Più di un lettore mi ha rigirato un vecchio link sui social, link che evidentemente sta ricominciando a circolare.

Siamo di fronte alla solita solfa: un furgone bianco si aggirerebbe per l’Italia rapendo bambini. Il post pubblicato a ottobre sulla pagina social di una signora, fervente cattolica, molto devota a Padre Pio, sta ricominciando a circolare in rete.

Sappiamo bene che l’unico modo per fermarlo è che la signora lo elimini dalla sua pagina o che Facebook lo cancelli, per non parlare dei tanti che invece che condividerlo hanno copiato e ripubblicato la foto sul loro profilo.

Non esiste traccia di denunce in merito alla storia che viene raccontata. Oltretutto basta vedere la data del post, che è diventato virale in questi giorni, per capire che – se mai ci fosse stato un allarme furgone bianco – da ottobre a oggi ne avrebbero parlato i giornali. E invece nulla. L’avevano già trattata, proprio a ottobre quando la signora l’ha ripresa, i colleghi di bufale.net; in altre occasioni con altre foto ne abbiamo parlato anche noi, e altri colleghi ancora.

Da bufale.net:

Riportare una foto con una targa visibile a tutti, sostenendo che si tratta dei ladri di bambini (indicati come stranieri) di cui il web parla ininterrottamente è sbagliato e pericoloso. Non è dato sapere a chi appartenga il furgone fotografato.

Condividere queste sciocchezze, a parte generare allarmismo nella popolazione delle zone citate, può anche causare danni. Magari qualcuno vede davvero quel furgone e decide di farsi avanti col proprietario. Convinto che la storia sia vera può essere che non si faccia avanti in maniera pacifica.

Un americano entrò in una pizzeria d’asporto armato di fucile, convinto che fosse il luogo d’incontro di un gruppo di pedofili e che nei sotterranei della stessa pizzeria fossero segregati dei bambini.

Non è successa una strage per pura fortuna.

Condividere robaccia come questa storia, con in testa l’idea che “anche se non è vero che male c’è, io intanto avverto”, è sbagliato. Ogni informazione che condividiamo in rete ha un suo peso, ogni elemento che diamo in pasto ai nostri “amici” può avere implicazioni che vanno al di là della semplice condivisione.

Accertarci di quanto mettiamo in rete, verificando quanto postiamo, dovrebbe essere una regola d’oro. Siccome la verifica dei fatti non è sempre facile, vale la regola d’oro numero due, evitare di condividere qualcosa se non ne siamo stati testimoni in prima persona. Sicuramente si eviteranno molte figuracce, ma prima di tutto si eviterà di diffondere un’informazione potenzialmente pericolosa.

maicolengel at butac punto it

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