando sempre meno tolleranti, anche per colpa di un giornalismo becero che spinge sempre di più le narrazioni che ci mettono gli uni contro gli altri.

Quando è scoppiata la guerra in Ucraina ho messo un cartello nella vetrina della mia attività, un cartello che riportava questa frase:

NOI STIAMO CON L’UCRAINA

E CON LA POPOLAZIONE CIVILE DI ENTRAMBI I PAESI, VISTO CHE SONO VITTIME INNOCENTI COINVOLTE IN UN’ASSURDA GUERRA CHE NON HANNO CHIESTO.

NON DIMENTICHIAMOLO

Noi non possiamo sapere se la signorina sia stata realmente vittima di intolleranza all’aeroporto di Fiumicino, e condividere il suo video (o articoli che ne parlino) senza ulteriori prove è a nostro avviso sbagliato.

Quello che andrebbe fatto è denunciare le persone che si fossero comportate in questa maniera alle autorità e ai loro datori di lavoro. Sia chiaro, una qualche forma di denuncia è stata fatta, visto che – come riporta la stessa donna sul suo canale Telegram – ha ricevuto un messaggio di scuse da parte della direzione dell’aeroporto:

La donna nel video si chiama Anna Larina, traduttrice in Italia da dieci anni, e ha un canale Telegram dove non pare prendere specifiche posizioni politiche (che in questo momento è già tanto). Della vicenda ne ha parlato anche Roma Today.

Per non lasciare nulla di non detto esiste anche la possibilità che il video sia un modo per diffondere disinformazione russofila ma Anna Larina, per quanto ho potuto vedere sui suoi profili social, mi è sembrata lontana da questo modo di fare, che invece abbiamo potuto purtroppo vedere in altri soggetti in altri casi.

maicolengel at butac punto it

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