Trump e il riscaldamento climatico

La solita battuta da boomer sul riscaldamento climatico mentre una pesantissima tempesta di freddo raggiunge 40 Stati USA

maicolengel butac 27 Gen 2026
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Donald Trump non perde occasione di dimostrare al mondo la sua inadeguatezza e lo fa con una “battuta” da anziano subito prima che una pesante tempesta di freddo raggiunga 40 Stati americani.

Il presidente degli Stati Uniti il 23 gennaio scrive infatti sul suo social network:

Record Cold Wave expected to hit 40 States. Rarely seen anything like it before. Could the Environmental Insurrectionists please explain — WHATEVER HAPPENED TO GLOBAL WARMING???

Che tradotto:

Un’ondata di freddo record è attesa in 40 Stati. Raramente si è visto qualcosa di simile. Gli insurrezionisti ambientalisti potrebbero spiegare, per favore… CHE FINE HA FATTO IL RISCALDAMENTO GLOBALE???

Battuta che abbiamo visto fare in maniera simile a svariati – e altrettanto inadeguati – politici italiani negazionisti dei cambiamenti climatici. Sfruttare un’ondata di caldo o freddo improvviso per negare i cambiamenti climatici dimostra solo che chi lo fa non ha ben chiara la differenza tra meteo e clima.

La tempesta di cui parla Trump è reale, ma nasce proprio da un fenomeno che la scienza collega anche al riscaldamento globale, ovvero l’indebolimento del vortice polare. Che significa? Che l’Artico si sta scaldando fino a quattro volte più velocemente del resto del pianeta, e questo fa sì che – col ghiaccio che diminuisce e il vortice che normalmente staziona sull’Artico che si deforma – si creino delle sacche di aria gelida che “scappano” verso sud. Questo genera ondate di freddo estremo anche in posti dove normalmente non dovrebbero arrivare temperature così basse.

Qualsiasi esperto di eventi climatici avrebbe potuto spiegare al Presidente che un singolo evento locale non dice nulla sull’andamento climatico globale. Ma Trump evidentemente non è interessato al parere degli scienziati. Oltretutto basterebbe guardare i dati degli inverni americani per capire che le cose non sono proprio come le racconta lui: le gelate durano meno, le temperature minime sono in media più alte di oltre 2,5 °C rispetto al 1970, e i giorni di caldo record superano di gran lunga quelli freddi.

Tutte cose che sono state spiegate da altri, ma di cui avevamo già parlato anche sulle pagine di BUTAC già qualche anno fa.

maicolengel at butac punto it

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