Oggi trovo difficile trovare le parole.

Non mi permetto di giudicare la sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano. Non ne ho le capacità, né le conoscenze. Posso dire che la considero antiscientifica alla stregua di quanto sia di più lontano dal mio mondo – il mondo della scienza.

Un mondo che mi ha regalato la possibilità alle 18.26 del 25 novembre 2014 di non gelare di freddo, di essere sazio e di godere di ottima salute; di poter spendere del tempo libero al riparo per poter fare ciò che desidero, non ciò che devo. Un mondo che amo per la sua semplicità e la sua complessità, due aspetti così strettamente interconnessi da esistere in un tutt’uno.

Oggi questo mondo non è stato semplicemente tradito o distrutto: è stato ignorato. Ed è l’errore più grande che si possa commettere. Come disse l’astrofisico Neil deGrasse Tyson,

“Il bello della scienza sta nel fatto che sia vera, che uno ci creda o meno.”

La verità è solo una: i vaccini sono una delle più grandi conquiste della medicina. A dirlo non sono io, PA, né BUTAC, ma la Scienza stessa. Colgo dunque l’occasione per rimandarvi a tutti i nostri scritti sui vaccini, in particolare su questo. Ne sto scrivendo a proposito in questi giorni: l’ho fatto in Attualmente Vaccini 1, 2, 3 e 4. Chiedo solo di spendere un po’ del vostro tempo per leggere e capire il motivo per cui non riesco ad accettare tutto questo.

In pieno stile BUTAC, abbiamo riportato dati oggettivi ottenuti da studi seri e ben costruiti, condotti da persone che conoscono il mestiere. Parlo di studiosi, esperti, persone che vogliono migliorare il mondo in cui viviamo.

Le sentenze si rispettano, ma esigo anch’io rispetto. Lo esigo come uomo di Scienza ed essere umano.

PA