Ciclone, tifone e uragano

Facciamo chiarezza sui termini corretti e cerchiamo di capire insieme perché, quando si parla di meteo, è importante usare quelli giusti

maicolengel butac 29 Gen 2026
article-post
Aggiungi Butac tra le tue fonti preferite su Google

Nei giorni scorsi alcune parti del nostro Paese hanno subìto il violento impatto di condizioni meteo decisamente estreme. Mi riferisco ai danni subiti da Sicilia, Calabria e Sardegna in seguito al passaggio del ciclone Harry.

Perché ne parliamo su BUTAC? Perché un attento lettore, a ridosso dell’evento meteo, ci aveva subito inviato una segnalazione che abbiamo ritenuto importante da trattare, perlomeno per avere coscienza del solito giornalismo un tanto al chilo in cui viviamo immersi.

20 gennaio 2026, titola RaiNews:

La furia del tifone Harry su Calabria, Sardegna e Sicilia: nuova allerta, centinaia di evacuati

Poche righe dopo:

Crolli e mareggiate per il ciclone Harry, ancora scuole chiuse in tanti comuni

Ma era un tifone o un ciclone? O forse era un uragano? Chissà. La segnalazione che ci è stata inviata parla proprio di questo, ovvero della scarsa conoscenza dei fenomeni atmosferici. Si confonde un uragano con un tornado, un violento temporale con una tromba d’aria e così via.

Il termine uragano si applica ai cicloni tropicali che si formano nell’Atlantico e nel Pacifico nord-orientale. Il termine tifone, utilizzato erroneamente dal TG3 e ripreso da RaiNews, indica invece i cicloni tropicali del Pacifico nord-occidentale. Nell’Oceano Indiano e nel Pacifico sud-occidentale si parla semplicemente di cicloni tropicali. Quello che ha colpito Sicilia, Sardegna e Calabria invece era un ciclone extratropicale mediterraneo, cioè una vasta area di bassa pressione come quelle che passano regolarmente alle nostre latitudini. Forte, anomalo per intensità, alimentato da un Mediterraneo troppo caldo, ma non tropicale.

La segnalazione che ci era stata inviata (grazie Matteo) era documentata alla perfezione e forse fin troppo tecnica per il nostro solito modo di spiegare le cose, un po’ terra terra. Sperando di non aver fatto a nostra volta errori.

Ricordiamocelo, il meteoterrorismo nasce anche dall’uso errato dei termini per parlare di meteorologia e clima. Le “bombe d’acqua”, ad esempio, non esistono, ma sono un ottimo indicatore della qualità dei contenuti di chi sceglie di utilizzare questo termine: ogni volta che un giornale lo usa, infatti, sapete che sta tentando di parlare alle vostre pance e non alla vostra testa. Si tratta di testate che andrebbero abbandonate al loro destino.

redazione at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!

Un altro modo per sostenerci è acquistare uno dei libri consigliati sulla nostra pagina Amazon, la trovi qui.

BUTAC vi aspetta anche su Telegram con il canale con tutti gli aggiornamenti.

Per molti di voi si tratta di questioni di “lana caprina” o, per usare un modo di dire meno antiquato, spaccare il capello in quattro, ma ci sono occasioni che riteniamo importanti proprio per evidenziare come un certo giornalismo un tanto al chilo contribuisca all’analfabetismo funzionale del nostro Paese. Il servizio del TG1 del 18 […]

maicolengel butac | 21 lug 2026

Da quanto tempo non ci mandavate una segnalazione classica, di quelle che a volte, post pandemia, rimpiangiamo per quanto erano curiose da trattare ma di lieve impatto sulla popolazione. Per fortuna qualche volta anche queste storie riprendono a circolare. La segnalazione di oggi riguarda un lungo testo condiviso su varie piattaforme social – ad esempio […]

maicolengel butac | 08 lug 2026

Su La Verità del 26 giugno Franco Battaglia titola: È un giugno nella media. Chi non ci crede controlli i dati delle stazioni meteo L’articolo completo lo potete trovare su PressReader e inizia così: Quando voglio farmi quat­tro risate rico­sti­tuenti, vado su Goo­gle, digito «Repub­blica» e leggo il primo arti­colo che il motore di ricerca […]

maicolengel butac | 29 giu 2026

Donald Trump non perde occasione di dimostrare al mondo la sua inadeguatezza e lo fa con una “battuta” da anziano subito prima che una pesante tempesta di freddo raggiunga 40 Stati americani. Il presidente degli Stati Uniti il 23 gennaio scrive infatti sul suo social network: Record Cold Wave expected to hit 40 States. Rarely […]

maicolengel butac | 27 gen 2026