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Il 2 settembre AIDAA ci delizia con l’ennesima “nota” in cui si tirano le somme della pessima estate che hanno passato i nostri amici pelosi, soprattutto al Sud.

Io vorrei davvero smettere di scrivere questi post, ma finché ci saranno “testate” che riprendono questi “comunicati stampa”, e persone che li condividono e commentano senza rendersi conto che sono basati sul NULLA, almeno due righe continuerò a scriverle.

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Riprendo il post di Quicosenza.it per ringraziarli della velocità con cui hanno prontamente cancellato il commento che ho lasciato loro. Giusto il tempo di andare a cercare il link del Corriere in cui si annunciava la cancellazione di Lorenzo Croce dall’albo dei giornalisti, nel 1992, per aver inventato un’intervista a Bettino Craxi, tanto per far loro capire di chi si tratta quando si parla di AIDAA, e il mio primo commento era già sparito. Bravi!

(Mentre cercavo su Google ho trovato questo – da prendere con le molle perché diverse fonti non sono più online.)

Quindi, una speciale menzione a QuiCosenza per la correttezza e soprattutto la velocità, ma tra i siti che riportano la notizia si trovano Il Secolo XIX, MeteoWeb (che riporta regolarmente le comunicazioni di AIDAA), CheDonna.it e addirittura Wired.

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L’associazione ci diletta con gli ultimi dati sugli abbandoni estivi:

Secondo le segnalazioni raccolte sia attraverso il telefono amico di AIDAA si attraverso le diverse società di gestione delle autostrade e delle strade statali e provinciali italiane nel periodo compreso tra il 20 giugno ed il 31 agosto sulle strade ed autostrade italiane sono stati investiti 2.435 cani di questi 435 sono quelli uccisi. Solo in 446 casi gli automobilisti che hanno investito gli animali si sono fermati per soccorre gli animali feriti o per accertarne la morte.

Abbiamo già parlato l’ultima volta che ci siamo occupati di AIDAA dell’assurdità di volersi ergere a raccoglitore di tutte le segnalazioni di animali abbandonati sull’intero territorio italiano. In Italia esistono un’infinità di associazioni che si occupano di animali e a livello locale AIDAA non è certamente tra le più presenti. Nelle quattro regioni nominate come “maglia nera” degli abbandoni (che Wired innalza a regola generale con un simpatico “lì è avvenuto, e tipicamente avviene”) AIDAA è praticamente assente, se non su Facebook, dove poco ci manca. Ad esempio le sezioni di Calabria, Sardegna, Sicilia (Puglia non pervenuta): contatti e interazioni ridotti praticamente a zero, se si eccettua un numero di telefono nella sezione Sicilia che VI SCONSIGLIO di cercare su Google (a meno che non siate passivi, discreti e decisi – no, non scherzo). Di contro vi linko nuovamente la lista delle Associazioni riconosciute e iscritte all’Albo Regionale della Puglia, qui, in cui AIDAA nemmeno compare. Infatti per essere iscritti a tale Albo bisogna soddisfare dei precisi requisiti e, a quel punto, si può accedere alle richieste di finanziamento delle Regioni. Ovviamente AIDAA se ne sta ben al di fuori di tutto questo e preferisce reperire fondi su Facebook nella persona del presidente Lorenzo Croce, che se non raccoglie abbastanza soldi se la prende, e anche parecchio:

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Lorè, chiudi il profilo se non vuoi che sia pubblico quello che scrivi.

