Sfiorata la Terza guerra mondiale
I servizi segreti russi accusano l'Ucraina di aver organizzato un attentato all'ambasciatore britannico a Mosca, ma - sorprendentemente! - non mostrano alcuna prova di questo evento che, sempre secondo l'FSB, avrebbe rischiato di far scoppiare la Terza guerra mondiale

Sventato attentato all’ambasciatore britannico – o perlomeno queste sono le parole che dal 10 settembre stanno circolando sul web insieme a un video di RT.

Nel video si vede per l’appunto l’arresto di un soggetto, del quale non è dato sapere chi sia e cosa stesse facendo. A raccontarlo sono i post con cui il video viene fatto circolare; vi riporto il testo di quello che avete segnalato a noi, pubblicato sulla bacheca Facebook di tal Stefano Moretti – personaggio pubblico (non ho idea di chi sia, ma lui usa quella definizione di sé):
MOSCA, SFIORATA LA TERZA GUERRA MONDIALE: SVENTATO ATTENTATO ALL’AMBASCIATORE BRITANNICO 💣🇬🇧
Un fatto di una gravità sconvolgente, un’azione sconsiderata che ha portato l’intera umanità a un passo dal baratro di un conflitto globale distruttivo. I servizi di sicurezza russi (FSB) hanno arrestato a Mosca un cittadino russo, addetto alla sicurezza dell’ambasciata del Regno Unito, accusato di aver pianificato l’assassinio dell’ambasciatore britannico Nigel Casey. Un complotto macabro e ad altissimo rischio, orchestrato – secondo la ricostruzione dell’FSB – dall’intelligence ucraina con la mediazione del blogger Dmytro Karpenko.
L’operazione puntava a eliminare il massimo diplomatico di Londra in Russia facendo ricadere la colpa sul Cremlino. L’obiettivo era chiaro e agghiacciante: scatenare la rabbia del Regno Unito, forzare la mano alla NATO e trascinare direttamente le potenze occidentali in una guerra aperta e totale contro Mosca. Se il piano avesse avuto successo, la reazione a catena sarebbe stata irrefrenabile, innescando formalmente la Terza Guerra Mondiale.
Questa terribile provocazione dimostra come il conflitto si stia spostando su livelli d’ombra spietati, dove il prezzo da pagare per un singolo atto di sabotaggio avrebbe potuto essere la catastrofe nucleare e la distruzione globale. L’eliminazione dell’ambasciatore avrebbe azzerato ogni spazio di diplomazia, trasformando una guerra regionale in una carneficina planetaria senza ritorno.
L’arresto all’interno dell’ambasciata ha evitato per un soffio il punto di non ritorno, ma l’episodio lascia un’ombra cupa sul futuro. Si è trattato del momento più pericoloso e critico dalla fine della Guerra Fredda: una scintilla controllata per un soffio, che avrebbe potuto incendiare il mondo intero e segnare il destino dell’intera civilizzazione.
#Mosca #TerzaGuerraMondiale #FSB #Geopolitica
Il racconto anche in questo caso sembra la bozza, abbastanza brutta, della sceneggiatura di un film. Lo ammetto, un film che non ci tengo a vedere.
Cosa c’è di verificato?
Nulla, l’unica cosa che si può raccontare è che l’FSB sostiene di aver sventato un piano ucraino contro l’ambasciatore britannico. Ma appunto si tratta di una dichiarazione che circola sul web russo, senza alcuna prova di quanto affermato; non che la cosa ci sorprenda, anzi. Di notizie simili il web russo è stracolmo, come hanno spiegato più soggetti nel corso degli anni. La propaganda russa parte proprio dal disinformare i propri cittadini, convincendoli del complotto contro di loro ordito in primis dall’attuale nemico pubblico numero uno: Zelensky, a seguire tutti i governi di quei Paesi che si ostinano ad appoggiare l’Ucraina, e ovviamente la NATO.
L’articolo 5 della NATO
Il post lascia intendere che se Nigel Casey fosse stato ucciso nel corso di quest’attentato sarebbe scattato l’articolo 5 della NATO e di rimando sarebbe cominciata la Terza Guerra Mondiale. Ma le cose non stanno esattamente così.
L’assassinio di un ambasciatore britannico a Mosca sarebbe sicuramente un fatto gravissimo e provocherebbe una crisi internazionale enorme. Ma non avrebbe automaticamente “innescato formalmente” l’articolo 5 della NATO, né tantomeno una guerra NATO-Russia.
L’articolo 5 riguarda un attacco armato contro uno Stato membro e va letto insieme all’articolo 6, che ne delimita anche l’ambito geografico. Inoltre la stessa NATO precisa che l’esistenza di un “armed attack” viene valutata caso per caso e che lo Stato colpito deve chiedere o consentire un’azione collettiva. Anche quando l’articolo 5 viene invocato, ciascun alleato adotta “l’azione che giudicherà necessaria”: non significa automaticamente dichiarazione di guerra o risposta nucleare.
Sostenere che ci sarebbe stata una “reazione a catena irrefrenabile” che avrebbe in breve portato a una “catastrofe nucleare” è proprio il genere di messaggio che al Cremlino fa comodo che passi, almeno verso i suoi cittadini, che devono vivere convinti che il governo russo stia facendo il meglio per loro.
L’analisi del New York Times
La notizia è stata riportata anche dal New York Times, con le molle, e spiegando fin da subito che si tratta di una notizia che non trova riscontro in prove verificabili da fonti indipendenti. A questo i cronisti del NYT aggiungono che nell’unico video rilasciato dall’FSB in cui sembrano interrogare l’arrestato, l’uomo pare recitare un copione a memoria:
Speaking in sentences that sounded memorized, the man claimed to have been spying on British diplomats and providing the information to Dmytro Karpenko, a well-known Ukrainian blogger who interviews Russian prisoners of war in videos he posts online.
The man said the information was being gathered so the Ukrainian government could carry out acts of sabotage against the British ambassador, as well as against his residence and the embassy.
L’arresto all’interno dell’ambasciata
Quello però che possiamo confermare è che se l’arresto fosse avvenuto all’interno dell’Ambasciata sarebbe stato fatto da uomini dei servizi britannici, e sui quotidiani britannici ne sarebbe data notizia con molto risalto. E invece tale notizia nel Regno Unito è praticamente inesistente.
Quello invece che sappiamo con certezza è che l’Ambasciatore russo a Vasto ha un amico in più:

Concludendo
So bene che quanto sopra non è un fact check: non è possibile farne uno, perché per fare un fact check servono fatti da verificare e qui di fatti non ce ne sono. Quello che possiamo dire è che la frase “FSB accusa l’Ucraina di aver progettato un attentato” è corretta – ma è appunto l’accusa di FSB e null’altro – mentre “sventata per un soffio la Terza guerra mondiale” non lo è. Sta all’FBS dimostrare che quanto raccontano sia vero, non a noi cercare prove che non sono state mostrate.
maicolengel at butac punto it
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