Gonçalves, Tenconi: tutte rappresentazioni dello stesso odio

Come sfruttare la religione per radicalizzare le masse

maicolengel butac 4 Set 2026
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L’articolo di oggi partiva da un video che ci era stato segnalato, video che ha per protagonista un portoghese di cui avevamo parlato sui social qualche tempo fa. Un estremista di destra che ama provocare fuori di camera, per poi accendere la telecamera e riprendere la reazione di chi ha provocato. Si tratta di una strategia che vediamo mettere in pratica anche ad alcuni autonominati influencer italiani, ma in generale si tratta di un modus operandi che si ripete da qualche tempo e serve a parlare alle pance dell’elettorato. L’articolo che volevo scrivere avrebbe spiegato solo questo, ma poi – come succede spesso quando mi metto a fare indagini online – ho trovato altri video, che partono dallo stesso identico sentimento populista, e purtroppo se ne trovano a iosa. Ma un conto è quando a farli sono soggetti come come Guido Giacomo Gattai, “filosofo radical shock” che condivide il video dove Afonso viene “arrestato per aver cantato l’inno portoghese”:

Portoghese arrestato per aver cantato l’inno portoghese

Un conto è se invece si tratta di un video condiviso da una europarlamentare, pagata dalle tasse di tutti, che ci racconta nella maniera sbagliata una storia di discriminazione religiosa:

Ora attaccano le nostre processioni

Nel primo caso abbiamo un cittadino con una visibilità limitata che condivide un contenuto populista, disinformativo, mentre nel secondo caso abbiamo una rappresentante del nostro Paese al Parlamento Europeo che si macchia di malinformazione.

In realtà entrambi i video sono malinformazione, visto che omettono il contesto, mutando il senso di quanto si vede negli estratti, e di contenuti simili al momento ne vediamo riversare in rete a valanga, consci che nessuno si piglierà la briga di andarli a verificare.

Afonso e l’inno nazionale

No, Afonso non è stato arrestato per aver cantato l’inno nazionale, ma per essersi presentato in una piazza in cui si teneva una processione religiosa con regolare autorizzazione e aver acceso un altoparlante con cui, cantando l’inno portoghese, cercava di sovrastare la processione in corso. La manifestazione era chiaramente di una religione diversa da quella cristiana, e sarebbe successa la stessa cosa a ruoli invertiti, ma raramente capita che chi fa processioni cristiane in Europa, con regolare permesso, subisca i cori di altri. Afonso è un estremista di destra, populista, che da tempo fa questo: va, provoca, riprende e condivide solo la parte finale dei suoi interventi, quella che serve a indignare chi lo segue. Afonso Gonçalves non nasconde la natura dell’azione: nei suoi stessi canali spiega che “protesto contro la marcia dei musulmani”. Quindi la versione successiva “mi hanno arrestato perché cantavo l’inno” è già smentita dalla sua cronologia narrativa.

Perché prima i suoi canali Telegram raccontano che:

🚨 Afonso Gonçalves foi esta tarde DETIDO por protestar pacificamente contra uma manifestação de radicais xiitas islâmicos. Entretanto foi libertado, tendo sido apreendido o seu telemóvel PESSOAL e dois megafones.
Portugal bateu no fundo. Vídeos 🔜

Post in cui ovviamente chiede anche soldini ai suoi tanti follower. Poi magicamente la narrazione cambia e comincia a parlare solo dell’arresto per aver cantato l’inno durante una manifestazione di “islamisti estremisti”. Peccato che si trattasse di una normale processione religiosa musulmana, come, nei Paesi normali, vengono permesse ai fedeli di varie religioni.

Un po’ come se io andassi alla processione della Madonna di San Luca a Bologna con un boombox e mi mettessi a suonare i pezzi di Cremonini mentre la stessa passa da Porta Saragozza, credete mi abbraccerebbero con affetto o che mi riempirebbero d’insulti? Chissà, magari i fan di Cesare – o di Afonso – verrebbero a difendermi.

La “processione religiosa” in UK

Passiamo all’altra vicenda, quella raccontata da Isabella Tovaglieri. La nostra europarlamentare ci racconta di una processione religiosa, il problema è che quella che vedete nel video non era una normale processione organizzata da una chiesa o da una comunità religiosa, bensì un evento organizzato da UKIP, partito nazionalista e populista britannico oggi guidato da Nick Tenconi, che era presente in testa al corteo. Corteo in cui ha radunato i propri affiliati in quella che hanno chiamato una “Walk with Jesus”, una passeggiata con Gesù che avrebbe dovuto tenersi in Edgware Road, strada centrale di Londra piena di attività in mano a proprietari di etnie mediorientali.

Tenconi non è nuovo a questo genere di iniziative. Nell’ottobre 2025 UKIP aveva cercato di organizzare a Whitechapel, quartiere londinese con una delle più alte percentuali di residenti musulmani, una manifestazione presentata come “mass deportations tour”, invitando i sostenitori a “reclamare Whitechapel dagli islamisti”. La Metropolitan Police impose che l’evento venisse spostato altrove, spiegando che nella zona esisteva una concreta possibilità di gravi disordini.

Per capirci, se domani Matteo Salvini organizzasse una manifestazione della Lega in un quartiere a forte presenza musulmana, chiedendo ai suoi seguaci di presentarsi con croci, immagini della Madonna e inni religiosi, noi potremmo certamente descrivere ciò che vediamo come una marcia con contenuti cristiani; sarebbe però sbagliato raccontarla ai nostri lettori come una normale “processione religiosa” dimenticandoci di dire chi l’ha organizzata, perché e in quale contesto politico. Questo è esattamente quello che fa Tovaglieri, e questa è appunto malinformazione.

La radicalizzazione

Questo modo di fare politica porta a un inasprimento degli animi, da entrambi i lati. Perché da una parte abbiamo orde di elettori di destra e centro-destra, incapaci di verificare i fatti, accecati dall’odio verso chi, secondo i loro leader politici, vuole sterminarli tutti in nome della fede islamica. Dall’altro abbiamo stranieri, di religione islamica, che si sentono sempre più odiati e ghettizzati, e in certi casi reagiscono all’odio con altro odio. Come si fa a non capire che tutto questo odio è frutto della radicalizzazione più estrema, e che perlopiù al momento la stessa è spinta dai movimenti di destra? Movimenti che con questo genere di (dis)informazione stanno facendo il gioco tanto caro a Trump e Putin: infrangere il sogno europeo, dividerci, riportarci sul binario di Paesi diversi con governi diversi. Molto più facili da controllare e manipolare, rispetto a quello che invece oggi sarebbe l’Unione Europea.

Ma a noi serve restare uniti, contrastare questa gente non con le armi o con le botte ma con l’informazione, quella fatta bene, quella che racconta il mondo per come è, non per come i politici (ma anche i fedeli delle religioni) vogliono che noi lo vediamo.

maicolengel at butac punto it

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