Insomma AIDAA continua a sparare cifre che nemmeno il Ministero della Salute riesce a reperire, e lo fa grazie alle segnalazioni al loro numero verde di cellulare con l’operazione “Io lo segnalo” (a visibilità praticamente zero dato che la locandina è stata diffusa solo su Facebook sulle pagine dell’Associazione, e visibile dunque solo a coloro che già la conoscono – e il numero di Mi piace sulle varie pagine regionali non è esattamente incoraggiante) e addirittura “attraverso le diverse società di gestione delle autostrade e delle strade statali e provinciali italiane”. Il Ministero della Salute nella sezione del sito dedicata agli animali diffonde i dati reperiti riguardo agli ingressi di animali abbandonati nei canili ma non si azzarda a fornire cifre sugli abbandoni, limitandosi a dare comunicazione di una Task Force appositamente istituita per combattere la problematica sul territorio nazionale (sito ultima volta aggiornato nel 2013). AIDAA invece grazie a un paio di telefonate alle società di gestione delle strade – e ovviamente alle segnalazioni alla loro associazione – ci dice il numero, preciso fino alla singola unità, di animali investiti nel lasso di tempo da loro indicato, e distingue tra quelli morti e quelli salvati (2000 precisi, tombola!), arrivando a fare un paragone con l’anno scorso… mentre il Ministero della Salute non riesce ad aggiornare i propri dati dal 2013. Vi rendete conto che è impossibile, vero? Reperire delle cifre del genere è un lavoro talmente immane e complesso che nemmeno il Ministero della Salute si azzarda a dare dei numeri precisi. Ma dopotutto AIDAA tutto può, infatti pochi giorni fa ci ha deliziato con un’altra raccolta di dati impossibili, ovvero il numero dei cani vaganti nelle varie città italiane, “comprese le entrate nei cento canili monitorati dall’associazione in tutte le provincie italiane”… inutile ripetere che per un lavoro del genere ci vorrebbero decine di persone al lavoro ogni giorno, cosa che AIDAA sicuramente non ha, visto che non solo non ha i requisiti per essere iscritta a un qualche Albo regionale delle Associazioni, ma che nemmeno li ha per essere presa sul serio da qualcuno che volesse fare una donazione: non ha un sito con un dominio proprio (il loro sito sta su Blogspot), non ha un IBAN dedicato, e le donazioni vengono raccolte su una Postepay intestata a una persona a caso, presumibilmente parente del presidente, che chiede aiuto in maniera schizofrenica sul suo profilo personale, alternando preghiere e minacce.

Cattura

Io a uno così sinceramente non manderei nemmeno cinque euro. Se devo mandare soldi per una qualche causa voglio essere sicura che vadano a quella causa e non chissà dove. Con questo non voglio assolutamente insinuare che Lorenzo Croce o AIDAA spendano i soldi che gli vengono mandati per qualcosa che non sia il benessere degli animali di cui si occupano, ma semplicemente che io li manderei a qualcuno che sono DEL TUTTO SICURA li spenda per il benessere degli animali di cui si occupa. Molte associazioni, se non tutte, hanno siti internet che testimoniano con chiarezza quali sono le loro attività, con fotografie, molti recapiti telefonici, indirizzi eccetera, e visto che chiedono soldi è giusto che rendano non solo chiaro ma cristallino quello che faranno con quelle somme. Se dovessi mandare cinque euro a una qualsiasi associazione di certo sceglierei quella che mi dà più sicurezza in questo senso; ma ognuno è libero di mandare i propri soldi a chi preferisce.

Insomma spero che questo sia l’ultimo articolo che scriviamo su Butac a tema AIDAA, ma finché ci saranno “giornalisti” e “testate” (mi dicono adesso che la “notizia” è passata perfino al TG2 delle 13 un paio di giorni fa) che riprendono questi dati senza rendersi conto che è IMPOSSIBILE che una sola, piccola associazione si faccia carico di raccoglierli, che Lorenzo Croce è rinomato per INVENTARE dati e notizie, che le Associazioni animaliste più conosciute cercano di mettere in guardia su AIDAA da anni (come raccontavamo anche qui), temo che qualche riga qua e là ci toccherà ancora scriverla. E aspettare gli insulti e le minacce di denuncia come risposta.

Noi invitiamo ancora una volta a far girare questo volantino:

CROCEAIDAA-VOLANTINO

noemi at butac punto it

PS Siccome il Sig. Croce ha spiegato con grandi giri di parole a chi gli faceva notare di essere stato radiato dall’Ordine dei Giornalisti che NON è stato radiato ma *bla bla bla spiegazioni senza capo né coda e rumori di unghie su specchi* il nostro Neil ha chiesto direttamente all’Ordine dei Giornalisti qualche tempo fa, ricevendo la seguente risposta:

croce su croce

Eh sì, c’è proprio scritto “radiato” (e chiunque può scrivere all’ODG di Milano e chiedere informazioni al riguardo).

EDIT: Il Dr. Terrible ci ha postato nei commenti alcune pagine del libro “Falsi Giornalistici – Finti scoop e bufale quotidiane” del Prof. Salvatore Casillo, pubblicato nel 1997, in cui si raccontano le vicissitudini di Lorenzo Croce con l’Ordine dei Giornalisti.

 

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