Il clima, l’era glaciale e Peter F. Meyer

L'ennesima analisi che confonde meteo e clima per portare avanti il negazionismo climatico

maicolengel butac 15 Ott 2025
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Ci avete segnalato un post che circola sui social grazie a utenti che l’hanno copiato, tradotto e incollato da un sito austriaco. Partiamo quindi dalla fonte, appunto un blog austriaco che si chiama tkp.at e che abbiamo già incontrato proprio quest’anno. L’articolo da cui è stato ricavato il post s’intitola:

Klimawandel: Minusgrade Anfang Oktober in Mitteleuropa und Neuschnee am Balkan

Che tradotto:

CAMBIAMENTI CLIMATICI: TEMPERATURE SOTTO ZERO ALL’ INIZIO DI OTTOBRE IN EUROPA CENTRALE E NEVE FRESCA SUI BALCANI

Per trasparenza, l’articolo è consultabile alla fonte, salvata ovviamente su Archive. Il dottor Peter F. Meyer non è nuovo a certe narrazioni: è l’autore di numerosi pezzi simili su TKP e perfino di un libro dal titolo “Funghi contro cancro e altre malattie” (giunto purtroppo alla seconda edizione). Insomma, non esattamente una fonte scientifica peer-reviewed.

Sui social i commenti generati dalla traduzione di un articolo come quello di Meyer sono sempre dimostrazione di quanto poco la gente ne capisca di clima:

Come spesso accade in questi ambienti, Meyer mescola fatti veri a sensazionalismo climatico senza basi, creando così il perfetto cocktail disinformativo. È vero, infatti, che nelle ultime settimane l’Europa centrale ha sperimentato un’ondata eccezionale di freddo, con temperature minime sottozero in alcune località e neve in quota sui Balcani. È successo, e lo hanno riportato anche fonti meteo serie.

Ma (e qui sta il trucco): un’ondata fredda non significa che il riscaldamento globale si sia fermato o invertito. I dati globali mostrano tutt’altro: settembre e ottobre 2025 restano tra i mesi più caldi mai registrati a livello globale, e l’estate boreale 2025 è stata la terza più calda di sempre. In Europa, l’estate è stata sopra la media climatica, con diverse ondate di calore. Un episodio freddo a inizio ottobre è tempo meteorologico, non clima. Confondere le cose è uno degli errori preferiti dei negazionisti climatici, a volte (rare) in buonafede, più spesso in malafede.

Meyer rincara poi sostenendo che Artico e Antartide starebbero “raffreddandosi”. Ma anche qui, i dati lo smentiscono: l’Artico è al decimo minimo più basso della serie satellitare (4,60 mln km²) mentre  l’Antartide è al terzo massimo più basso della serie. Se davvero i poli fossero i “campanelli d’allarme” di una nuova era glaciale, dovremmo osservare l’esatto contrario.

Il resto dell’articolo è costruito su affermazioni climatiche infondate, presentate come verità ignorate dai “media mainstream”. È la solita tattica: partire da un fenomeno reale (un’ondata di freddo), aggiungere interpretazioni pseudoscientifiche e servirle come “prova che ci mentono”.

Non ritengo sia utile approfondire il testo di tpk avendone già trattati di simili in passato. Chi ci crede, chi è convinto che le cose stiano come sostiene Meyer, non cambierà idea perché lo dicono “quelli di BUTAC” o chiunque altro la pensi diversamente da loro: ormai si sono radicalizzati, possono uscirne solo se decidono loro di farlo.

Pertanto non credo che ci sia altro da aggiungere.

maicolengel at butac punto it

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