La polio e il complottismo

Davvero si dice che la polio è scomparsa solo a causa di modifiche a criteri diagnostici? Abbiamo cercato di approfondire

maicolengel butac 19 Feb 2026
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Su alcune bacheche social da qualche giorno sta facendo la sua comparsa un lungo testo in italiano che parla di poliomielite. Ve lo riporto nella sua interezza:

La polio non è scomparsa nel modo in cui pensi che lo sia stata.

Cerca su Google perché non vediamo più bambini paralizzati dalla polio. Otterrai una risposta: i vaccini.

Ma la dott.ssa Suzanne Humphries afferma che questo non è ciò che mostrano i fatti — e quando approfondisci la storia, la vera storia è sconvolgente.

Prima di tutto, la polio non è mai scomparsa realmente. “La polio è ancora qui. La polio è ancora viva e vegeta”, dice Humphries.

Cosa è cambiato? La definizione. Una volta introdotto il vaccino, l’establishment medico ha ridefinito ciò che contava come “polio”.

Humphries spiega: “Oggi la polio viene chiamata in modi diversi. Mentre negli anni ’40 e ’50 i criteri per diagnosticare la polio erano completamente diversi rispetto all’anno in cui è stato introdotto il vaccino. Il campo di gioco, i pali della porta — tutto è stato cambiato… sono stati in grado di mostrare un calo completo della polio paralitica semplicemente a causa del modo in cui hanno cambiato le definizioni di cosa sia la polio e cosa possa causarla.”

Improvvisamente, i casi che sarebbero stati etichettati come polio sono ora chiamati sindrome di Guillain-Barré, coxsackievirus, echovirus — o semplicemente attribuiti all’avvelenamento da metalli pesanti. “Non avevano il virus, o avevano il coxsackievirus o l’echovirus, o erano stati avvelenati da piombo o mercurio, che erano — il mercurio e il piombo erano i trattamenti principali dell’epoca”, ha detto.

Ma la situazione peggiora.

L’aumento della polio, afferma Humphries, rispecchiava direttamente l’uso di pesticidi tossici come il DDT. “La tonnellata di produzione di DDT rispecchiava assolutamente la diagnosi di polio.” E ancora oggi, “i paesi che producono ancora DDT oggi sono quelli in cui stiamo ancora assistendo a questa situazione di polio paralitica.”

Quindi che ne è del virus?

Il virus della polio, secondo Humphries, è quello che è noto come commensale — un virus normale che vive nella maggior parte delle persone senza causare problemi. Infatti, “il 95-99% di tutta la polio è asintomatica”. Ha descritto uno studio degli indiani Javante in cui “il 98-99% di ogni persona testata… aveva evidenza di immunità a tutti e tre i ceppi di polio.”

Quando le è stato chiesto dove fossero tutti i bambini paralizzati, ha ricordato: “Erano tipo, ‘Non abbiamo nessun problema del genere’.”

Humphries indica anche un laboratorio Rockefeller del 1916 a Manhattan che, secondo le sue parole, aveva “l’obiettivo specifico dichiarato… di cercare di creare il ceppo più patologico e neuropatologico possibile di polio”. Iniettando cervelli di scimmia e siero spinale umano nelle scimmie, “ci fu un grosso problema con questo, che fu rilasciato al pubblico per errore. E il mondo ha vissuto la peggiore epidemia di polio mai registrata. Con una mortalità del 25%.”

Conclusione? Secondo la dott.ssa Humphries, la polio non è scomparsa a causa dei vaccini. È scomparsa dietro una cortina di ridefinizioni, diagnosi errate, disastri creati dall’uomo — e un sacco di propaganda.

E se sono arrivati così lontano per ingannarti sul vaccino antipolio, su cosa altro stanno mentendo?

Il testo non è altro che la traduzione letterale di un post su X a firma Vigilant Fox, video che riporta in parte le inesattezze dette durante un podcast di Joe Rogan. La puntata del podcast di Rogan è dell’anno scorso, con ospite la dottoressa Suzanne Humphries, antivaccinista convinta.

Ma vorremmo che una cosa fosse molto chiara: quanto sostenuto in quel lungo testo non è affatto vero. Il calo dei casi di poliomielite è temporalmente, geograficamente e biologicamente coerente con l’introduzione dei vaccini. Quanto sostenuto da Humphries e ridiffuso da Rogan e i suoi follower non rappresenta in alcuna maniera il consenso scientifico, si tratta di tesi antivacciniste già smentite da tempo.

La ridefinizione della polio

La testi portata avanti da questi soggetti si basa principalmente sul fatto che la definizione di poliomielite negli anni è cambiata, e questo – sia chiaro – è corretto. Nel corso del tempo i criteri diagnostici sono cambiati per merito del progresso scientifico che ci ha portato via via a distinguere tra: poliovirus, altri enterovirus (coxackie, echovirus) e sindromi neurologiche differenti.

Ma solo dopo l’introduzione del vaccino di Jonas Salk nel 1955 e quello orale di Albert Sabin nel 1961 i casi di poliomielite paralitica sono crollati in modo netto e sincronizzato in più Paesi. Non per merito di una ridefinizione dei termini, ma una vera e propria riduzione reale dei casi di poliomielite paralitica.

La polio è ancora qui

Anche questo è corretto, è sostanzialmente vero dire che la poliomielite è ancora presente, perché tecnicamente il virus non stato completamente eradicato a livello globale. Ma prima dell’avvento dei vaccini provocava epidemie devastanti, oggi questo non succede più. Purtroppo il tempo passa e ci si dimentica di certe immagini:

Si stima che, grazie ai vaccini, tra il 1998 e il 2018 si siano evitati circa 2.2 milioni di casi di poliomielite paralitica nel mondo.

Ma era colpa del DDT?

No, ma ovviamente Humphries e Rogan ben si guardano da darvi dati da analizzare che possano negare la loro tesi. Le grandi epidemie di polio iniziano prima dell’uso massiccio del DDT nel Secondo dopoguerra. E il declino dei casi è conseguente all’introduzione dei vaccini, non al bando del DDT; basterebbero questi due dettagli per rendere inutile ogni parola detta da Humphries e Rogan. Se il DDT fosse stato la causa primaria i Paesi che l’hanno vietato avrebbero visto sparire la polio senza vaccini mentre quelli che ancora lo producono e usano avrebbero tutt’oggi epidemie diffuse, ma non è quello che osserviamo.

Concludendo

Quanto fatto da Rogan e Humphries e rilanciato in tante altre lingue non è altro che cherry picking che omette dettagli e decontestualizza dati. Chi sceglie questo modo di fare informazione sta intenzionalmente malinformando. Se lo faccia per proprio tornaconto personale o perché, come in una religione, ci crede fermamente, non è compito nostro indagare. Quello che possiamo però fare è darvi ulteriori fonti, affidabili, per approfondire.

maicolengel at butac punto it

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