Bagnodoccia e appello alla paura

Dopo il dentifricio in polvere, anche il bagnodoccia in polvere che fa leva sulla paura degli acquirenti nei confronti delle sostanza "tossiche e dannose" nei prodotti della concorrenza

maicolengel butac 11 Nov 2025
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Ci risiamo, dopo essermi occupato la settimana scorsa della pubblicità del dentifricio in busta ora è arrivato il turno del “bagnodoccia” (dannati algoritmi che se visioni un video troppe volte poi te ne ripropongono altri della stessa azienda o della stessa fascia di mercato).

Anche oggi non faremo nomi, sappiamo bene come alcune di queste aziende non aspettino altro che sentirsi diffamate per procedere con gli attacchi legali. Ma, giusto per completezza, l’azienda produttrice è esattamente la stessa del dentifricio.

Non condividerò nemmeno il reel Instagram che mi è capitato in bacheca, mi limiterò a quanto scritto nel post:

Hai mai letto gli ingredienti del tuo bagnodoccia? La maggior parte contiene sostanze tossiche e dannose per la tua pelle (e per l’ambiente).
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Il grassetto è mio, come anche la censura sul marchio. Quel grassetto rappresenta alla perfezione il sistema di vendita scelto da questa giovane azienda che si presenta con facce pulite e per l’appunto giovanissime. Pulite, giovani, ma che fanno ricorso allo stesso sistema usato dagli estremisti radicalizzati: l’appello alla paura. Ovviamente se uno vede quel reel, prende il suo bagnodoccia per controllare e legge ingredienti tipo “sodium laureth sulfate” si spaventa, pensando che sia chissà quale ingrediente segreto, mentre invece si tratta di un banalissimo tensioattivo approvato ovunque. Ma molti di noi questo non lo sanno perché non sono ferratissimi sulla chimica dei detergenti (non c’è niente di male); e loro con quell’apertura che parla di sostanze tossiche e dannose hanno fatto gran parte del lavoro.

Ma le cose non sono proprio come ci vengono raccontate: i bagnodoccia in commercio devono rispettare il Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui cosmetici. Se contenessero sostanze “tossiche”, non potrebbero stare sul mercato.

Poi, come in precedenza col dentifricio, abbiamo quel richiamo al 99% di sostanze naturali, sostanze che comunque poi vengono miscelate in un laboratorio che prepara il prodotto, quindi – come tutti gli ingredienti di tutti gli altri bagnodoccia – anche loro passano una fase di laboratorio. Parlare del 99% di sostanze naturali per dare a intendere che siano buone è un altro stratagemma subdolo: anche il cianuro e il veleno di serpente sono naturali, anzi lo sono al 100%, ma se trovate qualcuno che ve li propone come aggiunta al vostro cocktail fossi in voi diffiderei.

Sia chiaro, l’idea che si continui a usare sempre lo stesso contenitore ha sicuramente dei risvolti ecologici non indifferenti, ma occhio, perché non è detto che poi le bustine di polvere che verranno usate per la ricarica non siano a loro volta inquinanti a causa dell’eventuale rivestimento plastico o metallico (solitamente alluminio) usato per renderle più robuste e durevoli.

Gli ingredienti

Sono ovviamente andato a cercare gli ingredienti di questo prodotto al 99% naturale, e la lista che ho trovato è questa:

Sodium Cocoyl Glutamate, Xanthan Gum, Erythritol, Potassium Sorbate, Sodium Benzoate, Parfum (Fragrance), Aloe Barbadensis Leaf Juice Powder, Citric Acid, Terpineol.

Che dimostra che questo bagnodoccia al 99% naturale in polvere concentrata da diluire a casa contiene praticamente le stesse sostanze che trovi in un normale bagnodoccia liquido, solo senza l’acqua (che metti tu). Ed è schiumoso e profumato perché contiene Sodium Cocoyl Glutamate (tensioattivo) e Terpineol/Parfum, cioè le stesse cose usate da anni dall’industria chimica cattiva.

Non vi sentite presi per il culo?

maicolengel at butac punto it

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